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TRASPORTI

Guerra dichiarata dalla Cgil alla Regione Veneto. Tema del contendere: il nuovo orario cadenzato del servizio ferroviario, entrato in vigore il 15 dicembre non senza proteste per i disservizi (per altro cronici da tempo). Ma non solo. La polemica coinvolge l’intero sistema ferroviario pendolare veneto, dopo che il governatore Luca Zaia ha disdetto il contratto con Trenitalia (società di Ferrovie), la cui validità scade il 31 dicembre prossimo, con l’obbligo di garantirlo comunque fino a fine 2015 in attesa di mettere in gara la gestione del servizio. E sullo sfondo l’ipotesi, tutta da verificare vista la complessità soprattutto finanziaria, della discesa in campo di società venete (intese come controllate dalla Regione, la Sistemi Territoriali e la Ferroviaria Servizi).

ORARIO – A prendere posizione (non è la prima volta) è la Filt, la rappresentanza di settore della Cgil. E pronta, arriva la replica del presidente della Regione e dell’assessore Renato Chisso.
Il segretario regionale Ilario Simonaggio, ammette che «il gestore (Trenitalia, ndr.) non è immune da mancanze sia gestionali sia organizzative». Però, ciò che non piace al sindacalista, «è lo sport di cercare di allontanare le proprie responsabilità (il riferimento è a Zaia, ndr.), addossandole ad altri, anche quando derivano da una programmazione regionale profondamente sbagliata: tagli del servizio negli orari di punta e soppressione del servizio nei giorni di sabato e festivi». Il responsabile Filt-Cgil stuzzica il leghista, il quale «si guarda bene da ammettere responsabilità della Regione» in relazione, tra l’altro, al «ritardo delle 34 assunzioni in Sistemi Territoriali autorizzate dalla Giunta il 28 ottobre scorso rendendo impossibile persino lo svolgimento del servizio minimo della società strumentale posseduta dalla Regione; al ritardo del cronoprogramma di consegna e presa in carico dei 20 nuovi complessi di treni che saranno in esercizio nella totalità solo a primavera inoltrata 2014».

DUBBI – Il sindacato dice di averne molti. E anzi «viene da sorridere», all’ipotesi di una «gestione del servizio pendolare da parte di società veneta». Simonaggio spiega che la Regione ha una società di scopo «interamente posseduta (Sistemi Territoriali) che non ha forza economica e patrimoniale sufficiente, le competenze professionali e gestionali per sostituire Trenitalia». Cosa fare? «È bene garantire la continuità del trasporto ferroviario e impegnarsi per migliorare la condizione quotidianamente offerta». Una palese richiesta di continuare con Trenitalia, esercitando una continua pressione per migliorare il servizio. Anche se, è cronaca, le multe di milioni euro appioppate ogni anno dalla Regione alla controllata da Fs, non hanno di certo migliorato la situazione.

A spalleggiare la Filt-Cgil, l’Osservatorio Nazionale della Liberalizzazione nelle Infrastrutture e Trasporti. Il presidente Dario Balotta: «Le cause del pasticcio e dei disservizi, derivanti dal nuovo orario, sono da attribuire a Zaia, che ha preteso l’orario cadenzato pur sapendo che le Fs non erano in grado di offrire un servizio efficiente. Un vero e proprio effetto boomerang sulla giunta regionale, che ora cerca di salvarsi, minacciando di disdire un contratto che scadrà solo alla fine 2015».

REPLICHE – «Con l’orario cadenzato – argomenta il governatore – la Regione si è impegnata a risolvere i problemi che i pendolari evidenziavano, derivati dalla deficienza di Trenitalia». E spezza una lancia a favore di Chisso: «In assessorato non si sono divertiti a inventare costruzioni bizantine, ma hanno individuato una soluzione che, a regime, deve far assomigliare il treno a una metropolitana». L’affondo: «Mi limito a constatare che non mi risulta che prima del 15 dicembre non ci fossero problemi nel sistema ferroviario, che non ci fossero composizioni sbagliate (4 vagoni contro 6 o 7), che la manutenzione fosse eccellente, i guasti in linea inesistenti, la puntualità a livelli giapponesi, la pulizia a livello svizzero». Ma se comunque la Filt-Cgil «nutre dei dubbi interpelli i pendolari o faccia un salto nel mio ufficio che gli farò leggere le migliaia di messaggi inviati dagli utenti».

Più “politico” Chisso. Premesso il «rispetto per le organizzazioni sindacali» derivato «dalla mia personale storia politica», per l’assessore «non merita neppure una replica un dirigente che si è schierato da mesi e pregiudizialmente contro l’orario cadenzato, e che con i suoi comportamenti ha finito per decretarne il deludente avvio e la denuncia del contratto di servizio con Trenitalia».
La guerra è dichiarata.

 

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