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Gazzettino – Pedaggi, Cav difende la stangata

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 1 Comment

5

gen

2014

«Sull’A4 si paga meno di altrove»

STANGATA – La società Cav difende i pedaggi. Qui, il casello di Preganziol

LA CAV DIFENDE LA STANGATA, MA I CONTI NON TORNANO

AUTODIFESA – Il presidente della Cav, Tiziano Bembo, durante la conferenza stampa per rintuzzare le critiche sugli aumenti.

Il presidente Bembo: «Gli aumenti sono stati del 3,18 per cento in cinque anni. Correttivi per i pendolari? Stiamo facendo i conti…»

2,80  DA PADOVA EST A MESTRE

1,5 MILIARDI DI EURO

3,18%  L’INCREMENTO MEDIO DI TARIFFE E PEDAGGI

PRESIDENTE – Tiziano Bembo della Spa Cav sostiene che i costi per chilometro sulla Padova-Mestre anche dopo gli aumenti sono in linea con la media nazionale

TREVISO-VENEZIA – Si sborsano al casello 0,16 euro ogni “km utile

PADOVA-MESTRE   Sulla tratta il costo medio è di 0,13 euro per chilometro

Cari automobilisti, mettetevi il cuore in pace. E mettete mano al portafogli. I rincari in autostrada non ve li toglie nessuno. Perchè nel cuore del Nordest produttivo sono economicamente necessari, per pagare il Passante di Mestre. Sono in regola con la legge. Anzi, sono perfino in ritardo. E se anche il governatore Luca Zaia ha promesso una soluzione per aiutare «migliaia di lavoratori pendolari», questa si scontrerà inevitabilmente con i conti della società che gestisce il Passante e la Padova-Venezia. Ovvero con il computo di flussi e utenti che potrebbero beneficiare di eventuali sconti o abbonamenti. Altrimenti finisce come con il ministro Maurizio Lupi, che l’altro giorno ha ipotizzato gli abbonamenti con riduzione del 20 per cento, salvo poi sentirsi rinfacciare dagli autotrasportatori che è uno sconto impossibile, da 20 miliardi all’anno.
Nella sede mestrina del Cav è andata in scena, ieri mattina, la conferenza stampa di Tiziano Bembo, il presidente della società nata nel 2008 (metà della Regione Veneto, metà dell’Anas) che gestisce Pd-Ve e Passante. Nel fuoco delle critiche ci sono proprio i salassi su questa tratta, in particolare tra Padova e Mestre, dove il pedaggio è stato unificato a 2.80 euro (sia che si esca a Mirano-Dolo che a Mira-Oriago). Ed è per questo che Bembo si è affrettato a convocare i giornalisti, così da allontanare ombre e sospetti, che lambiscono Palazzo Balbi.
La società Cav spergiura che i rincari sono più contenuti che altrove e in linea con il costo/km nazionale. Sono stati benedetti dal Cipe e sono frutto del progetto del Passante, su cui non influisce il mancato arretramento della barriera di Mestre a Roncoduro. I 2 euro e 80 centesimi che pagano tutti quelli che da Padova vanno a Mirano, Mira o Mestre? «Tale pedaggio è composto da una parte derivante dalla percorrenza del sistema autostradale chiuso (Padova Est – Mirano-Dolo) e da una parte dall’interconnesso sistema autostradale aperto». Ovvero dal sistema Passante-Bretella Marco Polo, a cui vanno «altresì applicate percorrenze chilometriche aggiuntive stabilite dall’Anas in funzione del finanziamento del Passante».
Colpa di chi lo ideò e realizzò, dice Bembo. Inoltre gli aumenti sono approvati dai ministeri dei Trasporti e dell’Economia, con una rimodulazione delle tariffe che «è frutto di un lavoro pluriennale fatto in sintonia con Anas, Regione Veneto e Ministero».
Tutti nella stessa barca. Ma Cav «non ne ricava il minimo profitto – aggiunge Bembo – anzi ne ha una perdita di ricavi da pedaggio». Perchè? «Tutti gli utenti provenienti da ovest pagano un minor pedaggio in uscita alle stazioni di Mira-Oriago e Venezia-Mestre corrispondente al tratto ora totalmente liberalizzato pari a 0.50 euro». Ci sono poi gli sconti (40 per cento) per i pendolari di Mirano, Dolo, Mira, Spinea e Pianiga.
Conclusione Cav: «Il nostro sistema è in vigore dall’8 febbraio 2009 e per tre anni consecutivi – dal 2010 al 2012, per Cav – unica concessionaria in Italia – le tariffe sono diminuite. Gli incrementi autorizzati negli ultimi due anni aggiunti ai decrementi dei primi tre anni corrispondono a un valore medio d’incremento pari al 3.18 per cento». Il che sarebbe nella media degli aumenti in Italia, a parte il non trascurabile aspetto che l’ultimo balzo assume ben altro significato percentuale.
«Sono stato invitato dal presidente Zaia a studiare un sistema di mitigazione degli aumenti. Stiamo controllando i numeri e valutando l’estensione a tutti i pendolari che entrano a Padova Est e vanno a Mestre. Ma solo quando conosceremo le cifre sapremo se c’è sostenibilità economica». E l’ipotesi di una vignette per i veneti sostenuta dal governatore veneto? «Da un punto di vista tecnico tutto si può fare… Comunque le decisioni sono governative altrimenti rispondiamo di eventuali danni erariali». Sullo sfondo c’è il nodo dell’allungamento della convenzione dal 2032 al 2049. «Lo chiederemo presto e un eventuale allungamento permetterebbe di fare altri ragionamenti sulle tariffe, consentendo di spalmare il rientro dei costi in più anni». I pendolari possono attendere.

