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IL COMITATO “BRUNO MARCATO”  

DOLO «I cittadini della Riviera del Brenta perderanno l’ospedale di Dolo solo per responsabilità politiche, non sicuramente perché è un ospedale che non funziona né tanto meno perché è costoso».

È la denuncia del comitato “Bruno Marcato” secondo il quale «i politici hanno deciso che vanno vendute le proprietà dell’ospedale di Dolo per costruirne uno nuovo a Mirano. Ora sembra che sia stato ‘barattato’ anche il Distretto socio-sanitario di Mira. Consigliamo alla sindaca di Dolo di leggersi le schede territoriali e cosa prevedono, prima di lasciarsi abbindolare. Il distretto socio-sanitario dovrebbe già esserci comunque a Dolo, senza andarselo a prendere a Mira. Il nuovo Piano Sanitario prevede una classificazione e localizzazione delle strutture sanitarie e sociali a carico della Regione. In alcuni bacini la Regione lo sta facendo in altri, compresa la Riviera, invece no».

Sul distretto a Dolo il comitato aggiunge anche che «nelle dichiarazioni rilasciate dalla sindaca di Dolo, dal direttore generale dell’Asl 13 e dal presidente della Conferenza dei sindaci ci sembra emergano gli accordi, e con chi sono stati fatti, nonostante la sindaca di Dolo tenti di negare. Speriamo che il Comune di Mira reagisca».

Tornando all’ospedale dolese e alle schede ospedaliere i cittadini ribadiscono che, «purtroppo, differiscono sia da quanto approvato due anni fa da tutti i 17 sindaci della Asl 13 sia da quanto approvato dal Consiglio Comunale di Dolo all’unanimità. Differiscono molto anche dalle osservazioni fatte alle schede dal nostro comitato che recepivano invece il documento approvato dalla maggioranza dei Comuni della Asl 13 sia della Riviera del Brenta sia del Miranese, e a suo tempo sembrava che pure la sindaca di Dolo concordasse. Dopo ha cambiato idea».

(l.per.)

 

SANITÀ – Le due strutture di Dolo e Mirano prese d’assalto per sindromi influenzali soprattutto da persone anziane

Stress natalizio al Pronto soccorso

NON È EMERGENZA – Il vero picco arriverà a gennaio

SERVIZIO FONDAMENTALE – È stato un 2013 con sempre più pazienti

IL PRIMARIO  «È un punto di orientamento per gli altri reparti»

Forte incremento di accessi durante le festività natalizie al Pronto Soccorso di Dolo e a quello Mirano per complicazioni legate all’influenza. I i medici, però, avvertono che «il picco influenzale è atteso per fine gennaio».

Durante le feste sono molti, più delle aspettative, i cittadini che hanno fatto ricorso alle cure del Pronto soccorso di Mirano e di quello di Dolo.

«Si è trattato per lo più di persone anziane – ha spiegato il direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza dell’Asl 13 Piero Pacelli – con sintomi e complicanze legate a forme influenzali frequenti, dalle broncopolmoniti a problemi di disidratazione. Il picco influenzale però, almeno secondo le indicazioni sanitarie, è atteso tra qualche settimana verso fine gennaio».

Il Pronto Soccorso per l’intero territorio dell’Asl 13 resta un punto di riferimento e soprattutto di orientamento importante per individuare il problema del paziente ed indirizzarlo al reparto o alle cure più opportune. Lo scorso anno, secondo i dati resi noti recentemente proprio dall’Azienda sanitaria, che ha un bacino di 270 mila abitanti, almeno 1 cittadino su tre della Riviera e del Miranese si è rivolto al Pronto Soccorso. Gli accessi registrati a Dolo sono stati 41.850, mentre a Mirano 37.841 con un afflusso medio di 218 utenti al giorno. 10.002 i ricoveri effettuati complessivamente (5.364 a Dolo e 4.638 a Mirano).

«Dati che testimoniano l’importante ruolo di filtro svolto dai Pronti Soccorsi di Dolo e Mirano – conferma Pacelli – che si evince anche dal basso livello nel rapporto ricoveri-accessi che è pari al 12,5 per cento, e in calo di 144 unità rispetto al periodo precedente».

Il servizio Obi (Osservazione breve intensiva) all’interno del quale sono stati curati 6.976 pazienti a Dolo e 6.844 pazienti a Mirano, dotato di posti letto per degenza inferiore alle 24 ore, si è rivelato fondamentale per l’azione di monitoraggio del paziente, il trattamento di sindromi acute e l’approfondimento diagnostico in urgenza.

 

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