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Dal primo gennaio più 13 o più 5%? La decisione spetta al ministero

TRIESTE – Un inquietante punto interrogativo continua a incombere sulle tariffe autostradali di Autovie Venete dal prossimo primo gennaio, dalle quali peraltro dipende in modo decisivo la copertura finanziaria dei lavori per la terza corsia A4. L’ormai imminente scadenza, infatti, non gode ancora di alcuna certezza circa i pedaggi, che devono essere fissati dal Ministero delle Infrastrutture, subentrato all’Anas come autorità “concedente”.

Gli organi tecnici del Ministero hanno già formalizzato il proprio via libera ad aumenti medi sulla rete pari al 12,91 per cento, praticamente identici a quelli (12,92 per cento) a suo tempo stabiliti dal vigente piano economico-finanziario per la realizzazione della terza corsia (2007-2009).

Ma in questi giorni è particolarmente vigoroso il pressing politico affinché si consegua un’attenuazione delle tariffe e si sta convergendo, a livello nazionale, su adeguamenti attorno al 5 per cento. Se così fosse, naturalmente, la concessionaria Autovie Venete non sarebbe materialmente in grado di condividere con il Ministero un nuovo piano finanziario che contempli tutte le opere ancora da realizzare: oltre al 40 per cento del primo lotto Quarto d’Altino-San Donà, il terzo lotto (già affidato in via definitiva) dal Tagliamento a Gonars, il secondo lotto (con probabile parcellizzazione in più mini-lotti) da San Donà ad Alvisopoli e infine il quarto lotto da Gonars allo snodo di Villesse. È ben vero che la presidente della Regione Debora Serracchiani, che è anche commissario del Governo per la terza corsia Venezia-Trieste, ha auspicato un’attenuazione dei pedaggi in questi frangenti di grave crisi per famiglie e imprese, ma la stessa Serracchiani (per inciso responsabile Trasporti nella renziana segreteria nazionale del Pd) ha anche promesso che l’intera opera diventerà realtà. Particolare peraltro confermato in questi giorni dal neo-amministratore delegato di Autovie Venete, Maurizio Castagna. Da oltre oceano, dove si trova in questi giorni, il presidente della concessionaria, l’avvocato Emilio Terpin, riassume l’intera incertezza tariffaria e quindi strategica con una battuta che parafrasa una nota pubblicità affidata a George Clooney: «No tariffe? No lavori».

Tolte le risorse proprie della Spa, che finora ha finanziato parte del primo lotto e tutta l’autostrada Villesse-Gorizia, finora Autovie ha incassato un prestito da 150 milioni dalla Cassa depositi e prestiti e 130 milioni fra il 2014 e il 2015 dalla legge di stabilità del Governo Letta. Per fare tutto, serve ancora una somma fra il miliardo e mezzo e i due miliardi di euro.

 

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