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SALVAGUARDIA – Ritirato il progetto per l’allargamento e il marginamento del Canale dei Petroli, propedeutico alla realizzazione del Contorta

Ritirato in Salvaguardia il progetto che prelude allo scavo del Contorta per il transito delle crociere

PROGETTO RITIRATO IN SALVAGUARDIA – Si arena la scogliera per le grandi navi

IL PORTO  «L’elaborato è del Magistrato alle acque, a noi non cambia nulla»

LA COMMISSIONE – Posticipata la discussione sul marginamento del Canale dei Petroli

Dopo due ore di accesa discussione accesa la commissione di Salvaguardia ha preso atto unanimemente della richiesta di “posticipare a data da destinarsi la discussione del progetto per adeguamento elaborati progettuali” presentato dal Magistrato alle Acque, comunicando verbalmente che lo si riterrà un nuovo progetto. In ballo l’allargamento del Canale dei Petroli nel tratto da porto San Leonardo a Fusina, delimitato da una scogliera in pietrame lunga quasi otto chilometri, nella prospettiva del dirottamento del traffico crocieristico in alternativa al Bacino di San Marco.

Un progetto che ufficialmente è del Magistrato alle Acque commissionato al Consorzio Venezia Nuova, che però nell’intestazione reca anche il logo del Porto. Ma di cui autorità portuale non rivendica la paternità, anzi. «Il logo c’è perchè deriva da un protocollo d’intesa, ma si tratta di un progetto di marginamento – replica autorità portuale – che è competenza del Magistrato alle Acque e che non ha alcuna influenza sul progetto del Canale del Contorta Sant’Angelo, la via d’acqua alternativa per arrivare alla Marittima. Una strada che dovrà essere confrontata con le altre, anche con l’ipotesi “zero”, cioè che resti tutto com’è».

In effetti il problema del Governo è che tranne il Contorta, non esistono progetti da confrontare che abbiano la struttura per essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale. Tutti gli altri sono più che altro idee progettuali, ma non hanno le caratteristiche per essere definiti progetti, quindi il rischio è che si vada a scegliere l’unica strada disponibile a livello progettuale.

Ieri comunque il Magistrato alle Acque ha elegantemente sottratto alle polemiche un documento sul quale la Salvaguardia – unica ad esprimersi ufficialmente – aveva chiesto ulteriori approfondimenti, ma che aveva seguito un iter quantomeno anomalo, visto che non era passato, come avviene di consueto, attraverso il voto del Comitato tecnico di Magistratura.

Lo stop però è arrivato anche da due lettere del Ministero dell’Ambiente di due diverse direzioni: una invita a sottoporre il progetto del canale dei Petroli a un unico procedimento di Valutazione ambientale (impatto e valutazione strategica) e chiede che le iniziative del Magistrato alle Acque si relazionino con quelle dell’autorità portuale, specificando in che modo le iniziative progettuali siano contemplate dal piano per il recupero morfologico e ambientale della laguna all’attenzione del ministero. Un’altra lettera concentra invece l’attenzione sulla gestione dei fanghi di scavo dei canali prospicienti un’area industriale, nel dubbio che – come avvenuto nello scavo del Canale dei Petroli – ci si trovi davanti a materiale inquinato. Qualcuno dovrà prendersi la briga di certificare che, come sostiene autorità Portuale che dice di basarsi su analisi del Magistrato alle Acque, si tratta di materiale assolutamente “pulito”.

Raffaella Vittadello

 

Sit in del Comitato No Grandi navi

«Bloccheremo i progetti devastanti»

Gli attivisti del Comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune avevano organizzato un sit-in di protesta in Calle Priuli, sotto la sede della Commissione di Salvaguardia per contestare il progetto di arginatura del Canale dei Petroli disegnato “dai vandali della laguna”. Un’azione propedeutica alla protesta contro il progetto del Canale Contorta Sant’Angelo, che se dovesse seguire lo stesso iter troverebbe una feroce opposizione.

«Faremo di tutto per fermare progetti devastanti, illegali e inutili: qualcuno non creda di trovare compiacenti scorciatoie, come l’incardinare il progetto dello scavo del Contorta nella legge obiettivo o il dichiararlo di pubblico interesse in Consiglio dei ministri – dichiara il portavoce Silvio Testa – I ricorsi sono già pronti nelle mani degli avvocati».

