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Gazzettino – Piano casa, sindaci in trincea

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

24

nov

2013

Vertice a Padova e critiche alla Regione. Tosi «Bisognerà rivederlo»

Orsoni: «Norma disordinata». Zaia: «Amplia chi ne ha bisogno»

CONFLITTO – Tra i sindaci ( a des Orsoni Rossi, Variati) che si vedono espropriati del controllo del territorio e la giunta Zaia (sin) che vuole gli ampliamenti

IVO ROSSI   «Inaccettabile per il territorio»

ACHILLE VARIATI   «Così a rischio i centri storici»

Il nuovo Piano casa della Regione riesce ad unire tutti i sindaci del Veneto e all’orizzonte potrebbe profilarsi un ricorso alla Corte costituzionale. Ieri mattina a Padova, ospiti del vicesindaco reggente Ivo Rossi, tra il primi cittadini dei capoluoghi veneti non mancava proprio nessuno. Attorno al tavolo della sala giunta di palazzo Moroni, oltre a Rossi, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, di Vicenza Achille Variati, di Treviso Giovanni Manildo e di Belluno Jacopo Massaro. Impossibilitato a partecipare alla riunione, ma solidale con i colleghi delle altre città, anche il sindaco di Rovigo, Bruno Piva. Bloccato a Verona a causa di alcuni impegni, ma deciso a dare un contributo alla «causa» il primo cittadino scaligero Flavio Tosi che non ha esitato a criticare la giunta regionale guidata dal leghista Luca Zaia.

«Qui nessuno vuole creare contrapposizioni con la Regione – ha scandito Tosi – anzi, noi cerchiamo di collaborare con palazzo Balbi. Ritengo però che questo Piano casa necessiti di una profonda riflessione e che, soprattutto in materia urbanistica vadano dati maggiori poteri ai sindaci».

A fare gli onori di casa ha provveduto Rossi: «Negli ultimi anni i Comuni hanno dovuto approvare articolatissimi piani urbanistici come i Pati, i Ptrc e i Pat, strumenti di pianificazione che sono destinati ad essere spazzati via dal nuovo Piano casa della Regione. Un piano che da la possibilità di ampliare le volumetrie esistenti fino al 120% e che consente di modificare i volumi anche dei capannoni. In un regione dove negli ultimi anni si è costruito tanto e male, tutto questo è inaccettabile».

«Chiediamo l’attenzione di tutta la classe politica regionale, e di tutti i cittadini. Stiamo parlando della bellezza del nostro paesaggio, del consumo del nostro suolo: beni comuni che non hanno colore politico» ha detto invece Orsoni che poi ha aggiunto: «Volevamo testimoniare il nostro imbarazzo di fronte all’ottusità nell’affrontare i temi urbanistici. Ci preoccupa il disordine che questa normativa sta inserendo. Incentivi dispensati alla cieca, che escludono di fatto la possibilità di governare la pianificazione e il controllo del territorio. Con questi incentivi si costruiranno dei mostri, dei bubboni sull’edilizia esistente che sconvolgeranno l’armonia dei nostri centri storici». «Conseguenze devastanti – ha detto Orsoni – potrebbe avere, solo per fare un esempio, il superamento della normativa sulle distanze fra edifici».

Sulla stessa lunghezza d’onda Variati: «Con queste disposizioni, che vanno in deroga a tutti i piani urbanistici, vengono messi a rischio anche i centro storici. Noi abbiamo il dovere di difendere l’armonia e la bellezza del nostro territorio» .

«Il Piano casa in vigore ha già fatto abbastanza danni, non si capisce perché lo si voglia ulteriormente liberalizzare. A Belluno per esempio, all’interno di un terreno agricolo è stato abbattuto un edificio ad uso produttivo e ora si voglio realizzare 13 villette» ha detto Massaro.

Preoccupato per le ripercussioni paesaggistico- ambientali si è detto anche Manildo.

«Il nuovo piano permetterà di aumentare le cubature all’interno dei parchi» ha spiegato poi il sindaco di Este Giancarlo Piva.

Ma se la Regione non deciderà di fare marcia indietro? Se il consiglio regionale a fine mese voterà il nuovo Piano casa, cosa faranno i sindaci?

«Ci auguriamo che questo non avvenga – ha concluso Orsoni – diversamente potrebbero porsi anche dei problemi di costituzionalità».

A distanza ha replicato il governatore Zaia: «Ascoltiamo tutti e il confronto è nelle nostre corde. Però non si dica che il piano casa è per costruire centri commerciali o per speculazione. Il nostro piano dà la possibilità a chi è proprietario di un’abitazione di ampliarla. Il 40% dei comuni – ha poi osservato il Governatore – ha deciso di non utilizzare e applicare l’ultimo piano casa».

 

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