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L’INTERVENTO

Massimo Meneghetti – Segretario generale Femca Cisl Venezia

Dopo le ispezioni di queste ultime settimane e il rogo di Prato, riteniamo prioritario ritornare sul problema dei “laboratori irregolari” in Riviera del Brenta. Oltre al grido disperato del sindacato e di qualche sindaco, poco si è fatto, anche se questo è un problema che viene da lontano. Sembra che su tale fenomeno sia calata una “cappa” di silenzio e omertà. Sembra che il solo toccare questo tema infastidisca più di qualcuno. Eppure se non si farà qualcosa in fretta si rischia di compromettere una delle attività più importanti di questo territorio. Il 5 dicembre scorso doveva tenersi un incontro congiunto con Acrib, Cgia, Cna (Associazione tomaifici); un incontro che va riconvocato in tempi rapidi per definire una strategia comune utile a contrastare tale fenomeno, partendo dalle intese già sottoscritte in passato da alcune di queste associazioni. Come Femca Cisl di Venezia riteniamo necessario allargare la platea dei sottoscrittori di queste intese, dotarci di regole certe e strumenti adeguati (una sorta di codice etico territoriale) ai quali sottostare tutti per contrastare tale fenomeno, prevedendo la denuncia e l’espulsione dalle associazioni di chi commette il reato, ivi compresa la somministrazione dei prodotti. Tale confronto va poi aperto alle istituzioni come le Prefetture, i Comuni, le Provincie, la Regione, la Guardia di finanza e l’Ispettorato del lavoro, per fare sistema e definire insieme un “Patto sociale e di contrasto del lavoro irregolare” che ci permetta di individuare e determinare quelle azioni in grado di debellare le attività irregolari, con multe salatissime (no i pochi spiccioli di oggi) a chi commissiona le produzioni e a chi le realizza irregolarmente. Senza tralasciare la possibilità di chiudere definitivamente le aziende irregolari, arrestare i colpevoli che si macchiano di questi reati, per grave danno nei confronti dell’industria, del territorio e di quelle persone che con il loro lavoro onesto hanno fatto crescere e prosperare questa straordinaria realtà che è la Riviera del Brenta. Rispetto a tale tema e alla tutela del made in Italy, il Tavolo regionale della Moda deve essere fatto funzionare, coinvolgendo anche le organizzazioni sindacali e progettando iniziative e individuando strumenti di politica industriale, come si è già iniziato a fare in Riviera del Brenta con i contratti di rete, per sostenere quelle imprese e un settore che ha comunque aiutato il Paese nel momento drammatico della crisi. Un settore, la Moda, che va difeso con tutte le forze e le competenze in nostro possesso, aiutandolo a globalizzarsi, penetrando così mercati nuovi e sinora inesplorati, creando così di conseguenza anche nuove opportunità a livello occupazionale.

 

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