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LA PROTESTA – Orario cadenzato: i sindaci dei territori confinanti pronti a portare la battaglia in Regione

L’Alto Trevigiano non vuole perdere il treno. C’erano anche gli amministratori di Cornuda e Pederobba, l’altro giorno a Belluno, per dire “no” al nuovo orario cadenzato. Quella che entrerà in vigore il 15 dicembre è una programmazione ferroviaria che penalizza contemporaneamente due zone, la provincia di Belluno e tutto l’Alto Trevigiano, che utilizza le linee Padova-Calalzo e Venezia-Belluno. Dopo aver richiesto, invano, un incontro con Renato Chisso per mostrare tutte le loro perplessità sul cadenzamento d’orario, i primi cittadini hanno deciso di scendere a Venezia ad oltranza. La protesta, intanto, ha viaggiato sul regionale Padova-Belluno. Nei giorni scorsi, fasce tricolori al seguito, i sindaci sono saliti sulle carrozze della sensibilizzazione, agganciando l’iniziativa di Legambiente e contemporaneamente toccando con mano i disservizi che quotidianamente pesano sui pendolari.

«L’avvio dell’orario cadenzato e la sua evidente inadeguatezza, la mancanza d’ investimenti, l’assenza di integrazione oraria e tariffaria tra i vari mezzi di trasporto, la mancanza di coinvolgimenti di enti locali, associazioni e cittadini – l’attacco di Andrea Aragona responsabile mobilità di Legambiente – sta portando il servizio ferroviario regionale allo sfascio».

Ecco perché Bellunese e Alto trevigiano, già marginalizzati non vogliono perdere l’ultimo treno. Ecco perché da Belluno è partita la richiesta del primo cittadino di Belluno, Jacopo Massaro, e dei suoi colleghi bellunesi (presenti ieri a Belluno anche Pederobba e Cornuda) di incontrare l’assessore Chisso. Vaga la risposta giunta via mail da Venezia («Gli amministratori possono inviare le loro osservazioni»). Decisa la controrisposta del territorio che ha scenderà in Regione finché la battaglia per la ferrovia non darà risposte alle tratte Padova-Calalzo e Venezia-Belluno.

«Dobbiamo chiedere maggiori investimenti su questo territorio – la richiesta di Claudio Sartor, sindaco di Cornuda -. La Padova-Belluno non deve essere un ramo secco».

 

TRENI – Orario cadenzato: le novità non soddisfano i pendolari

VITTORIO VENETO – (l. a.) Arrivano i primi aggiustamenti al nuovo orario cadenzato, ma non sembrano quelli chiesti dai pendolari della linea vittoriese. Manca una settimana all’entrata in vigore dell’orario ferroviario che rivoluzionerà le abitudini dei pendolari: da Vittorio partirà un treno all’ora per Conegliano e uno per Belluno. I convogli si incroceranno nella stazione di via Trento e Trieste al minuto 01.

Ieri la Regione ha comunicato una prima serie di «aggiustamenti» su alcune linee venete, tra le quali la Conegliano – Vittorio – Belluno, dove però le novità sono scarse. Dal 15 dicembre, oltre a quanto già comunicato, ci saranno quattro fermate in più a Santa Croce del Lago, stazione recentemente potenziata: vi fermeranno i treni in partenza da Conegliano alle 6.41 e 13.41 e quelli che lasceranno il capoluogo dolomitico alle 14.16 e 18.16. Le nuove fermate non faranno aumentare i tempi di percorrenza dei convogli.

Un gruppo di pendolari della linea aveva chiesto a Trenitalia e Regione, allegando più di 250 firme, «tempi di percorrenza almeno non peggiorativi rispetto a quelli attuali pesantissimi, due treni diretti umanamente sostenibili alla mattina per Venezia e alla sera per Belluno, e la possibilità di arrivare nel capoluogo lagunare intorno alle 8 del mattino».

 

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