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Lettera a prefetto e sindaco per trovare una soluzione: «La gente non riesce più a pagare l’affitto»

CASTELFRANCO. Duemila locali sfitti, 300 sfratti l’anno e un boom di richieste di case popolari. È un quadro a dir poco drammatico quello che emerge dall’ultima indagine effettuata dal Sunia, il sindacato unitario nazionale degli inquilini assegnatari, sulla situazione abitativa dei cittadini di Castelfranco.

I dati preoccupano il sindacato che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al sindaco Luciano Dussin e al viceprefetto vicario di Treviso Pietro Signoriello per chiedere provvedimenti urgenti per arginare la situazione. Dall’indagine effettuata dal Sunia risulta che a Castelfranco sono 2 mila i locali sfitti, tra appartamenti, negozi, uffici e piccoli magazzini. Un numero impressionante dunque sintomatico di una situazione abitativa che risente pesantemente della crisi economica attuale. Di questi 2 mila locali sfitti, un terzo sono in vendita, un altro terzo necessita di ristrutturazione oppure gode di rendita di posizione (ai proprietari rende di più tenerlo sfitto piuttosto che impegnarlo). Un altro terzo invece è vuoto a seguito del turnover affittuario. Si tratta cioè di locali rimasti vuoti dopo che l’ultimo affittuario se n’è andato e in attesa di un nuovo affittuario.

Per quanto riguarda gli sfratti, sono 150 l’anno quelli avvenuti a seguito di un provvedimento del tribunale (considerando Castelfranco e i Comuni limitrofi). Il 90% di questi sono dovuti a morosità, ovvero al mancato pagamento delle quote di affitto. Solo 10% invece sono conseguenti alla scadenza del contratto. Ci sono poi altri 150 sfratti l’anno che avvengono in maniera «consensuale» tra chi affitta e chi è affittuario. Casi in cui il proprietario preferisce abbonare qualche mensilità a chi è in affitto purché liberi l’appartamento oppure concorda degli «sconti» al fine di liberare l’alloggio. Nel complesso dunque ci sono 300 sfratti, tra quelli giudiziari e quelli «concordati».

Sul versante delle case popolari, invece, è stato accertato che è in costante crescita il numero di persone a richiedere un alloggio convenzionato. Nella sola città di Castelfranco infatti sono oltre 350 le domande al Comune tra chi chiede la casa popolare e chi chiede un contributo per pagare l’affitto mensile. «Fino ad una decina di anni fa» spiega Luciano Bellotto, segretario provinciale del Sunia «gli sfratti per morosità erano solo il 10% del totale. Ora invece siamo al 90%. La situazione di povertà diffusa è dovuta nella gran parte dei casi alla difficoltà di far fronte all’affitto».

Daniele Quarello

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