 

LE REAZIONI  «Zaia non può tirarsi fuori e fare lo scaricabarile»

VENEZIA – (G. P.) «Ma che gioco fa Zaia? Si chiama fuori dalle decisioni del Cav sulle autostrade. Ma chi li mette in quel posto gli amministratori se non la regione? E il presidente Bembo è perfino un leghista. Giocano solo allo scaricabarile». È tagliente Claudio Sinigaglia, consigliere regionale del Pd. E rincara la dose il suo collega di partito Bruno Pigozzo, vicepresidente della Commissione Trasporti in Consiglio regionale. «I nodi sono arrivati al pettine e i cittadini stanno pagando errori e negligenze programmatorie dai quali Zaia e la sua giunta non possono sfuggire».
Scende in campo anche il senatore Antonio De Poli dell’Udc. «Far gravare i pedaggi autostradali sulle tasche di tutti i veneti, anche di chi non si mette in auto, è una proposta inaccettabile». Risponde in questo modo alla proposta di Zaia di un «bollino annuale» che ricalchi il modello di Paesi come Austria e Slovenia. «Condivido il concetto di ammortizzare l’impatto e trovare una soluzione che spalmi i costi alleggerendo così il carico dei pendolari. Ma Zaia non giochi allo scaricabarile e si attivi presso Cav e Ministero perché si possa trovare una soluzione a questa stangata. In questa partita Zaia è parte in causa».
Comitati sul piede di guerra. A partire da quello per il No Valdastico Nord. «Meno male non c’è stato il via libera definitivo al prolungamento dell’A31, altrimenti, come per il passante di Mestre o per la tratta Venezia-Trieste, avremmo subito anche noi ben altri aumenti delle tariffe autostradali» ha commentato il portavoce Giuseppe Sentelli.

 

I CONSUMATORI  «Sulla tratta da Venezia a Trieste un incremento del 12.9 per cento»

Tra costi diretti e indiretti gli aumenti dei pedaggi autostradali scattati dal primo gennaio comporteranno un aggravio di 87 euro annui a famiglia. Lo affermano Adusbef e Federconsumatori nel sottolineare che l’incremento delle tariffe è pari in media al 4%, ma in alcuni casi ha raggiunto punte dell’8,28% (Strada dei Parchi), del 12,9% (autostrada Venezia-Trieste) e del 15% (autostrada Torino-Aosta). Gli aumenti, sottolineano le due associazioni dei consumatori, «risultano di gran lunga superiori al tasso di inflazione e avranno pesanti ripercussioni su tutti prezzi, andando a sommarsi alla ormai insostenibile pressione fiscale».
Intanto la Cna-Fita chiede un tavolo al ministro Maurizio Lupi. «È un passo avanti verso la richiesta di concretezza che l’autotrasporto e tutto il Paese hanno più volte invocato che il ministro sia disposto finalmente a rivedere, migliorandola, la questione pedaggi, riconoscendo così l’insostenibilità di simili aumenti».

 

LA POLEMICA – Il Cav sostiene invece che siamo nella media nazionale (0,06 euro)Quanto ci costa il Passante

A causa dei “chilometri virtuali” si spende il doppio rispetto alle altre autostrade

Quanto grava il “sistema Passante” sulle tariffe che pagano gli automobilisti? Se lo stanno chiedendo un po’ tutti, anche perchè l’opera autostradale fu realizzata con un sistema che teneva conto dei futuri pedaggi, moneta sonante che avrebbe consentito di pagare l’indebitamento accumulato. Il Passante incide in modo determinante, in alcuni tratti comporta un costo al chilometro che è più che doppio rispetto al costo medio delle autostrade italiane: fino a 0,16 euro al chilometro.
Eppure ieri Tiziano Bembo, presidente Cav, ha assicurato il contrario, sostenendo che nel tratto maggiormente incriminato, da Padova Est a Mestre, siamo «in linea con i valori chilometrici nazionali». Ovvero con 0,07 euro al chilometro. Ecco il suo ragionamento: «Il totale complessivo dei chilometri pedaggiati è pari a quasi 45 chilometri con una conseguente tariffa media unitaria chilometrica, ottenuta dividendo il pedaggio di 2,80 euro per i 44 chilometri e 650 metri (somma dei chilometri fisici e virtuali), pari a 0,06 euro al chilometro». Il problema sono quei chilometri “virtuali” (Tangenziale di Mestre, Bretella per l’Aeroporto e Passante stesso) che gravano sull’utenza anche se un automobilista entra a Padova Est ed esce dopo pochi chilometri a Mirano.
Dice Bembo che prima del Passante (2009) la Padova-Mestre costava agli utenti 2,20 euro e oggi 2,80, ovvero solo 60 centesimi in più. E non ha nascosto che il Passante pesa. Ma ha rimarcato: «Da Rovigo a Padova pagano 3,40, 2,60 euro da Treviso Sud a Mestre. Sono pendolari diversi questi?». E ha contestato calcoli giornalistici secondo cui da Padova a Mestre il costo per chilometro è di 0,22 euro, ovvero il triplo del costo medio nazionale. «Siamo ben lontani da quelle cifre» ha concluso.
In realtà l’ombra del Passante sulle tariffe è un macigno che moltiplica gli esborsi. Nel tabellone di questa pagina si può leggere quanto costa spostarsi nel Nordest. Per tutte le tratte, eccetto quello che gravitano nell’area Padova-Venezia-Treviso, siamo nella media nazionale del costo per chilometro. Il calcolo non va fatto solo sui chilometri effettivamente percorsi, ma – come avverte Autostrade per l’Italia nel suo sito – sono conteggiati «oltre ai km tra casello e casello, i km degli svincoli, delle bretelle di adduzione e dei tratti autostradali liberi prima e dopo il casello che sono stati costruiti e sono gestiti dalla Concessionaria autostradale». A questo va aggiunta l’Iva al 22 per cento e si applica «l’arrotondamento, per eccesso o per difetto, ai 10 centesimi di euro». Il risultato sono i «chilometri utili al fine del pedaggio».
Con questo calcolo da Padova Sud a Bologna (98 Km utili) i 6,80 euro equivalgono a uno 0,06 al chilometro. Idem nel tratto da Padova Ovest a Verona Est (75 km utili) o a Piovene Rocchette (62 km utili); oppure da Venezia Est fino a Udine Sud (110 km utili) o a Tarvisio (210 km utili), dove il costo/km è pari a 0,08 euro). E se da Verona Nord andiamo a Vipiteno (209 km utili) il costo è di 0,07euro.
Cosa accade invece nel “triangolo del salasso”? Da Treviso Sud a Venezia (A27) si pagano 2,60 euro per 16 chilometri utili (quelli effettivi sono meno della metà), il che equivale a un costo di 0,16 euro/km. Il che è più del doppio degli 0,07 euro/km della media nazionale. Da Padova Est a Venezia (A27) per 40 km utili si pagano 6,30 euro, pari a 0,13 euro/km. Da Padova Est a Mestre, Mirano e Mira (21 km utili per tutte e tre le tratte) siamo a 0.13 euro/km, anche se i chilometri utili sono rispettivamente 20, 12 e 18.
Se Cav indica «45 chilometri pedaggiati» su tutto il sistema Passante, evidentemente lo può fare. Ma così gli automobilisti pagano il Passante non a tariffe di mercato, ma a tariffe gonfiate. Che conteggiano non solo i chilometri “virtuali”, ma anche le percorrenze chilometriche aggiuntive stabilite a suo tempo dall’Anas, quando il Passante fu progettato e realizzato. Nonchè quello che ieri il presidente Tiziano Bembo ha definito «il cosiddetto “isopedaggio” tra vecchio tracciato e nuovo, al fine di evitare che l’utenza continuasse ad usufruire della tangenziale anzichè del Passante».
Il risultato pratico sta nel differenziale per chi percorre la Padova-Mestre (0,13 euro al chilometro) o la Treviso Sud-Venezia A27 (0,16 euro al chilometro) rispetto a chi si deve muovere nelle altre aree del Nord est o dell’Italia.

G. P.

 

AUTOSTRADA Cav replica alle critiche: «In 5 anni pedaggio salito solo di 60 centesimi»

Mirano “stangata”, Spinea si salva

Mirano-Padova Est: 2.80 euro. Spinea-Padova Est: 1.60 euro. Tiziano Bembo, presidente di Cav, ieri è intervenuto per chiarire la situazione tariffaria autostradale difendendo le scelte della società. «Gli adeguamenti tariffari sono stati a lungo studiati, erano inevitabili e sono equilibrati. La differenza tra Mirano e Spinea? Per i pendolari il problema non si pone, abbiamo studiato le tariffe agevolate apposta». L’aumento del 250% sulla tratta Mirano-Padova ha provocato feroci proteste ma Bembo non ci sta: «A gennaio 2009 la Venezia-Padova costava 2.20 euro, a gennaio 2014 costa 2.80 euro. In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi»

«Inaccettabile l’ennesimo aumento dei pedaggi»

L’ACCUSA  «L’aumento del 250% sulla Mirano-Padova è inaccettabile»

LA DIFESA  «In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi»

Ecco le nuove tariffe in vigore dal 1. gennaio. La tratta Mestre-Dolo rimane gratuita

Le nuove tariffe sono entrate in vigore dal 1.gennaio. Mirano-Padova Est è passata da 80 cent a 2.80 euro, Mirano-Padova Zona Industriale da 90 cent a 2.90 euro, Mirano-Padova Ovest da 1.60 euro a 3.60 euro. La tratta che va da Mestre a Dolo-Mirano resta gratuita. Si abbassa il pedaggio della Mestre-Padova Est, che passa così da 3.30 euro a 2.80 euro. Per chi imbocca il Passante a Crea, la tratta Spinea-Padova Est è salita da 1.50 a 1.60 euro.

(g.pip.)

 

Caro casello, un abisso tra Spinea e Mirano

Ma Cav difende le sue scelte: «Adeguamenti equilibrati e per i pendolari il problema non c’è»

Le foto con i due scontrini girano da tre giorni su Facebook, in poche ore quelle due ricevute sono diventate il simbolo di una politica tariffaria che molti utenti definiscono «assurda e iniqua». Mirano-Padova Est: 2.80 euro. Spinea-Padova Est: 1.60 euro. La domanda circola da mercoledì: «Chi me lo fa fare di imboccare l’A4 a Mirano, quando posso prendere il Passante a Spinea e pagare meno?».

Silvano Checchin, sindaco di Spinea, ha subito fiutato il problema: «Non vorrei che gli ingorghi di Vetrego ora si spostassero a Crea, la situazione va monitorata: i caselli devono essere scelti in ottica trasportistica, non tariffaria».

Tiziano Bembo, presidente di Cav, ieri è intervenuto proprio per chiarire la situazione e difendere ogni scelta fatta: «Il tornello di Vetrego era un problema ed è stato giusto eliminarlo, ma non penso che ora il traffico sia stato semplicemente spostato. Gli adeguamenti tariffari sono stati a lungo studiati, erano inevitabili e sono equilibrati. La differenza tra Mirano e Spinea? Per i pendolari il problema non si pone, abbiamo studiato le tariffe agevolate apposta».

In effetti i pendolari della zona hanno diritto ad uno sconto del 40% sulla Mirano-Padova Est: pagheranno così 1.70 euro, e l’utilizzo del Passante porterebbe ad un risparmio di soli 10 cent a viaggio. Per i non pendolari, invece, prendere il Passante sarà molto più conveniente. L’aumento del 250% sulla tratta Mirano-Padova ha provocato feroci proteste, Bembo risponde in modo netto: «A gennaio 2009 la Venezia-Padova costava 2.20 euro, a gennaio 2014 costa 2.80 euro. In cinque anni il pedaggio è salito solo di 60 centesimi, e nel frattempo è stato costruito il Passante».

