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GRANDI NAVI»LA RISPOSTA ALL’APPELLO DELLE CATEGORIE

Sindaco e presidente del Porto tranquillizzano i lavoratori.

Da ieri stop ai transiti in Bacino per consentire i lavori del Mose

Nessuna preoccupazione per l’occupazione portuale con l’arrivo del decreto che limita il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco. È la risposta che – sia pure con toni diversi – inviano alle categorie economiche guidate da Confindustria il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa e il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, proprio il giorno dopo l’ultimo passaggio delle grandi navi fino al 3 aprile del prossimo anno, per i lavori del Mose che entrano nel vivo alla bocca di porto del Lido e ne rendono impossibile la presenza per motivi di sicurezza, come ha deciso la stessa Autorità Portuale.

Con Costa che annuncia anche l’ormai prossima emissione da parte della Capitaneria di Porto dei due provvedimenti che da una parte indicheranno lo scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come la via alternativa (sia pure da testare in sede di Valutazione d’impatto ambientale con altre alternative) al passaggio delle grandi navi in Bacino San Marco. E dall’altra fisseranno le modalità per la riduzione dal primo gennaio del 20 per cento dei passaggi dei giganti del mare. Niente tavolo tecnico di ulteriore confronto con il Governo – dopo il vertice di Palazzo Chigi di qualche settimana fa che ha preso le sue decisioni sul passaggio delle grandi navi – prima del varo dei provvedimenti, come chiedevano con Confindustria, Confcommercio, Coldiretti, Confesercenti , Camera di Commercio e Cgil, Cisl e Uil.

«Le decisioni sul passaggio delle grandi navi – commenta Orsoni – sono già state prese ai massimi livelli e ora non ha più senso rimetterle in discussione, bisogna solo attuarle. Per quanto riguarda l’occupazione, nessuno vuole mettere in crisi la filiera del turismo legata anche al traffico crocieristico e dunque l’impatto sarà limitato. Avrebbe potuto esserlo ancora di più, se si fosse presa in considerazione, come suggerivo, l’ipotesi del trasferimento delle grandi navi a Marghera, ma l’Autorità Portuale si è messa di traverso e dobbiamo accontentarci del risultato raggiunto».

«Non sono preoccupato dell’impatto sull’occupazione portuale dei provvedimenti presi per limitare il passaggio delle grandi navi – commenta anche Costa – anche perché presto arriveranno i provvedimenti attuativi della Capitaneria di Porto e tutti potranno rendersi conto della situazione. Il primo riguarderà appunto la prosecuzione del progetto dello scavo del canale Contorta-Sant’Angelo come via alternativa al passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco, mettendolo a confronto con altre vie possibili e non con altri siti, come quello di Marghera. Il secondo, preso d’intesa con l’Autorità Portuale e il Magistrato alle Acque, riguarderà appunto i criteri per la riduzione del 20 per cento dei passaggi delle navi da crociera superiori alle 40 mila tonnellate dal primo gennaio 2014 e poi dal primo novembre di quelle superiori alle 96 mila tonnellate. Teniamo presente – e questo vale anche per chi si preoccupa per l’occupazione – che si tratta comunque di provvedimenti transitori per i prossimi due anni, perché dal 2016, con lo scavo del Contorta-Sant’Angelo, la situazione sarà ristabilita. Sono anche fiducioso sui finanziamenti per l’opera, inserita tra quelle della Legge Obiettivo e anche per la possibilità di autofinanziarla con un pedaggio sul passaggio dei passeggeri delle grandi navi».

Enrico Tantucci

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