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TRASPORTI»TRENI E ORARIO CADENZATO

L’assessore promette di potenziare il bus sostitutivo dopo mezzanotte.

I sindaci: «Soddisfatti? Aspettiamo i fatti» 

MESTRE «Prima di dire che siamo soddisfatti, aspettiamo di vedere i fatti». Così i sindaci del Veneziano che la vigilia di Natale hanno partecipato all’incontro con l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, con l’obiettivo di trovare delle soluzioni ai tanti problemi segnalati dai pendolari dopo l’introduzione dell’orario cadenzato. L’incontro doveva servire ad affrontare i disagi della tratta Venezia-Portogruaro, anche se al tavolo si sono seduti anche sindaci e amministratori dei comuni lungo la Venezia-Bassano.

Portogruaro – Venezia. Chisso si è impegnato principalmente su due punti: il primo riguarda il ripristino del treno che parte da Portogruaro alle 4.13 (con l’orario cadenzato ne è stato introdotto uno alle 4.38) così che i pendolari possano arrivare a Venezia Santa Lucia alle 5.10 e non alle 5.40 per poter entrare in turno al lavoro alle 6. Il secondo riguarda il treno dopo mezzanotte, eliminato e rimpiazzato con un mini-bus per venti persone. Nell’immediato verrà sostituito con un bus da cinquanta posti, mentre dalla fine di gennaio – questo l’impegno di Chisso – verrà reintrodotto il treno. In merito ai convogli dei giorni festivi Chisso ha spiegato che chiederà a Trenitalia di monitorare l’uso dei treni, per capire se è il caso di potenziare alcune corse, «perché dobbiamo rispondere a gruppi di persone e non a disagi di singoli utenti».

Nel prossimo incontro, previsto nella seconda metà di gennaio, si valuterà anche la possibile introduzione di nuove corse, come chiesto dai sindaci, nelle fasce 11-13.30 e 21-22.30. «Il confronto è aperto e Chisso ha detto che le nostre richieste sono legittime», spiega il sindaco di Quarto, Silvia Conte, «ma aspetto di vedere le prime risposte per dire che è stato un incontro utile».

A Chisso i sindaci hanno consegnato, nel dettaglio, anche tutte le richieste dei pendolari riuniti in comitati.

Bassano-Venezia. I sindaci di Salzano e Spinea hanno presentato un fascicolo chiedendo che i treni regionali veloci fermino anche alle stazioni dei due paesi. «Bisogna capire se sarà possibile farlo da un punto di vista tecnico» chiarisce il sindaco di Spinea, Silvano Checchin, «mentre l’altra richiesta è stata di portare a tre, e non più a due, i treni nella fascia oraria tra le 7 e le 8, facendo slittare in questa fascia oraria quello precedente più prossimo alle 7».

I problemi della Venezia-Bassano saranno affrontati in uno specifico incontro, che si terrà sempre entro la fine di gennaio.

Monitoraggio. L’ex sindaco di Salzano, oggi consigliere regionale vicepresidente della Commissione Trasporti ha proposto un «monitoraggio costante» del servizio per poter intervenire in modo puntuale sulle segnalazioni di comuni e pendolari. «Aggiustamenti si possono fare», ha ribadito Chisso, «ma non ci piove sul fatto che l’orario cadenzato migliora il servizio».

Francesco Furlan

 

Critici i pendolari della Venezia-Trieste «Un primo passo, ma ancora non basta» 

«È qualcosa, ma non basta ancora». Luciano Ferro, portavoce dei pendolari di Quarto, commenta l’incontro in Regione tra i sindaci e l’assessore Chisso. «Che qualche cosa si muova è positivo», interviene, «ma mancano altre corse importanti per noi». Spiega: «Serve la corsa delle 5.51 da Quarto per Venezia nei giorni festivi, che a nostro avviso deve invece esserci sette giorni su sette». Non solo: «Ma anche la corsa da Venezia per Quarto d’Altino delle 21.41 era importante e sarebbe l’ideale che fosse ripristinata». Precisa ancora: «Voglio ricordare che nei giorni scorsi, in cui era festa, non c’erano pullman, auto, niente di niente per andare al lavoro e tornare a casa, eppure c’era gente di turno che è andata all’ospedale ugualmente».

