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Pedaggi ridotti del 50% ai residenti nel raggio di 15 km dai caselli l’esenzione totale per pensionati over 65 e studenti fino a 23 anni

VENEZIA – Completato il piano finanziario della Pedemontana: Roma ha finalmente versato i 370 milioni di competenza e ora la più grande infrastruttura viaria del Veneto dispone di risorse certe. Costerà 2 miliardi e 258 milioni (tra fondi regionali, statali e capitali privati in forma di project financing), sarà una superstrada a pedaggio lunga 99 chilometri e larga 3,95 metri con due corsie per senso di marcia (più quella d’emergenza) e 16 caselli disseminati sul territorio dei 36 comuni attraversati, ai cui estremi si collocano i poli autostradali di Montecchio Maggiore (Vicenza) sull’A4 e di Spresiano (Treviso) sull’A27. «Ora la partita può dirsi chiusa», commenta il governatore Luca Zaia «messo a punto il dossier finanziario, ora si passa alla fase esecutiva. Basterà fare veloci con l’obiettivo di realizzarla e aprirla in quattro anni, entro il 2016: un obiettivo al quale è interessata anche l’impresa aggiudicataria, la Dogliani, che ora dispone della cosiddetta bancabilità». Dove il riferimento al Gruppo piemontese, che controllo il Consorzio d’appalto Sis, non è casuale ma fa riferimento agli interrogativi sulla solvibilità sollevati da alcuni istituti di credito. Altro tema cruciale è quello delle esenzioni dai pedaggi i cui introiti (destinati al privato che anticipa il costo dei lavori) costituiscono l’architrave del project, il cui importo ammonta a 1 un miliardo e 643 milioni di euro. «Confermiamo che sarà garantito per 15 anni il pedaggio ridotto al 50% per i residenti in questi comuni limitrofi in un raggio di 15 km dai caselli», fa sapere Zaia «ma la grossa novità, che ho voluto con forza, è l’esenzione totale per gli studenti fino a 23 anni, cioè in età di corso, e per tutti i pensionati over 65».

Colpisce l’entità della spesa, largamente esorbitante rispetto alle cifre ipotizzate alla vigilia: «Sì, il costo finale è superiore di centinaia di euro rispetto alle previsioni, inizialmente attorno al miliardo e seicento milioni, perché abbiamo voluto accogliere ogni istanza espressa dalle amministrazioni e dagli stakeholders, i portatori d’interesse», replica Zaia «si è quindi passati da un percorso sul piano campagna a quello attuale, al 60-70% in trincea. E non va dimenticato un aspetto: la ghiaia prodotta, che nell’idea originale avrebbe dovuto pagarsi da sola l’opera, ora è un rifiuto che non vale più nulla, perché non ha mercato: purtroppo il mondo è cambiato. Da parte nostra, abbiamo voluto fare un’opera assolutamente mitigata dal punto di vista ambientale». Ma i benefici reali della Pedemontana giustificheranno l’onere di spesa e l’impatto sul territorio? «Certo che sì, con questa superstrada si è creato il passante alto est-ovest del Veneto, con il completamento dell’A28, senza che nessuno se ne sia accorto. Qualche esempio? Il tratto Treviso-Montebelluna sarà percorribile in dieci minuti a fronte dei 40 attuali e quello Treviso-Bassano, che oggi richiede almeno un’ora e mezza, potrà essere coperto in una ventina di minuti. Vi sembra poco? Per non parlare della sicurezza: bypasseremo una delle arterie più trafficate e pericolose d’Italia».

Filippo Tosatto

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