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FUSINA – L’inceneritore che entro due mesi verrà spento

Da fine gennaio i rifiuti urbani della città non verranno più bruciati

E sabato grande festa a Fusina con visite all’impianto e caldarroste

Dai primi di gennaio a Fusina cominciano a spegnere l’inceneritore che tratta i rifiuti solidi urbani della città e che, finanziato dalla Regione, era stato inaugurato nel 1998.

«Ormai, grazie alla raccolta differenziata e alla produzione di cdr che sostituisce il carbone nella centrale Enel, quell’impianto è diventato inutile, e ora solo il 5% delle immondizie non riusciamo a riciclare e finisce in discarica» ha spiegato l’assessore comunale all’Ambiente Gianfranco Bettin presentando la festa che si terrà sabato a Fusina e alla quale è invitata tutta la cittadinanza. Per dire addio all’inceneritore e a 60 mila tonnellate l’anno di anidride carbonica, dopodomani dalle 10 alle 16 in via della Geologia 31 visite guidate all’inceneritore e castagne arrostite per tutti.

L’operazione, dunque, porterà benefici all’ambiente e non creerà problemi occupazionali: i 22 dipendenti di Ecosesto, società del gruppo Falk che gestisce l’impianto, verranno ricollocati parte nell’Ecocentro di Fusina, parte direttamente in Veritas.

Veritas nell’Ecocentro produce già 100 mila tonnellate anno di cdr, un combustibile che si ricava, appunto, dai rifiuti; le 50 mila tonnellate di immondizie che non andranno più bruciate nell’inceneritore diventeranno altre 30 mila tonnellate di cdr: 70 mila andranno all’Enel e il resto finisce a cementifici e ad altre centrali termoelettriche.

Quanto alla raccolta differenziata, ha avuto un balzo in avanti con l’introduzione dei cassonetti a calotta (quelli che si aprono con la chiave): a giugno 2012 Veritas è partita con Zelarino-Chirignago che oggi è al 72% di raccolta differenziata, poi ha esteso il servizio alle altre municipalità e ora sta per procedere con Mestre-Carpenedo.

«L’obiettivo è di arrivare al 70% di differenziata in tutta la terraferma; Venezia è un altro discorso, lì si fa la raccolta porta a porta ma i rifiuti dei milioni di turisti che la visitano non si possono differenziare» spiega ancora Bettin.

«Il Veneto è il primo in Italia con una media del 55% di differenziata, l’Austria tocca il 70%, la Germania il 62% ma la media delle altre nazioni è sul 35 o 40%, e in Italia abbiamo Milano con il 36,7% ma la Calabria con il 14% – aggiunge il direttore generale di Veritas, Andrea Razzini che ieri affiancava l’assessore assieme all’amministratore delegato di Ecoprogetto, Adriano Tolomei -. La differenziata e gli altri interventi per il riciclo dei rifiuti, compresa la tracciabilità che garantisce il loro reale riutilizzo, ci hanno consentito di non aumentare la bolletta, almeno da due anni a questa parte».

Elisio Trevisan

 

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