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Gazzettino – Treni, prime risposte ai pendolari

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

27

dic

2013

TRASPORTI – Le variazioni consentiranno di arrivare in centro storico entro le 6 e di poter ripartire dopo mezzanotte

Chisso incontra i sindaci e annuncia il ripristino di due corse “strategiche” sulla linea Portogruaro-Venezia

IN ANDATA – Corsa delle 4.13 da Portogruaro per arrivare al lavoro entro le 6

IN RITORNO – Bus da 50 posti alle 0.24 a Venezia e da metà gennaio di nuovo il treno

Treni, prima “manovra” sui nuovi orari

Nell’incontro con i sindaci l’assessore regionale Chisso ha annunciato alcune variazioni per accontentare i pendolari

Ci sono speranze per i pendolari della tratta Venezia Portogruaro che dal 15 dicembre “lottano” contro i disservizi del nuovo orario cadenzato. Le prove di dialogo della vigilia di Natale tra l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso, i tecnici di Trenitalia e alcuni amministratori dei Comuni della tratta ferroviaria potrebbero portare risposte positive ad alcune delle richieste dei pendolari. A chiedere l’incontro sono stati i sindaci di Quarto d’Altino e Marcon, Silvia Conte e Andrea Follini e con loro sono arrivati altri amministratori interessati a portare le istanze dei loro cittadini, tra i quali il sindaco di Meolo Michele Basso, di Fossalta Massimo Sensini, l’assessore del comune di San Donà, Francesca Zottis e il sindaco di Spinea, Silvano Checchin.

Uno alla volta sono stati toccati i disagi più importanti, valutando caso per caso le possibili soluzioni. Al termine dell’incontro, Chisso ne ha fatto un resoconto: «Stiamo verificando quali treni inserire in testa e in coda, in tarda serata e nelle prime ore del mattino. L’obiettivo sarà ritrovarsi nella seconda metà di gennaio per dare delle risposte concrete».

Non tutte le istanze potranno trovare un riscontro positivo: «Non possiamo dare risposta alle richieste dei singoli o di due turnisti – precisa Chisso – ma cercheremo soluzioni per le corse che coinvolgono almeno 20 persone. Posso però dire ai pendolari che stiamo lavorando alacremente per dare maggiore comfort e puntualità e che staremo tutti i giorni col fiato sul collo a Trenitalia».

Due le corse su cui è stato assicurato un rapido intervento. Sarà ripristinata quella delle 4,13 da Portogruaro che arriverà a Venezia alle 5,10, permettendo così ai turnisti di prendere le coincidenze e arrivare al lavoro per le 6. In fase di reintegro anche la corsa notturna delle 00.24 da Venezia, attualmente cancellata e sostituita con un bus da 20 persone. «Metteremo un autobus da 50 persone e da metà gennaio ci sarà nuovamente un treno» conclude Chisso.

Soddisfatti i sindaci che chiedono però di valutare soluzioni anche per i giorni festivi, i buchi di due ore e il problema del binario giardino. «È stato un incontro positivo ma aspettiamo i fatti – commentano Conte e Follini – Abbiamo finalmente colto l’interesse a risolvere la situazione, soprattutto per i disagi più gravi, e abbiamo messo sul piatto le richieste dei pendolari. Stiamo inoltre aspettando nuovi mezzi che da aprile potrebbero risolvere il problema dei ritardi e del sovraffollamento. Rimangono però aperte alcune questioni, come quella dei giorni festivi e prefestivi e di alcuni buchi in cui non passa nessun treno».

A gennaio i pendolari avranno risposte certe. «Abbiamo sottolineato l’importanza di aprire un tavolo sulla mobilità – aggiunge Silvia Conte – Concordiamo sul fatto che sia possibile cancellare le corse che non hanno utenza, nella logica però di arrivare ad avere un servizio efficiente».

 

IL SINDACATO CGIL – Anche i pensionati necessitano di servizi migliori

Anche la Segreteria della Lega Laguna Nord Est Spi Cgil di Venezia ha preso posizione relativamente al disagio derivante dal servizio ferroviario da e verso Venezia, in particolare per quanto riguarda le popolazione di Quarto d’Altino e Marcon, comuni che rientrano nella competenza territoriale della Lega dei pensionati.

«È un problema – scrive il sindacato in una nota – che si trascina da tempi lontani e che, invece di migliorare, peggiora. Colpisce i lavoratori giornalieri e turnisti, pendolari e studenti e i pensionati che devono muoversi verso il capoluogo di provincia o verso l’ospedale di Mestre, riferimento territoriale ospedaliero di competenza per i citati territori». La Lega Laguna Nord Est Spi Cgil sostiene la protesta della popolazione che chiede efficaci mezzi di trasporto pubblico, in particolare ferroviari.

 

E per i piccoli gruppi l’ipotesi car sharing

Trenitalia e Regione non potranno soddisfare tutte le richieste.

Il sindaco di Marcon Follini pensa ad auto “pubbliche”

La Regione e Trenitalia daranno risposte alle segnalazioni sulle corse oggetto di una richiesta di almeno venti utenti. Per i singoli o i piccoli gruppi che prima prendevano un treno e ora sono costretti ai salti mortali per arrivare in tempo ai luoghi di lavoro o all’università, sarà quindi necessario trovare un’altra soluzione che non li costringa ad utilizzare la loro auto e permetta di ridurre le spese.

«Non possiamo lasciarle sole e saremo noi Comuni ad occuparci delle loro situazioni» assicura il sindaco di Marcon Andrea Follini che poi propone una sorta di car-sharing.

Già nei giorni scorsi, spontaneamente, alcuni pendolari avevano iniziato ad organizzarsi per sopperire ai ritardi e alle soppressioni dei treni. A turno mettevano a disposizione l’auto e poi, per il ritorno, ci si arrangiava o ci si aspettava. Una soluzione tampone, spesso improvvisata alla stazione dopo aver scoperto la cancellazione di una corsa, che non può essere considerata definitiva senza un coordinamento del Comune.

«Potremmo valutare un reale car-sharing mettendo però a disposizione delle auto pubbliche – continua Follini – è una soluzione su cui dobbiamo ragionare e lavorare nelle prossime settimane».

Tra i casi specifichi da tenere sotto controllo, anche i disagi per i pendolari disabili. «A livello infrastrutturale abbiamo evidenziato il problema del cambio al binario giardino di Mestre che, nella prospettiva di un disabile che lavora a Venezia, non può e non deve essere considerata una soluzione definitiva» conclude Follini.

 

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