Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Oltre un migliaio di persone ha sfilato a Venezia

LA PROTESTA – Oltre un migliaio di persone di vari comitati è sfilato per le calli in difesa dell’ambiente

Un lungo e ordinato corteo per chiedere il rispetto della terra e per bocciare i grandi progetti. Ma per due volte la scena è stata presa dai No global che hanno imbrattato prima la sede della Regione, alla Ferrovia, e poi il terminal di San Basilio. Oltre un migliaio di persone hanno partecipato ieri alla manifestazione, promossa dai Beati costruttori di pace per il rispetto del Veneto, contro logiche speculative e contro le grandi opere. A guidare il corteo don Albino Bizzotto forte del sostegno di oltre 160 gruppi regionali che hanno aderito alla sua iniziativa. Ma prima che il corteo partisse da Santa Lucia i No grandi navi hanno lanciato uova di vernice contro la vicina sede della Regione, posizionando detriti, una sorta di pietra tombale con bara davanti all’ingresso chiuso e protetto da una transenna e lanciando alcuni fumogeni.

«Bisogna bloccare Veneto city, le speculazioni della grandi opere – hanno detto – e anche il canale Contorta che è dannoso». Sul canale i No grandi navi hanno affermato che il ministro Lupi è intenzionato ad inserire il progetto nella legge obiettivo, evitando così il passaggio alla Via.

La manifestazione, che da Cannaregio si è diretta verso le Zattere, ha raccolto umori e speranza dei rappresentanti di decine di associazioni regionali che non vogliono questo politica contro l’ambiente.

«La terra deve essere rispettata – ha spiegato don Albino – bisogna bloccare questo sviluppo che non lascia respiro. C’è un limite a tutto. E poi ci chiediamo come sia possibile che ci siano sempre i soldi per le grandi opere e poi manchino quelli per i progetti di salvaguardia del territorio dalla alluvioni, per gli edifici pubblici e per le scuole. E come se non bastasse nel Veneto ci sono almeno 16 gruppi di stampo mafioso. Bisogna puntare sulle energie rinnovabili, tutti abbiamo delle precise responsabilità».

Tra gli ambientalisti c’era anche chi sottolineava il fatto che molte aziende venete necessitano di aiuti da quel sistema bancario che, invece, spende i propri soldi solo per la rendita finanziaria. Il corteo, dopo essere passato sul ponte dell’Accademia, è poi approdato alle Zattere. Qui c’è stata una sorta di divisione, visto che i No grandi navi hanno deciso di proseguire fino al Terminal di San Basilio. La Polizia, in tenuta antisommossa, ha effettuato un blocco proprio sull’ultimo ponte di legno, ma forse per evitare problemi alla struttura dopo una ventina di minuti i No global sono riusciti a passare. E dopo un breve comizio anche qui sono state lanciate uova colorate contro la sede del terminal (la Digos sta ora visionando i filmati per accertare le responsabilità).

«Paolo Costa crede che questa sia casa sua – ha tuonato Beppe Caccia – ma Venezia è la città di tutti. Il fatto di aver affisso un nostro striscione qui è una vittoria».

 

DENTRO IL GRUPPO – La galassia dei 162 comitati. Dagli indipendentisti veneti alle battaglia per l’ecologia

Tante bandiere, dove i simboli dell’ambientalismo si sono mischiati alle icone dei tanti comitati (162), ai logo sindacali e di partito, pure al gonfalone di San Marco. Questo era portato da Franco Rocchetta e dal nuovo movimento “Marcia silenziosa”, vicino ad ideali veneti indipendentisti. Oltre alle grandi aggregazioni da associazionismo a livello nazionale, molti sono stati i piccoli comitati, che in tema ambientale hanno contribuito a tessere un mosaico di problematiche locali. Così ecco “Opzione Zero” della Riviera del Brenta, contro Venetocity; il comitato di Conselve “Lasciateci respirare”, che lamenta una pessima qualità dell’aria, accusando una distilleria.

L’età media dei manifestanti era piuttosto avanzata, dai 40 anni in su. Ne offre una spiegazione Fabrizio Zabeo, del comitato “Allagati Favaro”: «Siamo qui per i nostri figli e i nipoti; molti di noi hanno visto il territorio modificarsi negativamente e progressivamente sotto agli occhi. La terra veneta non respira più».

Il comitato “Aeroporto Treviso” accusa il tentativo di aumentare a dismisura il numero di voli, con inquinamento sonoro e dell’aria. Passano con i loro striscioni i comitati per l’autoriduzione delle bollette, per la lotta contro gli organismi geneticamente modificati, i “No Pedemontana”, i “No Romea commerciale”, i “Transpolesana libera”, i cittadini di Salzano e di Noale, divulgando il mancato aggiornamento tecnologico dell’impianto per il trattamento dei rifiuti di via Mestrina. Ancora, il comitato “Porto Tolle” contro la centrale a carbone, al pari dei “No carbone Delta del Po”. Infine il Wwf Marca trevigiana, che ha sollevato il problema dei trattamenti dei vigneti con pesticidi, che inquinano le falde acquifere col rischio di malattie croniche. E va detto che molti di questi gruppi non hanno partecipato alla protesta in Marittima.

Tullio Cardona

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui