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I Comuni della Riviera chiedono a quello di Mira di non ostacolare più l’opera

I comitati: «In caso di alluvione rischiamo di finire sotto metri d’acqua»

MIRA «Il Comune di Mira non deve porsi come ostacolo all’idrovia Padova – Venezia. Serve un’opera che eviti che tutta l’area sud della Riviera finisca sotto metri d’acqua». A chiederlo con forza al comune più popoloso del comprensorio sono i sindaci di Vigonovo, Camponogara , Campagna Lupia , Fossò e Campolongo. Sulla stessa linea anche i comitati “Brenta Sicuro” e “Opzione Zero”, e il comitato per la sicurezza Idraulica Padova Venezia.

«L’atteggiamento del Comune di Mira – spiega il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto – è davvero incomprensibile. Dire no (compresa l’idrovia) perché va di moda, non serve a risolvere i problemi del territorio. Sul completamento del canale idroviario navigabile, si sono avanzati da parte del Comune di Mira dei dubbi a causa della gran quantità di materiali inquinanti che scaricherebbe dalle altre zone del Veneto nell’area lagunare. L’opera invece a mio avviso va fatta avendo come priorità quella di mettere in sicurezza un vasto territorio che va da Padova alla laguna. Certo servono accurati studi di impatto ambientale».

Per il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri: «L’opera è importante per evitare che tutta la rete idraulica, anche quella costituita da canalette e fossati finisca in sofferenza come è già successo con i recenti allagamenti del 2007 e 2008».

Il comitato Brenta Sicuro ha avviato una raccolta firme per avere subito il completamento: «Rimane- dice Rino Zamboni referente del comitato – il problema di tenuta del sistema complessivo, evidenziato dagli studi del professor D’Alpaos: basti ricordare l’alluvione del Roncajette nel 2010 dovuta a una piena del Bacchiglione puntualmente prevista nel 2007. Lo stesso presidente Luca Zaia ha affermato che il Brenta è una bomba ad orologeria che va disinnescata. Sappiamo che l’unica soluzione è rappresentata dall’idrovia che permetterebbe una vera “via di fuga” delle acque in eccesso che non trovano, in caso di piena, lo sfogo con il Bacchiglione e il Brenta».

I comitati, compreso Opzione Zero, chiedono che i sindaci spingano per l’approvazione del progetto, fermo in Regione da tre anni. L’approvazione è fondamentale per accedere ai fondi strutturali europei che saranno finanziati nel corso del 2014.

«A breve mi incontrerò – dice il sindaco di Vigonovo, Damiano Zecchinato con l’assessore regionale Conte e chiederò che si proceda con celerità o verso la realizzazione di uno scolmatore o ancora meglio del completamento della via d’acqua navigabile».

Anche i sindaci di Camponogara, Giampietro Menin, e di Fossò, Federica Boscaro, puntano alla realizzazione dell’opera: «In un comprensorio si deve agire tutti insieme – dice Giampietro Menin – e non con singoli comuni che guardano solo ai loro tornaconti territoriali».

Alessandro Abbadir

 

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