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SCORZE’ – Il Comitato CappellaVive all’attacco

Il terreno asportato dall’area del casello di Cappella va a bonificare la discarica di rifiuti industriali di San Giuliano dove dovrebbe sorgere il Polo Nautico.

Lo afferma il Comitato CappellaVive che da tempo si era chiesto dove andavano a finire i 70 camion al giorno con tonnellate e tonnellate di terra “buona” per costruire il casello.

Un escavo di circa 114mila metri cubi invece dei 34mila previsti nel progetto iniziale.

«Ma allora è forse per questo che il Casello si estenderà su un’area di 26 ettari? Un casello così inutilmente grande perché serviva una grandissima quantità di terra buona per bonificare una discarica?» si chiede il Comitato che sottolinea che il Comune di Venezia, Veritas, l’Anas, Cav e Il Passante di Mestre spa non possono permettersi di ignorare la questione e affermare che non si trova terreno a sufficienza per creare il terrapieno di 5 metri a protezione del paese di Cappella come concordato preventivamente.

Nel documento il Comitato allega le dichiarazioni del sindaco di Venezia nel 2011 assieme agli assessori Bettin e Ferrazzi nell’annunciare il lavori per il Polo Nautico e che la bonifica avrebbe trasformato una discarica in un vero e proprio Parco.

Il Comitato di chiede ancora se smantellare un’area verde di altissimo pregio, formatasi in 700 anni, per bonificare la discarica di S Giuliano ha veramente senso.

«È questo che ci riserva la città metropolitana? Esiste solo il suo embrione e già lavora per portare via il verde secolare da Scorzè e Martellago per bonificare una schifezza di Venezia? Oppure, questo è il moderno ambientalismo del 2013?»

 

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