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È la principale manifestazione per lo scambio di sementi

Fantinel: «No alla logica dei brevetti e delle multinazionali»

FELTRE – Qualcuno arriva solo per curiosare, altri affollano i banchetti del mercatino biologico, ma la maggior parte ha compreso a pieno il significato della “Chiamata a raccolto” e riempie gli il bocciodromo al Foro Boario alla ricerca di sementi con le quali avviare una coltivazione in proprio dove i prodotti della terra rispettano la biodiversità, chiede e scambia informazioni, tutto in un clima lontano anni luce dalla logica dominante dei brevetti che costringe gli agricoltori a pagare le sementi alle multinazionali.

Sono arrivati in migliaia ieri in città per l’appuntamento organizzato da Coltivare condividendo, il gruppo locale che sta raccogliendo i frutti di un lavoro di diffusione e tutela della biodiversità trasformando la giornata al Foro Boario nella principale manifestazione si scambio di sementi a livello nazionale.

Per tutto il giorno una folla si è accalcata dentro e fuori il bocciodromo. All’interno i coltivatori che hanno portato con loro le sementi riproducibili, fornendo informazioni e mettendo a disposizione del pubblico le conoscenze accumulate con l’esperienza di chi fa da sé.

All’esterno una serie di stand dove alcune aziende agricole locali mettono in vendita i loro prodotti: verdura, succhi, conserve. Tutto biologico naturalmente. E la gente apprezza. Al centro del bocciodromo lo stand di Coltivare Condividendo, dove Tiziano Fantinel è indaffaratissimo assieme agli altri operatori e fatica ad accontentare tutti:

«Qui facciamo un’agricoltura differente, che rispetta l’ambiente. Sono aumentati gli espositori» – ce n’è uno anche dall’Austria – «e a occhio anche i visitatori».

Tre, forse quattromila persone. Difficile quantificare con precisione l’affluenza. Basti dire che chi è arrivato in auto ha faticato a trovare parcheggio e si è dovuto allontanare parecchio per trovare un posto.

«Qui si incontrano domanda e offerta di sementi genuine», dice ancora Fantinel, «ma il nostro lavoro non si conclude qui. Come facciamo da tempo proporremo delle giornate gratuite dove forniremo assistenza e informazioni a chi vuole gestire in proprio un appezzamento di terra».

La gratuità è alla base di questo movimento che cresce e che abbraccia anche le cause di chi è impegnato nella difesa del territorio come il comitato che si oppone al traforo del Monte Grappa sul versante vicentino.

Osservatore compiaciuto l’assessore comunale all’ambiente Valter Bonan: «Questa iniziativa è completamente autogestita e il suo successo dimostra come ci si possa staccare dal modello agroindustriale dominante, rispettando la terra con una biodiversità tutelata che porta con sé un valore etico nel prendersi carico della diversità fondamentale per la conservazione degli ecosistemi».

La chiosa è ancora di Fantinel: «Accontentiamo tante persone fornendo pochi semi ma riproducibili e l’attenzione che si è creata attorno a questa manifestazione significa che stiamo seguendo la strada giusta».

Un altro visitatore se ne va soddisfatto con i suoi semi incartati in pezzetto di carta. Scambio di numeri telefonici e via. È l’agricoltura a misura d’uomo.

(r.c.)

 

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