Il Comitato si batte per l’estromissione delle navi incompatibili dalla laguna, e la sua battaglia ora si concentrerà in tutti i modi contro lo scavo del Contorta e contro il progetto di arginatura del Canale dei Petroli.

«Il buon senso, la legge speciale, la cultura e i ricercatori indipendenti sono contro questi progetti, proposti con stupefacenti leggerezza e superficialità, soprattutto miopi perché gigantismo navale, Mose alle bocche di porto, crescita del livello del mare costringeranno presto a ormeggiare fuori dalla laguna queste navi che oggi, a tutti i costi, si vogliono mantenere dentro».

Nel frattempo domani il Comitato si unirà agli oltre 150 movimenti che sfileranno in corteo per Venezia (appuntamento alle 14 a Santa Lucia) nella manifestazione regionale per l’Ambiente promossa da don Albino Bizzotto fondatore dell’associazione Beati i Costruttori di Pace.

 

I DUBBI – Le compagnie attenderanno fino al 2016. Poi decideranno

Costa ai lavoratori portuali: «Non perderete il lavoro»

L’AGITAZIONE – Il presidente dell’Autorità garantisce: «Di qui a primavera a Marghera solo altre tre navi passeggeri. Non ci saranno interferenze»

Tranquilli, non perderete il lavoro. Il presidente dell’Autorità portuale veneziana ieri ha incontrato i sindacati dei portuali assicurandoli sul futuro, in particolare riguardo alle interferenze delle navi da crociera sull’operatività del porto commerciale di Marghera. Le preoccupazioni e la rabbia avevano portato l’altro ieri alle manifestazioni che hanno rallentato l’uscita dei passeggeri della Pacific Princess dal terminal Tiv di Marghera. Paolo Costa ha spiegato che da qui ad aprile, quando finiranno i lavori per la posa delle paratoie del Mose alla bocca di porto del Lido, sono previste solo altre tre navi in arrivo dato che è stagione invernale, e tutte saranno di dimensioni anche inferiori alla Pacific che è lunga 180 metri per 30 mila tonnellate di stazza: la Saga Pearl II è lunga 164 metri per 18 mila tonnellate, la Delphin 157 metri per 16 mila tonnellate, la Oriana 260 metri per 69 mila tonnellate. «Queste altre tre navi costituiranno i soli eccezionali dirottamenti di traffico crocieristico a Marghera» ha detto il presidente, aggiungendo che nel frattempo si stanno determinando le condizioni per avviare i lavori del nuovo canale Contorta-Sant’Angelo e per realizzarlo entro i prossimi due anni in modo da renderlo operativo per gennaio del 2016. Le compagnie delle navi da crociera hanno accolto la richiesta del ministero delle Infrastrutture di ridurre di quasi il 20% i passaggi davanti a San Marco e, soprattutto, hanno accettato il limite imposto da fine 2014 di 96 mila tonnellate di stazza sempre per i passaggi in bacino San Marco. Ciò significa che per tutto il 2015 nessuna grande nave potrà arrivare alla Marittima e, d’altro canto, nemmeno arriverà a Marghera. La disponibilità delle compagnie è per il 2015, vale a dire che si attendono il nuovo canale per il 2016, altrimenti prenderanno altre decisioni e probabilmente sceglieranno altri porti. Su indicazione del ministero delle Infrastrutture, dunque, attualmente la Capitaneria di Porto, d’intesa con Autorità Portuale e Magistrato alle Acque, sta emettendo i provvedimenti che regoleranno il traffico crocieristico per il 2014-15, intervento propedeutico all’avvio dei lavori per il Contorta che, come annunciato in precedenza, sarà inserito nella Legge Obiettivo quale grande infrastruttura strategica per il Paese e quindi meritoria di procedure veloci. I sindacati, ad ogni modo, sono preoccupati per il lavoro al porto commerciale anche al di là delle interferenze delle navi da crociera perché da settembre 2014 i lavori per la posa delle paratoie del Mose si sposteranno dalla bocca di porto del Lido a quella di Malamocco. E a questo proposito Costa ha detto che sono in corso gli incontri con Capitaneria di Porto, Magistrato alle Acque, corporazione piloti, rimorchiatori e Fincosit che esegue i lavori, per far si che la posa avvenga in forme che consentano di mantenere la piena agibilità del porto, usando anche la nuova conca di navigazione e intervallando i lavori con il passaggio delle navi più grandi.

 

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