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Gazzettino – Addio cemento, torna il verde

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

dic

2013

Il Comune riconverte lotti edificabili privati in aree dove ora non si potrà più costruire

Aree edificabili che ritornano aree verdi. A Castelfranco non era ancora successo. Ieri sera, per la prima volta, il consiglio comunale ha concesso la possibilità, ad alcuni cittadini che ne hanno fatto richiesta, di trasformare alcuni lotti residenziali, in cui non hanno più intenzione di costruire, in aree a verde privato. L’operazione comporterà alle famiglie che ne hanno fatto richiesta, risparmi per l’Imu (tra i 500 ed i mille euro all’anno) e per la collettività un minor consumo del territorio, rendendo nuovamente “verdi” terreni su cui era prevista la costruzione di alcuni edifici.

«Dall’adozione dell’attuale piano regolatore è trascorso un decennio, molte cose sono cambiate e per questo abbiamo cercato nuovi adeguamenti – spiega il sindaco Luciano Dussin – Le previsioni della precedente amministrazione erano state sovrastimate, si era ritenuto di concedere nuova edificabilità nella previsione che ad oggi la popolazione sarebbe cresciuta di 10-15 mila abitanti. Ciò non si è avverato, siamo rimasti ai valori di allora, circa 35 mila abitanti. Oggi in città ci sono duemila alloggi liberi, e altrettanti potrebbero essere costruiti. A seguito anche di richieste presentate in occasione del Prg, furono concessi circa cinquecento lotti residenziali liberi, di questi ci occupiamo con questo atto, che recepivano le esigenze di molte famiglie; circa la metà hanno dato seguito ai lavori, gli altri no. È a quelli non ancora utilizzati che apriamo questa possibilità, terreni che non sono e non saranno oggetto di nuove costruzioni, impegnando i proprietari a pagare tasse inutilmente».

Ieri al vaglio del consiglio c’erano le prime cinque richieste di trasformazione in aree verdi dei lotti singoli residenziali. «A fine 2014 saranno accolte nuove richieste con queste caratteristiche, e avranno validità dal 2015 – spiega ancora Dussin – Più complicata è la vicenda che riguarda le aree C2.2, dove vari proprietari devono mettersi d’accordo per urbanizzarle, e la retrocessione di uno comporterebbe danni per gli altri a causa dell’impossibilità di realizzare una razionale urbanizzazione dell’area e quindi il suo utilizzo».

 

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