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Nuova Venezia – Centri commerciali. Aperture domenicali.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

nov

2013

negozi Stop ai nuovi centri commerciali

A proposito di Ztl aperte e park gratis a Natale per sostenere i negozi del centro di Mestre… La giunta Orsoni propone una serie di misure che hanno come obiettivo rendere più “appetibile” l’accesso alla città durante le festività natalizie. Il motivo è quello di aiutare i commercianti, che, soprattutto a causa della crisi, stanno chiudendo. A mio avviso, per l’ennesima volta, non si va alla radice del problema. Ormai è cosa nota che, all’origine di questo fenomeno si trovino: la crisi economica, la stretta creditizia e la massiccia apertura di centri commerciali che stanno saturando ogni spazio vuoto, dentro e fuori la città. L’amministrazione difficilmente può intervenire contro la crisi e la stretta del credito, ma contro l’apertura di nuove medie e grandi strutture di vendita si! Eppure, leggiamo sulla stampa locale che l’Amministrazione, a questo proposito non può fare nulla. Verissimo…ora è troppo tardi, doveva pensarci prima! I centri commerciali che stanno “circondando” la città di Mestre, non sono atterrati improvvisamente come astronavi aliene, ma sono il prodotto di strumenti urbanistici, approvati dall’Amministrazione, che hanno concesso nuovi abbondanti spazi alla grande distribuzione, più di quanto fosse opportuno concederne, creando così un forte squilibrio economico a danno soprattutto del piccolo commercio, dei lavoratori di questo settore e del mercato immobiliare.

L’Assessore al commercio Carla Rey, definisce il raddoppio di Auchan e la realizzazione della Nave de Vero a Marghera come “l’ultima onda” di cemento commerciale. Più che un’onda io la definirei uno tsunami, che si poteva e si doveva prevenire.

Ora l’Amministrazione guarda con preoccupazione all’emorragia di chiusure di negozi, lo stesso sindaco Orsoni dice “hanno già chiuso in 700”, e come intervento propone il classico “contentino”: Ztl aperte e park gratis a Natale! La crisi che ha investito i piccoli commercianti va trattata con interventi più incisivi. Di grande aiuto sarebbe uno stop, almeno per un certo numero di anni, al cemento ad uso commerciale, ma questo non lo si sta facendo! Anzi, si prevedono aperture in via Torino, in viale Ancona e all’ex Umberto I. A me pare che il sindaco Orsoni stia preparando per i commercianti in crisi un bel regalino natalizio! Quando in vetrina verranno spente le luci degli alberi di Natale, si accenderanno quelle dei fari dei cantieri per i nuovi centri commerciali.

Cristina Costantini Venezia lavoro

 

Chieda scusa a quel bambino

Con riferimento alle due lettere apparse sulla Nuova Venezia di domenica 24 novembre, sull’argomento ‘Aperture festive’, invito le due signore alla lettura del saggio del sociologo francese Marc Augé, che nel 1992 scrisse un libro tradotto poi nel 1996 in italiano, dal titolo “Non-luoghi. Introduzione a una antropologia della surmodenità”. Pienamente d’accordo con quanto esplicitato dalla signora Cathia Vigato, mi permetto di contrastare le opinioni in merito della signora Bergonzoni, ricordandole la necessità di turni diurni, notturni, festivi e feriali per mestieri socialmente utili, se non necessari e indispensabili per una sicurezza garantita per 24 ore 24.

Nel caso da lei riportato si tratta, a differenza di acquisti necessari sì, ma programmabili e rimandabili, di possibili questioni di vita o di morte, di emergenze, di interventi imprescindibili a tutte le ore del giorno e della notte, per cui spero si ravveda sull’importanza sociale della sua professione e chieda scusa a quel bambino.

Mary Sereni Venezia lavoro

 

Le domeniche ci sono state imposte

Cara scrittrice desidero porre la tua attenzione sulla diversità dei lavori e dei lavori domenicali. Sono un uomo che da molto anni lavora nella grande distribuzione e l’apertura domenicale ci è stata imposta dalle nostre aziende nel momento in cui il governo ha deliberato queste aperture.

Non puoi paragonare il nostro lavoro con il tuo, è vero devo ringraziare di avere un lavoro e ringrazio molto tutte le persone che con il loro lavoro domenicale e notturno, ci offrono servizi e fanno si che la società non si fermi.

Tutto questo è stato scelto nel momento di iniziare a lavorare, mentre nel mio caso come in quella dei genitori del bambino, le domeniche di apertura erano dieci e non 52 come Imposto!

Il governo con questa legge pensava di incrementare i posti di lavoro mentre ha peggiorato la vita sociale di alcuni e i posti di lavoro sono rimasti invariati.

Il lavoro che fai come altri che hai segnalato, si è sempre svolto di domenica e nei giorni festivi mentre il commercio ha sempre chiuso di domenica e alla sera, mentre oggi le ore di apertura non bastano mai.

Il nostro è diventato più un luogo di aggregazione e svago dove prendere l’aperitivo, lasciare i figli a giocare con le play, svuotando il centro cittadino.

Vi ringrazio per il lavoro e il servizio che svolgete nei giorni festivi ma gradirei che alcuni servizi dal comune, alla banca, dalla scuola agli uffici privati fossero aperti di domenica e festivi e magari protrarre l’orario di chiusura.

Lettera firmata

 

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