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LA BATTAGLIA SULLA VIABILITA’ DELL’AREA

Prevista tra la Castellana e la Miranese a servizio della stazione di via Olimpia Ok allo svincolo progettato dai privati, ma nessuno ci vuole mettere i soldi

Una terza uscita della tangenziale tra lo svincolo per la Castellana e quello per la Miranese? Un’ipotesi di cui si parla da tempo e sulla quale anche l’Anas nelle scorse settimane ha detto la sua. Con una lettera nella quale «esprime il proprio parere favorevole», se pur con alcune prescrizioni da adottare in fase di stesura del progetto definitivo, al «nuovo svincolo sulla tangenziale di Mestre tra le uscite Miranese e Castellana in zona Sfmr – stazione di via Olimpia».

La lettera dell’Anas – che tra le prescrizioni fornisce indicazioni relative alla larghezza delle corsie e alle dimensioni degli svincoli – è arrivata a Comune, Cav e Consorzio del parco del Marzenego, che riunisce i proprietari dei terreni, circa venti ettari, sui quali dovrebbe sorgere un albergo, a ridosso della stazione del metrò di superficie, e una serie di palazzine, dall’altra parte della tangenziale (alla fine di via Gazzera Bassa) per un totale di circa 350-400 alloggi. È in questo contesto che bisogna leggere il progetto dello svincolo, redatto dallo studio Zordan, proprio su incarico del consorzio dei proprietari che del resto si inserisce in un accordo molto più amplio e complesso che riguarda tutta la viabilità nei pressi della stazione di via Olimpia.

Con il mercato immobiliare fermo al palo, prima che si cominci a costruire passeranno degli anni – anche perché il progetto nel suo complesso potrebbe subire una radicale revisione – ma è chiaro che lo svincolo fa comodo ai privati, visto che le due bretelle garantirebbero l’accesso diretto sia all’eventuale albergo sia al nuovo quartiere incastonato tra la tangenziale, la linea ferroviaria per Treviso, e il Marzenego.

«L’uscita servirà anche a noi» dice Carlo Marinello, l’imprenditore a capo del consorzio dei proprietari, «ma gli studi del traffico che abbiamo realizzato, così come ci era stato indicato a suo tempo dall’assessore Enrico Mingardi, favorevole allo svincolo dicono che sarebbe tutto il centro di Mestre a beneficiarne».

Regione e Comune sono d’accordo sui benefici dello svincolo (tanto che Ca’ Farsetti l’ha inserito nel Pum, il Piano urbano della Mobilità) ma si sono fino a qui rifiutati di inserire lo svincolo nell’accordo firmato con il Consorzio nel 2005. Il punto è che nessuno ci vuole mettere i soldi. Non il consorzio, secondo il quale l’investimento dovrebbe essere pubblico e che chiede almeno che, la rotonda che dovrà essere realizzata per l’accesso alla stazione da via Brendole sia realizzata delle dimensioni tali per poi collegare lo svincolo; non il Comune che di soldi da spendere non ne ha; e infine non la Regione, per lo stesso motivo, soprattutto considerando che lo svincolo oggi non è nell’elenco delle priorità.

Come detto nel 2005, per disegnare interventi e viabilità nell’area compresa tra la stazione e la Gazzera era stata firmata una convenzione, che però è rimasta carta straccia – «Marinello non si è mai presentato per firmarla» – congelando non solo gli interventi privati, ma anche tutta la viabilità concordata, compreso il collegamento tra la stazione di via Olimpia e la Castellana, al quale avrebbe dovuto provvedere lo stesso consorzio. Se solo la convenzione avesse avuto un seguito.

Francesco Furlan

 

Stazione senza accesso dalla Castellana

Rischia di passarne di acqua sotto i ponti prima che si riesca a venire a capo della viabilità intorno alla stazione Sfmr di via Olimpia, che sarà pronta a metà ottobre del 2014.

La stazione di via Olimpia avrà due accessi: uno dalla stessa via Olimpia, e uno dalla strada di collegamento che sarà realizzata da via Brendole. Non ancora risolto è il terzo collegamento, forse il più importante, tra la stazione e via Castellana. Una strada che doveva essere a carico dei privati del Consorzio Parco del Marzenego e che non è stata realizzata proprio perché non si è dato seguito all’accordo che era stato firmato tra le parti (Regione, Comune e Consorzio) ormai otto anni fa. Una situazione di stasi alla quale il comune ha cercato di porre rimedio inviando al consorzio, il mese scorso, una lettera, tramite l’avvocatura, nella quale si legge che se il consorzio non si decide a convocar un incontro, il Comune prenderà atto del «disinteresse» a proseguire con l’intervento. E il Consorzio che fa? «Stiamo preparano la lettera di risposta», dice il presidente, Marinello.

 

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