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Nuova Venezia – Grandi navi “Non scavate nuovi canali”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

nov

2013

ISTITUTO VENETO  – Un appello degli scienziati

Non bisogna ripetere gli errori del canale dei Petroli»

Lettera ai ministri con la proposta di monitorare gli effetti delle nuove opere sull’equilibrio della laguna

«Non si possono ripetere gli errori del canale Malamocco Marghera, che tanti danni hanno causato alla laguna. Bisogna verificare gli effetti delle opere e e tenere ben presente la necessità di salvaguardia della laguna».

Il canale Contorta Sant’Angelo, proposto dal Porto per deviare le navi da San Marco e farle arrivare comunque in marittima, non viene mai nominato espressamente. Ma nel mirino c’è proprio quel progetto di nuovo scavo (circa 4 chilometri) che potrebbe sconvolgere ulteriormente un equilibrio lagunare già compromesso. Monito severo e scientificamente documentato. Che viene al governo da uno degli istituti veneziani più noti e prestigiosi. Firmato da studiosi ed esperti di formazione e orientamento molto diverso. L’Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti ha inviato al governo un dettagliato parere sui progetti alternativi alle grandi navi. Un documento firmato dai sei professori che fanno parte della rinata «Commissione di studio sui problemi della città e della laguna di Venezia».

Lo hanno sottoscritto il presidente dell’Istituto Gian Antonio Danieli, dal professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico dell’Università di Padova, dall’ingegnere Andrea Rinaldo, del Politecnico di Losanna,, dall’economista di Ca’ Foscari Ignazio Musu, dallo storico Gherardo Ortalli – anch’egli professore di Ca’ Foscari – e dal docente di Geografia di Ca’ Foscari Francesco Vallerani.

Nutrito l’elenco dei destinatari, tra cui spiccano i ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture), Andrea Orlando (Ambiente), Massimo Bray (Beni culturali), fino ai rappresentanti delle istituzioni veneziani: il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente del Porto Paolo Costa, i soprintendenti Renata Codello a Ugo Soragni, il presidente del Magistrato alle Acque Roberto Daniele.

Per la prima volta un documento scientifico di membri del prestigioso Istituto veneziano con sede a palazzo Cavalli Franchetti critica pesantemente un progetto sul tappeto. Fornendo anche indicazioni su come risolvere un problema – quello delle grandi navi in laguna – scoppiato negli ultimi mesi. Per tutelare il lavoro e anche la laguna, concludono gli esperti, occorre confrontare diverse proposte e valutarne gli effetti. Non ci potranno essere in laguna «navi incompatibili» con la morfologia attuale. E gli interventi di difesa della laguna dal canale dei Petroli come proposto dal Porto, conclude il documento, andranno fatti comunque. «In tempi rapidi ma senza ingiustificate accelerazioni che non consentano la ponderata analisi dei problemi».

Alberto Vitucci

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MIRA – Scavo dei canali Il sindaco Maniero si oppone al progetto 

MIRA – Il Comune dice no allo scavo dei canali lagunari per far passare le grandi navi, cioè al progetto del Canale Malamocco–Marghera e allo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo. A farsi portabandiera della battaglia sono il sindaco Alvise Maniero e l’assessore ai lavori pubblici, Luciano Claut, i quali hanno inviato una lettera ai ministri dell’Ambiente e Infrastrutture, al presidente della Regione, alla commissione di Salvaguardia e alla commissione regionale, al Magistrato alle Acque, all’Autorità Portuale, nonché ai sindaci di Venezia e Cavallino.

«Questi canali» scrivono «per dimensione sono incompatibili con le caratteristiche ambientali e morfologiche della laguna e prevedono, a protezione dei bassifondi degli ambiti lagunari limitrofi, scogliere e grandi casse di colmata arginate che nulla hanno a che vedere con la laguna e la sua morfologia».

Proseguono: «Viene prefigurato uno smembramento della laguna, tagliata da profondi canali portuali e opere di contenimento. Alle modifiche fisiche si sommeranno gli impatti di un accresciuto flusso di navi, comprese le grandi navi fino a 340 metri di lunghezza per 45 metri di larghezza. Ciò comporterà anche nel territorio lagunare mirese (case di colmata e area di Giare e Dogaletto) fenomeni idrodinamici nuovi ed una modifica dei moti di espansione e regressione di marea”.

Nella lettera Maniero e Claut chiedono, infine, “che la Commissione di Salvaguardia sospenda il procedimento di valutazione dei progetti e che entrambi siano rinviati al procedimento di formazione del Piano Regolatore Portuale e alla necessaria intesa con i Comuni interessati.

(a.ab)

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