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COSTA (APV)

PROGETTO MORANZANI  «Troppi dubbi sul Vallone serve un nuovo sondaggio»

Malcontenta pronta per un nuovo sondaggio sul Vallone Moranzani. Sondaggio che giungerebbe a sei anni da quello con cui la cittadinanza aveva dato il consenso allo stoccaggio dei fanghi dei canali portuali in una discarica a poche centinaia di metri da Fusina. Per alcuni rappresentanti della delegazione di zona una seconda consultazione si rende necessaria per capire se esista ancora il sostegno all’operazione concordata da Ministero, Regione, Provincia, Comune e Autorità portuale. Le perplessità sono emerse, mercoledì, durante un’assemblea fiume al “Canevon” in cui tecnici e amministratori – presenti, tra gli altri, gli assessori regionale Chisso, comunale Bettin e la presidente della Provincia Zaccariotto – hanno fatto il punto sulla vicenda che a giugno ha subito uno stop con la sentenza del Consiglio di Stato che ha impedito a Terna di procedere con la razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione tra Venezia e Padova, bloccando l’interramento degli elettrodotti di Malcontenta.

«Bisogna fare una nuova votazione. Di cinque cose previste, ne è stata fatta una sola legata al rischio idraulico. Sono cambiate le condizioni dell’accordo – attacca il portavoce della delegazione di zona Dario Giglio – a cominciare dal fatto che, per reperire risorse, bisogna conferire fanghi delle bonifiche di Porto Marghera». Contestazioni rispedite al mittente da Bettin che, dopo gli interventi di Giovanni Artico per la Regione e del portavoce di Agenda 21 Nelvio Benin, ha sostenuto che nessuno sta barando. Da parte sua, Chisso ha ribadito che la Regione è pronta a rintracciare un piano B per convincere Terna a procedere con l’interramento degli elettrodotti di Malcontenta. Il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa ha ricordato le opportunità economiche legate alla creazione di due megadarsene a Fusina, accennando all’intenzione di stoccare nel Vallone i fanghi del canale Contorta. «L’impianto dell’accordo di programma del Vallone resta valido e senza di esso non sarebbero pensabili gli investimenti pubblici previsti. Se esistono dei dubbi tra la popolazione, – commenta il presidente di Marghera, Flavio Dal Corso – è giusto che i cittadini possano tornare ad esprimersi».

Giacinta Gimma

 

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