Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Gazzettino – Baita, 400mila euro per patteggiare

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

4

dic

2013

VENEZIA – Domani l’udienza, il gip fisserà per il manager una pena di un anno e dieci mesi di reclusione

E Mantovani ha versato alle Entrate 6 milioni per sanare una maxi evasione

FATTURE FALSE – Baita paga 400mila euro per patteggiare

IMPUTATO – Piergiorgio Baita è rimasto per 106 giorni in carcere e per altri 96 agli arresti domiciliari

Per poter accedere al patteggiamento l’ingegner Piergiorgio Baita ha accettato di mettere mano al portafogli versando personalmente 400mila euro; la società di costruzioni da lui presieduta fino allo scorso febbraio, la Mantovani spa, ha invece versato all’Agenzia delle entrate circa 6 milioni di euro per “sanare” la maxi evasione fiscale realizzata attraverso l’emissione di false fatture.

L’appuntamento in Tribunale, nei locali della Cittadella della giustizia di piazzale Roma, è fissato per domani mattina, davanti al giudice per l’udienza preliminare Massimo Vicinanza. Baita, assistito dagli avvocati Alessandro Rampinelli ed Enrico Ambrosetti, ha concordato con il sostituto procuratore Stefano Ancilotto l’applicazione di una pena quantificata in un anno e dieci mesi di reclusione.

Ma, prima della sentenza, era necessario definire le pendenze con il Fisco: la Mantovani lo ha fatto pagando, alla fine di ottobre, la seconda rata dei circa 6 milioni richiesti dall’Agenzia delle Entrate; Baita versando di tasca propria 400mila euro, il cosiddetto “prezzo del reato” relativo alla “commissione” che il broker di San Marino, William Colombelli, si sarebbe trattenuto in cambio dell’emissione di false fatture per conto della Mantovani.

Al pagamento di tale somma dovrebbero concorrere anche Colombelli e gli altri due imputati che hanno chiesto di patteggiare, il ragioniere padovano Nicola Buson, chiamato in causa in qualità di direttore amministrativo della Mantovani e Claudia Minutillo, ex segretaria dell’allora presidente della Regione, Giancarlo Galan, poi diventata collaboratrice di Baita in qualità di amministratore delegato di Adria Infrastrutture. Per il momento, però, sarà l’ingegner Baita ad anticiparla per tutti al fine di “sbloccare” il patteggiamento (ottenendo il dissequestro delle sue azioni “congelate” dagli inquirenti), salvo poi rivalersi sugli altri in un secondo momento.

Per l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale Baita ha trascorso 106 giorni in carcere a Belluno e altri 96 agli arresti domiciliari nella sua villa di Mogliano, in provincia di Treviso, ed è stato rimesso in libertà lo scorso settembre (in attesa del patteggiamento) alla luce della collaborazione avviata con la Procura fin dalla scorsa estate. L’ex presidente della Mantovani ha sostenuto una decina di interrogatori davanti ai magistrati che si occupano delle indagini e che stanno cercando di capire in che modo siano stati utilizzati i fondi neri milionari realizzati dall’impresa di costruzioni padovana. Secondo la Guardia di Finanza quei soldi sarebbero serviti a pagare amministratori e politici in cambio di appalti. Circostanza sulla quale è stato ascoltato più volte anche l’ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, finito agli arresti domiciliari lo scorso luglio (poi revocati) per un presunto appalto truccato. Sviluppi nelle indagini sono attesi per i prossimi mesi.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui