Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

STOP – La sentenza di venerdì scorso ha messo la parola fine al progetto dell’elettrodotto aereo

I comitati e i sindaci rivieraschi esultano per lo stop al progetto dell’elettrodotto aereo

«La nostra battaglia a difesa del territorio era giusta»

La questione ambientale ha affossato definitivamente il cantiere di Terna Rete Italia tra Padova e Venezia e anche l’ulteriore ricorso presentato da Terna al Consiglio di Stato si è rivelato un vero boomerang. La sentenza di venerdì scorso ha messo la parola fine in tutta la sua interezza al progetto dell’elettrodotto aereo di 15 chilometri e da 380 Kv tra Dolo e Camin (Pd). E per interezza si intende anche l’intervento per la riqualificazione del Vallone Moranzani, nonché tutte le opere che vi gravitano intorno. Se Terna spa piange e denuncia uno sperpero di 240 milioni di euro buttati via in 6 anni di lotte nei tribunali, il pericolo blackout per tutto il Veneto, centinaia di lavoratori a spasso e oltre 50 imprese rimaste senza lavoro, esultano i 185 cittadini che hanno firmato i ricorsi assieme ai comitati della Riviera del Brenta, ai comuni veneziani di Vigonovo, Stra, Fossò, Camponogara, Dolo e al comune padovano di Saonara.

«Una vittoria della verità e di civiltà, a riconferma la giustezza della battaglia intrapresa da Comitati e cittadini per difendere il loro territorio», ha affermato Vittorio Pampagnin, ex sindaco di Fiesso d’Artico e portavoce dei comitati.

«Ma quale blackout, i consumi nel Triveneto sono in netta diminuzione. Terna dovrà tenere conto dei valori ambientali della Riviera del Brenta e se come previsto per il Moranzani si procedesse anche all’interramento di tutta la linea Dolo-Camin, si creerebbero molti più investimenti e posti di lavoro qualificati», sostiene Adone Doni, uno dei primi oppositori al progetto Terna.

«L’Amministrazione di Vigonovo è favorevole alla realizzazione dell’elettrodotto interrato. Resta l’amaro in bocca perché tutta questa operazione ci è costata circa 50mila euro», ha ribadito Filippo Fogarin, vice sindaco, assessore all’Ambiente e Politiche energetiche di Vigonovo.

Soddisfatto anche il Movimento 5 Stelle di Vigonovo. “Ringraziamo tutte le persone che si sono adoperate per ostacolare l’ennesima sopraffazione del nostro territorio.

 

Bettin: «Il tratto Fusina-Malcontenta va scorporato»

Gianfranco Bettin, assessore all’Ambiente del Comune di Venezia interviene sul caso. «C’è un solo modo per uscire dalla situazione creatasi con la sentenza del Consiglio di Stato sull’elettrodotto Dolo-Camin di Terna che blocca, tra l’altro, il grande progetto di riqualificazione previsto dall’Accordo Moranzani. Terna – con il supporto del governo, finora latitante o peggio su tale questione – deve richiedere una nuova autorizzazione che scorpori il tratto Fusina-Malcontenta dal resto dell’elettrodotto, facendo anche su leva su quanto ha sempre affermato, e cioè che quel tratto è in effetti nient’altro che una parte della stessa centrale di Fusina e quindi può e deve essere considerato separatamente dal resto dell’elettrodotto»

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui