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Nuova Venezia – Un nuovo studio: “Le navi inquinano”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

dic

2013

 

Concentrazione di polveri sottili come a Manhattan, all’anno 90 sforamenti. Oggi manifestazione del comitato pro crociere

Le navi da crociera inquinano. E a Venezia il livello massimo stabilito dall’Unione europea viene superato 90 giorni l’anno. A certificarlo adesso è uno studio concluso in questi giorni dalla tedesca Nature and Biodiversity Conservation Union e dall’amerciana Friends of the Earth, due grandi organizzazioni ambientaliste internazionali. A rendere noti i dati il professor Giuseppe Tattara, docente di Ca’ Foscari, autore di uno studio sui costi e benefici del transito delle grandi in laguna, insieme al Comitato «No Grandi Navi».

I rilevamenti, compiuti anche lo scorso 16 settembre quando era in vigore l’accordo Blue Flag 2 sono secondo i comitati «sconvolgenti».

La concentrazione di polveri sottili arriva a 200 mila particelle per centimetro cubo. Stesso livello degli altri porti esaminati, tra cui Manhattan, Amburgo e Rostock.

«Polveri cncerogene che entrano nei polmoni», spiega Tattara, «con effetti paragonabili a quelli dell’amianto. Questi dati fanno giustizia di chi da settimane dice che il problema non esiste e ci accusa di essere nemici dei lavoratori. Essere amici dei lavoratori nascondendo i problemi è la cosa peggiore da fare, Taranto insegna», dice il professore.

Dati che riaprono la polemica, peraltro mai sopita nonostante adesso il traffico in porto sia ridotto quasi a zero per via dei lavori del Mose a San Nicolò. A partire da aprile dovrebbe entrare in vigore l’ordinanza della Capitaneria che riduce il transito delle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate. Provvedimento giudicato «insufficiente» dal Comune, dato che i transiti complessivi passeranno da 800 a poco più di 700. Nel 2015 il limite imposto ai passaggi davanti a San Marco riguarderà le navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate, in attesa della soluzione alternativa.

Ma agli operatori del Porto sembra troppo. E stamattina il comitato Cruise Venice ha chiamato tutti a raccolta alle 9.30 alle Zattere. Corteo che si dirigerà poi a palazzo Balbi per protestare contro il taglio delle navi. «Saranno licenziati 3500 lavoratori, quasi tutti giovani», si legge in un volantino, con una perdita di 350 milioni di euro di spesa diretta e indotto. Tutto a causa di decisioni affrettate sull’onda emotiva dettata da un inutile senso di emergenza. Noi il lavoro ce l’abbiamo e vogliamo tenercelo». Spinte contrapposte, mentre la soluzione del problema non si vede.

Intanto la regione ha costituito insieme all’Autorità portuale una Newco, una nuova società che ha messo insieme le quote della Venezia terminal passeggeri, la società che gestisce le crociere, possedute da Veneto Sviluppo, la Finanziaria regionale (21 per cento), e Apvs, la finanziaria dell’Autorità portuale (34 per cento). In questo modo la nuova Newco detiene le quote di maggioranza della società. Operazione definita i sviluppo da Vtp e da molti operatori. Che però preoccupa altre realtà lavorative in ambito portuale. Secondo alcuni l’operazione potrebbe essere preludio a una cessione a privati delle quote di proprietà della Vtp – come già successo anni fa con la Save – vera gallina dalle uova d’oro che accumula utili crescenti. «Restiamo una società pubblica», garantisce il presidente di Vtp Sandro Trevisanato.

Alberto Vitucci

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