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FERROVIE VENETE

La società deve però proseguire con il servizio fino al 2015

Nuova gara per i pendolari. Forse in arrivo azienda veneta

Disagi nel trasporto ferroviario, il governatore del Veneto disdice la convenzione che scade nel 2014

Zaia: «Basta con Trenitalia»

Trenitalia addio. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha mantenuto la promessa annunciata al mattino. Ieri sera, presi carta e penna, il governatore ha scritto una lettera per dare il benservito alla società delle Ferrovie dello Stato che gestisce il trasporto passeggeri, annunciando che la Regione non intende più rinnovare la convenzione alla scadenza fissata il 31 dicembre 2014. Segue la richiesta imperativa prevista dall’accordo: Trenitalia deve continuare a svolgere i servizi ferroviari (quelli per pendolari) per altri 12 mesi dalla cessazione del contratto, in pratica fino a dicembre 2015, «per garantire – scrive Zaia – la continuità del servizio pubblico» alle stesse condizioni di adesso.

CALVARIO – Il 15 dicembre l’entrata in vigore. Il 16, solito caos. Colpa del nuovo orario cadenzato? «Ma andiamo», ribatte il governatore. E aggiunge: «C’é voluto coraggio per adottarlo e cercare di uscire dal caos». Encomiabile. Ma “il problema” va risolto alla radice, chiudendo con Trenitalia, estirpando il disservizio diventato patologico. Come fare? Ieri mattina, nel tradizionale punto stampa, questa volta di fine anno, il governatore anticipa una soluzione: salutare Trenitalia e fare una gara per assegnare, al migliore offerente, il servizio regionale, al quale ogni giorno si affidano 100mila pendolari. Se poi fosse «una società tutta veneta», tombola.

CONTRATTO – A gestire il trasporto ferroviario pendolare è Trenitalia, la società di FS con la quale le Regioni (il Veneto lo ha fatto dal 2006) hanno la possibilità di stipulare un contratto dove vengono garantiti (?) puntualità, capacità (il numero dei vagoni) e comfort (pulizia, riscaldamento, aria condizionata…). Nell’accordo, valido per sei anni con possibilità di rinnovo di altri sei anni, non manca il passaggio che riguarda le multe che Trenitalia deve pagare nel caso (cioé sempre) non siano rispettati i tre parametri fondamentali. Penali di milioni, che l’assessore ai Trasporti, Renato Chisso, ha recapitato annualmente alla controparte. Con risultati praticamente inalterati: treni in ritardo, carrozze insufficienti rispetto al numero dei passeggeri, vagoni sporchi e freddi d’inverno e caldi d’estate. La morale: Trenitalia si fa un baffo delle multe, sembra quasi che abbia abitudine a inserirle preventivamente nei bilanci come uscite fisse, con la certezza che tanto arriveranno.

AUTOGESTIONE – Per questo, Zaia annuncia “urbi et orbi”, che è sua intenzione dire addio a Trenitalia, quando il contratto scadrà a fine 2014, e procedere con una gara per cercare un altro partner. Emilia Romagna, Toscana e Marche lo hanno già fatto. Zaia lo dice apertamente in conferenza stampa, anche se ha un dubbio tutt’altro che ininfluente: cosa fare nel tempo che passerà tra un gestore e l’altro? Le previsioni indicano che tale operazione necessiti di almeno quattro anni per essere completata (gara, acquisto di treni, tratte e depositi da Trenitalia, ricerca personale) con il rischio di peggiorare ancora di più una situazione già disastrosa a danno dei pendolari. Meglio attendere il parere degli esperti giuristi prima di procedere. La risposta arriva in serata.
Ora si apre una nuova fase. Sarà una gestione in proprio da parte della Regione attraverso due società controllate, Sistemi Territoriali Spa e Ferroviaria Servizi Srl? Zaia non lo dice, ma se «ci fosse una società tutta veneta…».

