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Gli altri Comuni bocciano senza appello la richiesta del sindaco Mestriner «Prima di chiedere di andarsene pensi alla qualità dei servizi medici»

MIRANO. Fuori dall’Asl 13? No, grazie. Non sembra trovare molte voci favorevoli tra i sindaci del Miranese il voto della maggioranza del Consiglio di Scorzè, che giovedì sera ha deciso di chiedere alla Regione, l’unica in grado di farlo, di rivedere la geografia delle aziende sanitarie con all’orizzonte la città metropolitana fra Venezia, Treviso e Padova.

Alla luce delle nuove schede approvate di recente da Palazzo Balbi, per il sindaco di Scorzè Giovanni Battista Mestriner, il suo comune è troppo scomodo per raggiungere Dolo, sia se si dovesse prendere la macchina che, e peggio ancora, in autobus. Per chi abita a Rio San Martino, Gardigiano, Peseggia diventerebbe un’impresa raggiungere la Riviera e anche chi abita nel capoluogo non se la passerebbe meglio. Per la maggioranza di Scorzè è meglio virare sull’Asl 12 di Mestre o sull’Asl 9 di Treviso, più vicine e più comode da raggiungere. Il Pd locale è in disaccordo e anche nel resto del comprensorio l’idea non sembra fare troppa breccia tra gli altri colleghi sindaco.

«Per certi versi» spiega Maria Rosa Pavanello (Mirano) «Mestriner ha ragione quando parla di trasporti e di difficoltà a raggiungere un determinato posto. Ma questa è una vicenda nota; più volte in conferenza dei sindaci abbiamo parlato di trasporti non all’altezza ma questa materia è di competenza regionale. Ci sono difficoltà anche ad andare a Mestre. Prima risolviamo questo aspetto. Poi dovremmo capire se le schede saranno applicate: soldi non ce ne sono».

Taglia corto, invece, Silvano Checchin di Spinea. «Il mio Consiglio comunale» dice «ha altre cose da seguire che le esternazioni di Scorzè».

Anche da Martellago arrivano dei grossi dubbi e per Monica Barbiero lasciare l’azienda sanitaria di Dolo e Mirano non è la soluzione. «E andando via» si chiede «cosa risolviamo? Non mi pare che ci siano condizioni diverse».

A Noale è in corso un acceso dibattito sui 40 posti dell’ospedale di comunità assegnati dalla Regione, con la maggioranza che in Consiglio non ha specificato il luogo, mentre parte della minoranza vorrebbe puntare nei locali del Pier Fortunato Calvi. Ma per questa struttura si parla di un possibile trasloco dei dipendenti amministrativi da Dolo e Mirano. «L’idea di Scorzè lascia il tempo che trova» aggiunge Michele Celeghin (Noale) «e penso che si debba puntare più sulla qualità. Poi il cittadino sceglierà dove».

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