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IL VERTICE – Oggi riunione tra i sindacati e l’Autorità portuale

I COMMENTI – Cinquestelle contro il marginamento. Caccia chiede l’intervento di Zaia

(m.f.) Delusione tra i deputati di Scelta Civica Enrico Zanetti, Andrea Causin e Ilaria Capua. Ieri, al “question time” alla Camera, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha risposto solo parzialmente. I tre parlamentari si erano fatti portavoce del malcontento degli operatori portuali per le conseguenze che potrebbero derivare dal blocco delle grandi navi da crociera, paventando per il 2015 un milione di passeggeri in meno e chiedendo al ministro un tavolo tecnico per un confronto prima che la Capitaneria emani l’ordinanza che metterà in opera quanto stabilito il 5 novembre.
«Ha detto – spiega Causin – di avere una grande attenzione anche nei confronti dell’economia, ma non ha risposto sul tavolo tecnico. Chiederemo al più presto un’audizione del ministro in commissione Ambiente e Infrastrutture».

In vista del voto di oggi in commissione di Salvaguardia sulla “scogliera” di marginamento del canale Malamocco-Marghera, il consigliere Beppe Caccia si appella a Luca Zaia, in qualità di presidente della commissione: «Fermi questo progetto – che con l’introduzione di 700mila tonnellate di pietrame potrebbe avere effetti devastanti sulla laguna».

Sullo stesso argomento interviene anche il deputato del M5S Marco Da Villa.
«È un progetto vecchio – attacca, sollecitando l’Autorità portuale al ritiro – che non tiene conto dei mutamenti avuti dalla laguna. Gli interventi in laguna devono rispettare l’ampia normativa esistente, altrimenti il Magistrato alle Acque abbia il coraggio di dire che la legislazione speciale è un inutile orpello e la laguna va piegata a interessi di parte. Il Novecento e un certo modo di realizzare opere inutili è finito e qualcuno deve farsene una ragione».

L’associazione Ambiente Venezia, in prima linea contro i progetti relativi alle grandi navi e allo scavo di nuovi canali nonché al marginamento con pietre di quelli esistenti, organizza per sabato alle 14 una manifestazione regionale con partenza dalla stazione di Santa Lucia.

«Occorre fermare – dichiara Luciano Mazzolin per Ambiente Venezia – la trasformazione della laguna centrale in un’immensa discarica diffusa disseminata da finte barene e muraglie di massi. Le grandi navi sono incompatibili con la nostra città e devono rimanere fuori dalla laguna e fermarsi in un terminal in bocca di porto».

 

MARGHERA – Seicento turisti della Pacific Princess intrappolati. La Cgil: «Non devono attraccare qui»

Crocieristi “ostaggi” dei portuali

La prima nave passeggeri arriva al porto commerciale, i lavoratori per protesta bloccano i pullman

IL BLOCCO – Non c’è pace per le navi da crociera. Ieri i primi 600 turisti sbarcati a Marghera dalla nave “Pacific Princess” in seguito alla chiusura della Bocca di porto di San Nicolò sono stati bloccati dai portuali che protestano perché le navi passeggeri toglierebbero spazio al traffico commerciale.

L’INGORGO – In futuro, peraltro, al situazione è destinata a peggiorare dato che a Marghera ormeggeranno navi passeggeri ben più grandi di quella arrivata ieri. Intanto oggi i lavoratori sarannoricevuti all’Autorità Poretuale.

LA CGIL «Le “navi bianche” non devono attraccare alle nostre banchine»

COME OSTAGGI Intrappolati nei bus 600 turisti arrivati con la Pacific Princess

Crociera a Marghera, primo blocco

I portuali si sono messi davanti ai bus carichi di turisti: «Difendiamo il nostro lavoro»

La situazione rischia di diventare ingestibile. Ieri mattina parte dei 600 passeggeri della Pacific Princess sono rimasti intrappolati in pullman in mezzo alla polvere del porto commerciale di Marghera. Sono stati i portuali dei vari terminal di Marghera a fermarli inscenando un presidio all’uscita dal terminal Tiv alle cui banchine la nave da crociera si è ormeggiata alle 8. Il suo programma prevede un giorno di visita a Venezia, e questa mattina ripartirà per proseguire la crociera. Se la sono cavata meglio i crocieristi che hanno preso i lancioni per andare a fare una gita, via acqua, alle isole minori.

E questo è solo l’inizio perché lo slogan dei portuali, conin testa Toni Cappiello della Cgil veneziana, era «Sindaco Orsoni te la devi mettere via: le “navi bianche” a Marghera non ci stanno».

Da un lato, dunque, l’allarme degli imprenditori del porto i quali giusto ieri hanno elencato le pesanti criticità che, a loro avviso, rendono impossibile far attraccare a Marghera le navi da crociera in via definitiva, come invece prevede il decreto del Governo che, dal primo novembre 2014, impone alle navi di stazza superiore alle 97 mila tonnellate di non passare più per il bacino di San Marco. Questo significa che, fino a che non sarà pronto il nuovo canale Contorta Sant’Angelo (se davvero si farà) le grandi navi non potranno ormeggiare alla Marittima ma dovranno essere ospitate in terraferma.

Preoccupati gli imprenditori (agenti raccomandatari, e mediatori marittimi e tutti gli altri del settore) ma preoccupatissimi anche i lavoratori. «Perché il lavoro al porto commerciale è tornato a calare, la crisi non accenna a diminuire e i portuali ora si trovano anche le navi da crociera che vengono a togliere ulteriore lavoro dato che, se ormeggiano loro, tolgono posti a navi commerciali e i lavoratori finiscono, se va bene, in ferie o in cassa integrazione. Per questo chiediamo che siano i portuali a trattare anche le navi passeggeri, e non i dipendenti della Vtp di Venezia».

Oggi i sindacati si incontreranno con l’Autorità portuale per affrontare la situazione.

«Certo che anche per i crocieristi non è un bel panorama da vedere: quelli di ieri sono finiti in mezzo ai container, ai magazzini della soia, ai rottami ferrosi della Multi Service e al carbone del terminal Tri».
Oltre a rallentare le operazioni di sbarco passeggeri, i portuali ieri mattina hanno bloccato anche le lavorazioni delle navi commerciali ormeggiate nei vari terminal, fermandosi per assemblee improvvise. E, per il momento, annunciano che continueranno anche con l’arrivo delle prossime navi bianche. Con le prossime, oltretutto, i problemi aumenteranno esponenzialmente perché si tratterà di grandi navi con oltre 3 mila passeggeri l’una, altro che i 600 di ieri.

 

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