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La relazione annuale di Legambiente sul trasporto ferroviario

Passeggeri lasciati a terra senza informazioni, ritardi, treni soppressi a sorpresa

Padova si conferma protagonista per due anni consecutivi delle classifiche sulla mobilità. Ma quando la top ten è quella di Pendolaria, il rapporto annuale sul trasporto ferroviario curato da Legambiente, non è un vanto. La città del Santo si piazza al quarto posto della classifica 2013 con la linea ferroviaria Padova Calalzo.

«Gli utenti lamentano un peggioramento della qualità del servizio, con ritardi e soppressioni a sorpresa, passeggeri lasciati a terra senza informazioni e comunicazioni ma soprattutto senza alternative sostitutive su gomma» si legge nelle motivazioni ufficiali del “premio”; «in Veneto la situazione diventa ogni anno più difficile su tante linee pendolari.

L’ultima novità in negativo riguarda la soppressione di otto treni giornalieri tra Venezia e Milano nel nuovo orario che entrerà in funzione il 15 dicembre».

Particolarmente critica, secondo il rapporto dell’associazione, la situazione nel bellunese ma anche Padova non scherza. Non è infatti la prima volta che entra nella classifica di Legambiente: anche lo scorso anno si era piazzata al quarto posto, quella volta a causa del sovraffollamento della Padova-Venezia che i pendolari da e per la città lagunare conoscono bene. Ora, con il taglio di otto interregionali, la situazione rischia di peggiorare.

«Il problema è che è stato lanciato l’orario cadenzato ma la Regione lo vuole fare a costo zero» spiega il presidente di Legambiente Padova, Andrea Ragona, «anzi con questa scusa sono stati tagliati gli interregionali. Se l’obiettivo fosse quello di portare più passeggeri sul trasporto su ferro, bisognerebbe fare il contrario. E invece è da cinquant’anni che ci raccontano la favola che per alleggerire il traffico bisogna fare nuove strade. È un sistema che ha dimostrato di non funzionare ma i soldi per le strade ci sono sempre, quelli per le ferrovie no».

L’attacco di Ragona è mirato ai vertici della Regione. «La Padova-Calalzo rappresenta bene l’atteggiamento di Chisso nei confronti della mobilità su ferro» continua Ragona, «è uno percorso secondario che viene trattato senza dignità. E si sposa bene con la logica di tagliare sul trasporto ferroviario per fare nuove autostrade».

Padova si ritrova così ad indossare nuovamente la maglia nera della mobilità nazionale accanto alla Circumvesuviana, un’altra habitué di Pendolaria, e la Siracusa-Ragusa-Gela. Ma non mancano gli esempi al nord, come la Milano-Codogno-Crema-Mantova o la Arquata Scrivia-Genova Brignole. Valentina Voi

 

Servizio di car sharing, “battezzata” la prima auto elettrica

E’ comparsa ieri sul liston insieme al ministro Flavio Zanonato e al vicesindaco Ivo Rossi per una passerella ma è pronta a correre. È la prima auto elettrica in uso al servizio di car sharing (gratis per tre mesi per gli iscritti entro il 6 gennaio), una Renault Zoe alla quale se ne aggiungeranno quattro. E cresce la rete di colonnine per la ricarica, utilizzabili anche dai privati. La prima è in riviera Ponti Romani, la seconda sarà in piazza Rabin.

 

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