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Gazzettino – Treni, l’orario cambia in anticipo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

dic

2013

La Regione Veneto ha imposto modifiche prima che il sistema già nel mirino delle proteste entri a regime

L’assessore Chisso: «Ci siamo impegnati a risolvere i punti critici». E invita gli utenti a dare suggerimenti

Dal 15 dicembre in servizio anche i bus sostitutivi

Dialogo aperto con Milano per l’altra tratta “calda”

LOTTA AI DISAGI – Una stazione con i pendolari che danno l’assalto al sul treno: sono ancora molti i problemi per chi viaggia per lavoro e studio tutti i giorni

L’altro ieri i sindaci del Bellunese fascia al petto e biglietto in mano, hanno voluto provare il sistema ferroviario. Quel sistema che i comitati di pendolari, ma anche i singoli cittadini, stanno violentemente contestando: il nuovo orario presenta “falle” che rendono lo spostarsi all’interno della regione ancora più complesso, con tratte, come Venezia-Portogruaro, la direttrice per Belluno o quella da Bassano pesantemente penalizzate.

Ieri la risposta. O meglio, la prima parte della soluzione. L’altra è attesa in settimana, quando l’assessore alle politiche della mobilità Renato Chisso incontrerà Trenitalia e Rete ferroviaria italiana per cercare di migliorare il servizio secondo le richiese. «Con Trenitalia il dialogo è comunque ormai quotidiano. Il nostro obiettivo era e rimane quello di migliorare una situazione che oggi è difficilmente sostenibile se non interveniamo alla radice – ribadisce l’assessore Chisso – e siamo impegnati a trovare le soluzioni alle nuove criticità di un orario cadenzato che comunque metterà a disposizione più servizi, più convogli e più posti a sedere. Per questo manteniamo aperto il confronto a 360 gradi con Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, in modo da dare ulteriori risposte a mano a mano che si rendano libere le tracce che servono ai nostri utenti».

La Regione nel contempo apre un “filo diretto” con gli utenti dai quali si attendono suggerimenti. «Ce li possono far pervenire chiamando al telefono il numero verde gratuito 800.042.822, in orario d’ufficio, oppure via e-mail all’indirizzo nuovorariocadenzato@venetotreni.it. – aggiunge Chisso – Intanto abbiamo già messo in campo una serie di aggiustamenti che risolvono molte situazioni che erano diventate critiche».

I primi aggiustamenti riguardano le linee Portogruaro – Venezia; Trieste – Venezia; Portogruaro – Treviso; Bologna – Verona; Conegliano – Belluno. Inoltre saranno attivati servizi bus sostitutivi in attesa che si liberino le tracce per i convogli ferroviari Treviso Venezia; Padova – Castelfranco; Vicenza – Schio; Treviso – Portogruaro; Venezia – Portogruaro.

La Regione del Veneto ha inoltre garantito la tratta su Brescia, a complemento dell’offerta programmata dalla Regione Lombardia. Anche questa è un’area calda su cui i pendolari hanno sollevato non poche lamentele.

«Non abbiamo chiuso alcun ragionamento – aggiunge Chisso – Noi abbiamo fatto il primo giro a luglio, adesso tutti si accorgono che c’è qualcosa che non va. Il monitoraggio è costante e vogliamo arrivare all’appuntamento del 15, quando tutto il sistema dovrebbe entrare a regime, a posto».

Altro discorso la tratta Milano-Venezia che sta indispettendo un’altra fetta di pendolari anche se rientra in una partita diversa. «Si sta lavorando ancora con Milano perchè loro spostino di tre minuti la loro partenza e noi faremo altrettanto – conclude l’assessore – in modo che si possa avere un lasso di una decina di minuti. Dovrebbe risolvere i problemi delle coincidenze».

 

TRASPORTI – Intanto scattano le prime modifiche agli orari. Ieri ritardi per un suicidio sulla linea nei pressi di Mestre

I treni? Sono pieni anche di notte

Inchiesta dei pendolari: tra le 23 e l’una da Venezia e Mestre salgono in 300 sulla tratta verso Portogruaro

TANTI PENDOLARI – Non è vero che i treni di notte viaggiano vuoti, come sostiene l’assessore regionale Renato Chisso. Il Comitato pendolari del Veneto orientale, venerdì li ha contati. I risultati sono stati pubblicati ieri sul sito dei pendolari.

QUASI 300 – Sul treno 11043 delle 22.57 sono stati contati 120 passeggeri, 70 saliti a Venezia e 50 a Mestre. Erano in 90 a Venezia sul treno per Udine 2474 delle 23,56 e il treno per Trieste 2219 delle 0.21 ne ha trasportati 63. In tutto 273 passeggeri. E ieri pomeriggio linea Udine-Mestre interrotta per un suicidio.

 

MOBILITÀ – Censiti i viaggiatori delle corse serali in partenza da S. Lucia

In 300 sui treni della notte

Il Comitato pendolari: «Per Chisso sarebbero vuoti»

PENDOLARI – Quasi 300 persone a bordo dei treni serali in partenza da Venezia

Ma chi ha detto che di notte non si viaggia in treno? In totale sono 273 i passeggeri censiti in orario notturno dal Comitato pendolari del Veneto orientale. Venerdì alcuni pendolari sono stati alla stazione di Venezia Santa Lucia dalle 22 fino alle 0.21 contando i passeggeri di tre treni, due della linea Venezia-Trieste e uno della linea Venezia-Udine.

«Abbiamo fatto questa verifica in quattro – ha detto la portavoce del comitato Angela Stortini – secondo l’assessore regionale Renato Chisso quei treni erano deserti. Per non sbagliare siamo andati due volte verso Mestre, per ricontare i passeggeri saliti a Santa Lucia e aggiungere quelli che salivano dopo». I risultati sono stati pubblicati ieri sul sito dei pendolari. Sul treno 11043 delle 22.57 sono stati contati 120 passeggeri, 70 saliti a Venezia e 50 a Mestre. Erano in 90 a Venezia sul treno per Udine 2474 delle 23,56 e il treno per Trieste 2219 delle 0.21 ne ha trasportati 63, 48 saliti a Venezia e 15 a Mestre. Di questi due sono scesi a Quarto d’Altino, 20 a San Donà e due a San Stino di Livenza.

«Abbiamo verificato l’utilizzo notturno del servizio ferroviario – continua Stortini – il numero dei passeggeri è destinato ad aumentare poiché per molti lavoratori nei settori della ristorazione ed alberghiero ora è periodo di ferie. A preoccupare soprattutto è la corsa delle 0.21 che dovrebbe essere sostituita da un pullman, per noi insufficiente per tutti i turnisti che terminano il lavoro a mezzanotte. Stiamo approfondendo un’altra questione, sul treno delle 0.21 c’erano dei lavoratori che stanno fuori casa per tutta le settimana e rischiano di trovarsi a piedi, dovendo tornare a casa il giorno dopo».

Davide De Bortoli

 

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