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Gazzettino – Venezia. Citta’ intera bloccata dal Pat

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

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dic

2013

URBANISTICA – Il Piano di assetto territoriale è fermo da mesi in Regione per l’approvazione definitiva

Sviluppo di aree residenziali, riqualificazione di quartieri, salvaguardia di aree verdi

La macchina si sta bloccando. Comincia a diventare un serio problema la mancata approvazione del Pat veneziano da parte della Regione del Veneto. E i danni economici e territoriali diventano evidenti. Siamo in una sorta di periodo di interregno tra il vecchio Piano regolatore, con le sue ben 15 Varianti generali, e il nuovo Piano di assetto del territorio che, con il successivo Piano degli Interventi, diventerà il nuovo Prg.

«Gli uffici della Regione hanno il nostro Pat da più di un anno – commenta l’assessore all’Urbanistica Andrea Ferrazzi -. Inizialmente il ritardo era giustificato dal fatto che attendevano tutta una serie di dati integrativi che ci avevano chiesto ma dallo scorso luglio gli abbiamo inviato tutto e ancora non si è mossa una foglia. Alcuni giorni fa, ad esempio, sembrava che il Pat dovesse essere valutato in sede di Vas regionale (la Valutazione ambientale strategica, uno dei passaggi necessari per arrivare all’adozione definitiva ndr.) ma l’esame è stato rinviato. E ad ogni rinvio della pratica si deve attendere almeno un altro mese».

Così è bloccato il Comune nella sua programmazione generale del territorio ma sono bloccati anche i professionisti, le imprese e i singoli cittadini.

Nello specifico succede ad esempio che gli uffici di Ca’ Farsetti possono muoversi solo con Varianti parziali al vecchio/attuale Prg, con perdite di tempo e dispendio di energie e, soprattutto, senza poter procedere secondo un quadro organico. Strumenti di perequazione, compensazione urbanistica, crediti edilizi e via di seguito se li sognano.

Poi ci sono le aree che nel nuovo Pat non sono più edificabili (C2RS, Peep… ), perché il principio fondante è lo stop al consumo del suolo, che invece rimangono edificabili in base al vecchio Prg e il Comune non può destinarle ad altro. E, di converso, ci sono intere porzioni di territorio che il Comune vuole destinare a nuovo sviluppo urbanistico che, invece, restano bloccate perché magari sono zone agricole.

Bisogna scordarsi anche la possibilità di presentare Piani Attuativi, anche se già previsti dal Prg in scadenza, perché quel Prg si può attuare solo per quelle parti del territorio che alla data di adozione del Pat da parte del Comune (fine gennaio 2012) siano state adottate o presentate specifiche istanze con richieste di approvazione di Piani Urbanistici Attuativi.

Le aree dove si prevedono sviluppo insediativo e riqualificazioni dei quartieri esistenti, infine, sono ferme al palo perché solo con l’approvazione del Pat, e quindi con la redazione del PI (Piano degli Interventi), potranno essere definite le capacità edificatorie e gli interventi sull’assetto distributivo nel rapporto tra spazi pubblici e privati.

 

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