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L’assessore: «Non verrà soppresso, ma di poco anticipato»

Pozza (Confartigianato) chiede un tavolo di concertazione

ODERZO – Il treno che passa a Oderzo alle 7.34 non sarà soppresso. La mobilitazione dei cittadini e dei sindaci ha sortito un effetto parziale, ma importante. L’assessore regionale Renato Chisso conferma: «ll treno che passa per Oderzo alle 7.34, sulla tratta Treviso Portogruaro, non verrà soppresso, ma anticipato di qualche minuto».

Renato Chisso, assessore alle politiche della mobilità del Veneto, ribadisce la “sorte” del convoglio ferroviario e le tante voci che si stanno diffondendo su questa e altre tematiche del trasporto ferroviario, a poche settimane dall’avvio del servizio cadenzato.

«In questi giorni si stanno insinuando allarmi e sospetti» dice Chisso, «che si aggiungono ad un servizio tutt’altro che perfetto del quale so bene le carenze, che sto verificando personalmente anche in questo periodo su più linee. Non ci sto al diffondersi di allarmismi preventivi, che si stanno spargendo a macchia d’olio e che sembrano alimentati ad arte facendo leva su uno scontento oggettivo. Io parto dallo scontento per raddrizzare la situazione non per peggiorarla».

Intanto anche Confartigianato scende in campo con i sindaci e i cittadini per stoppare il progetto di nuovo orario cadenzato dei treni sulla tratta Treviso-Portogruaro. Mario Pozza presidente di Confartigianato della Marca chiederà un incontro fra tutte le associazioni di categoria, i sindacati, i sindaci e gli assessori Chisso e Noal per arrivare a una soluzione che non penalizzi ancora l’opitergino mottense.

«La tratta ferroviaria non deve diventare un’autostrada per i treni merci che passano di notte a super velocità», dice Mario Pozza, «Confartigianato si fa promotrice di un’incontro per pianificare il futuro del trasporto pubblico nel Veneto Orientale del quale l’Opitergino Mottense è una realtà, purtroppo periferica».

Contro la proposta di orario cadenzato dei treni che sopprime molte corse per i pendolari e ne istituisce altre in orari che sono stati definiti ”incongrui”, si stanno muovendo i sindaci e migliaia di pendolari come gli studenti ed i lavoratori.

Il presidente Pozza prosegue: «Come si fa ad incentivare un servizio pubblico se lo si rende impraticabile? Facciamo del treno il servizio di metropolitana di superficie, togliendo traffico dalle strade attualmente già intasate di auto e andando incontro alle persone. Mettersi in macchina significa spendere soldi di benzina, intasare la Postumia, pagare salati ticket nei parcheggi di Treviso, penare per trovare un posto. La tratta non deve essere solo un corridoio per i treni merci rumorosi. Scenderemo in campo: sindaci, associazioni di categoria e sindacati e faremo fronte comune con i cittadini», conclude Mario Pozza.

Giuseppina Piovesana

 

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