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Gazzettino – Frontale sulla Romea, 64enne stritolato

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

dic

2013

CHIOGGIA – Muore sulla Romea nel camioncino stritolato da un mezzo pesante

Nuova tragedia delalstrada sulla statale Romea. Un uomo di Rosolina, Erminio Bergo, 64 anni, ha perso la vita ieri pomeriggio all’altezza di Bosco Nordio nello scontro fra il suo furgone e un mezzo pesante. La Romea è rimasta chiusa fino a tarda sera.

TRAFFICO IN TILT – Per ripristinare l’area sono servite molte ore

IL CAMIONISTA «Mi è piombato addosso Non potevo fare niente»

Chioggia. Il furgoncino è sbandato finendo sulla corsia opposta, schiantandosi contro due autocisterne

La Romea ha mietuto un’altra vittima. Un furgoncino che procedeva verso Chioggia è andato a schiantarsi contro un’autocisterna che procedeva in senso di marcia opposto. Il conducente, Erminio Bergo, 64 anni, impresario edile residente a Rosolina in via Brigato 83, è rimasto stritolato fra le lamiere dell’abitacolo.

Il terribile frontale è avvenuto ieri, verso le 15.30, all’altezza di Bosco Nordio. Forse per un malore, Bergo ha sbandato alla sua sinistra, impattando in successione contro due autocisterne: nella prima collisione, il furgoncino Ford Transit ha perso una ruota che è finita sul cofano del Fiat Scudo che lo seguiva; il guidatore, un 57enne di Cona, è riuscito miracolosamente a non perdere il controllo del suo veicolo e ha assistito inorridito all’urto finale del furgoncino contro la seconda autocisterna, con il Transit rimbalzato indietro di almeno cinque metri e sollevato in aria di tre, ricadendo sull’asfalto ridotto a un ammasso di rottami.

Illeso ma sotto choc, Paolo Gastaldin, 46 anni, di Zero Branco, alla guida dell’autocisterna della ditta trevigiana Casarin, finita ribaltata su un fianco nel fossato che costeggia la statale 309: «Me lo sono visto piombare addosso, non ho potuto fare nulla» ha detto ai primi soccorritori. Il traffico è andato letteralmente in tilt. Solo per liberare il corpo della vittima, i pompieri hanno dovuto lavorare per oltre due ore, mentre sul posto, oltre alla polizia locale che ha gestito la viabilità, sono arrivati anche i tecnici dell’Arpav, perché la cisterna della capacità di 440 quintali era carica di residui tossici, polveri provenienti dagli scarti di lavorazioni delle acciaierie, molto pericolosi se dispersi nell’aria.

Le operazioni di rimozione del mezzo pesante sono risultate ancor più complesse: l’autogru dei vigili del fuoco è risultata inadeguata, tanto che si è dovuto richiedere l’intervento di due autogru speciali per sollevare il “bisonte” e raddrizzarlo. La situazione dal punto di vista viario ha cominciato a normalizzarsi solo verso le nove di sera, mentre le operazioni di ripristino dell’area sono proseguite fino a mezzanotte. A causa della vicinanza della massicciata del binario, sono state seguite anche dai responsabili delle Ferrovie dello Stato.

Ha collaborato Roberto Perini

 

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