Giorgio Gasco

 

LA REAZIONE – Diego Bottacin (Verso Nord): «Vogliono conferire un ramo di Sistemi Territoriali»

«Sarà come cadere dalla padella alla brace»

VENEZIA – «Zaia dice di voler trovare un nuovo gestore tutto veneto per il servizio ferroviario?». Per Diego Bottacin, capogruppo di Verso Nord in consiglio regionale, non sarebbe una novità. E svela che «da tempo» il governatore leghista sta lavorando per creare una società regionale insieme con Trenitalia a cui affidare il trasporto ferroviario. E sentenzia: «Se ci riuscirà, i 162 mila pendolari veneti capiranno così cosa significa cadere dalla padella nella brace». Carte alla mano, Bottacin si richiama alla delibera numero 1589 della Giunta regionale, datata 10 settembre. In quelle pagine ci sarebbe, secondo il consigliere, la volontà di costituire un’agenzia dedicata al trasporto su treno.

E spiega l’operazione: «La giunta regionale ha avviato la procedura di individuazione del ramo di azienda di Sistemi Territoriali Spa da conferire in Ferroviaria Servizi Srl che dovrebbe diventare l’Agenzia». In pratica la Regione porta il ramo d’azienda di Sistemi Territoriali Spa in Ferroviaria Servizi Srl che diventa l’Agenzia per la gestione del servizio ferroviario regionale.

«Ovviamente – sottolinea Bottacin – Sistemi Territoriali non viene dismessa perché servirà per gestire il servizio insieme a Trenitalia».

Ma Zaia vorrebbe mettere in gara il servizio. «Affermazione solo a beneficio di taccuini e microfoni», assicura il capogruppo. Quanto alla possibilità reale di farla, ricorda il capogruppo di Verso Nord, «in Italia sono già state fatte in passato tre gare, di cui una proprio in Veneto nel 2006 aggiudicata a Trenitalia insieme a, guarda caso, Servizi Territoriali spa».

 

Si allungano tempi e disagi, orario indigesto per i pendolari

VITTORIO VENETO – È davvero un orario cadenzato difficile da digerire, per alcuni utenti, quello scattato il 15 dicembre anche sulla linea ferroviaria vittoriese. Il blog del comitato di pendolari «Il treno dei desideri» (che nei giorni scorsi ha visto una scissione al proprio interno) continua a pubblicare testimonianze di pendolari che si ritrovano a convivere con abitudini molto diverse da quelle, ormai consolidate, che si sono interrotte a metà dicembre.

«Ora – scrive un utente vittoriese che ha espresso il proprio malcontento anche alla Direzione regionale trasporti – si parte alle 7.01 da Vittorio con un treno Minuetto che spesso, a inizio e fine settimana, è sovraffollato e con persone in piedi. A Conegliano si scende alle 7.18 aspettando la coincidenza per Venezia delle 7.33, che può avere forti ritardi visto che proviene da Sacile. Il treno è un Vivalto spesso sovraffollato dove l’effetto è di sentirsi compressi come sardine. Le toilette di questi convogli sono quasi tutte fuori servizio e si sente spesso un odore sgradevole. Il bilancio è dunque di un cambio treno al posto del vecchio diretto, 20 minuti di sosta al freddo a Conegliano, treni stretti, scomodi e sporchi e arrivo a Venezia mezz’ora dopo rispetto a prima».

I disagi non mancano anche per chi arriva a Vittorio in treno. Una pendolare parte ogni mattina da Feltre per venire al lavoro.

Questa la sua (nuova) esperienza, raccontata sul blog: «Prima partivo da Feltre alle 6.39 e arrivavo a Vittorio alle 8.09. Ora la partenza è stata posticipata alle 6.55 con cambio a Belluno alle 8.16 e arrivo a Vittorio alle 9, per una durata del viaggio di 2 ore e 5 minuti. Non posso prendere treni precedenti perché mi obbligano a passare per Treviso con tre cambi. Sembra una cosa fatta apposta per rendere il treno inutilizzabile a solo vantaggio dell’uso dell’auto».

E intanto il malcontento si è palesato nell’atrio della stazione: sul cartellone di Trenitalia che pubblicizza il cadenzamento con lo slogan «Più velocità e frequenza» qualcuno ha aggiunto «Un’ora e 40 minuti per arrivare a Calalzo non è “velocità”». Un altro contestatore evidenzia come il passaggio di un treno all’ora non sia sufficiente per migliorare l’offerta del trasporto regionale.

(l.a.)

 

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