Nel frattempo, i pendolari si stanno organizzando per una nuova manifestazione, che si dovrebbe svolgere il 14 gennaio, sempre a Venezia e sempre in Regione, alla quale la Filt Cgil ha già dato la sua adesione. Ci sono anche gruppi di viaggiatori, che si stanno organizzando per far sapere a chi di dovere, anche tramite avvocato, quali sono le corse tagliate che penalizzano di più gli utenti delle linee e cosa si potrebbe fare per migliorare le cose.

(m.a.)

 

IL SINDACATO – Simonaggio (Filt): «I problemi non sono stati ancora risolti» 

QUARTO D’ALTINO «In questi ultimi giorni, ci viene segnalato da utenti arrabbiati, che la criticità è tutt’altro che superata». A scagliarsi ancora una volta contro la Regione, è il segretario della Filt Cgil, Ilario Simonaggio. «Abbiamo selezionato due missive riguardanti due tratte “sorvegliate speciali”, Mantova Padova e Alto Trevigiano Belluno. Nel caso delle festività ci è stato evidenziato un taglio considerevole di treni sia lenti sia veloci del servizio ferroviario regionale».

Prosegue: «Fenomeno che è particolarmente avversato da tutti i lavoratori pendolari che operano anche in questi giorni di festa in vari servizi pubblici e privati e che devono raggiungere il luogo di lavoro con l’auto privata». «Questa è la prima regione turistica italiana», prosegue Simonaggio, «di certo il Veneto non tratta gli ospiti particolarmente bene in quanto a servizio di trasporto pubblico locale». Anche ieri, nel frattempo, i pendolari hanno segnalato disagio e ritardi, ma anche poche corse e autobus sostitutivi. «Il giorno di Santo Stefano il regionale 11127 per Portogruaro è partito con un ritardo non quantificabile», scrive un pendolare, «a causa di un guasto al locomotore».

(m.a.)

 

TRASPORTO FERROVIARIO

«Zaia e Chisso, basta scaricabarile»

Puppato: tra le peggiori regioni in Italia, scelte politiche fallimentari

VENEZIA – Non si placano le polemiche sull’introduzione dell’orario cadenzato in Veneto e, più in generale, sulla qualità del trasporto ferroviario regionale.

«Questo tentativo di scaricare ogni responsabilità sul disservizio, manifesto e prolungato, in Veneto da parte di Zaia e di Chisso al solo gestore è una beffa» sostiene Laura Puppato, senatrice del Pd, «e farebbe sorridere se non producesse rabbia e lacrime negli utenti. Tutti, pendolari compresi».

Secondo la Puppato, «il fallimento della politica sulla mobilità in Veneto non può essere scaricata né ridimensionata o negata viste le relazioni dettagliate presenti agli atti del Consiglio regionale e la recentissima motivata graduatoria di Legambiente che inserisce la nostra regione tra le peggiori d’Italia».

Secondo la senatrice del Pd, per trovare delle spiegazioni alla situazione attuale «basta fare un rapido collegamento tra la spesa irrisoria in Veneto per i treni e la cifra vicina al miliardo stanziato negli ultimi 10 anni per il trasporto su gomma. Sono scelte, indiscutibili con le relative conseguenze di scadente servizio e insufficienza del trasporto ferroviario di cui non ci si può affatto stupire. Come pensare di spendere meno della metà degli altri e avere un servizio identico?». Una pia illusione, conclude Puppato «di cui, onestamente, vista la manifesta malafede, siamo tutti stanchi».

Sull’argomento torna anche Ilario Simonaggio (Filt-Cgil Veneto). «Utenti arrabbiati segnalano che le criticità sono tutt’altro che superate oltre al fenomeno della variazione d’offerta durante le festività di fine anno. Ci è stato evidenziato un taglio considerevole di treni sia lenti sia veloci del servizio ferroviario regionale. Siamo la prima regione turistica italiana, ma di certo non trattiamo gli ospiti particolarmente bene in quanto a servizio di trasporto pubblico locale».

 

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