Già, il Passante: Bembo spiega che i piani finanziari di Cav sono inevitabilmente legati ai costi per la realizzazione di questa infrastruttura: «Cav, società partecipata di Anas e Regione, ha l’obiettivo di ripianare la spesa di 1,2 miliardi per il Passante e per tutte le opere complementari fin qui realizzate. I primi adeguamenti tariffari ci sono stati solo l’anno scorso. Abbiamo la concessione autostradale fino al 2023, contiamo di allungarla fino al 2050 per diluire le spese e quindi poter andare incontro all’utenza». Eppure, ai pendolari di Miranese e Riviera, questo aumento non va proprio giù: «È vero, pagano 2.80 euro ma molti godono pure del tratto gratuito fino a Mestre – replica il presidente – Ricordo che sui 44 chilometri da noi gestiti il costo è di sei centesimi a chilometro, sotto la media nazionale».

 

AGLI SPORTELLI CAV – Corsa per l’abbonamento annuale. Ben 85 richieste in due giorni

Corsa agli sportelli Cav per sottoscrivere l’abbonamento annuale destinato ai pendolari: in due giorni sono già pervenute 85 richieste. Per ora gli sconti sono rivolti ai residenti di Mirano, Spinea, Mira, Dolo e Pianiga, Bembo però non esclude che in futuro le agevolazioni possano essere allargate agli utenti che vivono in altri Comuni del Miranese e della Riviera, ma pure nell’area mestrina. Lo stesso discorso vale per alcuni Comuni del Padovano e del Trevigiano, come ad esempio Preganziol.

«Stiamo valutando questa possibilità, che poi ovviamente dovrebbe essere approvata dal Ministero – conferma il presidente di Cav -. Ne ho già parlato con il governatore Zaia, presto incontrerò alcuni sindaci. Bisogna avere pazienza e valutare bene i flussi di traffico».

Per i prossimi mesi, dunque, gli sconti saranno limitati alla Mirano-Padova Est: i pendolari andranno a pagare 1.70 euro, comunque più del doppio rispetto agli 80 cent pagati fino al 31 dicembre. Gli utenti interessati devono sottoscrivere un contratto «Telepass Family», poi dovranno fare almeno 20 transiti (anche 10 entrate e 10 uscite) in autostrada dal giorno 1 al giorno 31 di un mese. L’abbonamento è riservato ai veicoli di classe A. Per ottenere l’abbonamento l’utente dovrà compilare un modulo ritirabile ai Centri Servizi Cav o scaricabile sul sito di Cav, consegnando il tutto personalmente ai Centri Servizi Cav.

«Il nostro piano era pronto già da marzo, volevamo partire dal 1.giugno ma il Ministero ci ha indicato di attendere gennaio, il mese in cui tradizionalmente scattano gli adeguamenti tariffari. Il via libera è arrivato alle 18.20 del 31 dicembre» spiega Bembo. Prevedendo un assalto agli sportelli, Cav ha deciso di tenere aperta la propria sede alla barriera di Venezia-Mestre sia oggi che il prossimo weekend.

(g.pip.)

 

DOMENICALINO DI LINO TOFFOLO

«Per non lasciar fuori Venezia dai balzelli vuoi vedere che faranno il pedaggio sui ponti?»

“Stiamo lavorando per voi!“. “Per chi?”. “Non possiamo fare i nomi!”. Ci hanno talmente abituati alle cattive notizie che, senza, temevano andassimo in crisi di astinenza. E allora, a mezzanotte, inizio anno nuovo, hanno aumentato con entusiasmo i pedaggi autostradali! “Grazie! Che bravi ragazzi!”. Soprattutto dove passano più macchine: pendolari ecc. Ma non serve il commercialista come per le tasse, perché – casellanti sempre meno – fai tutto da solo: bastano braccia lunghe e snodabili: i braccia corte devono scendere “Che ridere!”. E adesso ci sarà il sociale balletto delle agevolazioni? Carri funebri? “Gratis”. Auto blu? “Neanche parlarne”. Taxi, camion ecc. Un bel carnevale! E al Sud? “Si paga meno, perché non riescono a terminarle! Ogni chilometro uno stop “Pedaggio privato locale!”. In più (esperienza) quando le cinture di sicurezza sono state obbligatorie se le sono stampate sulle magliette “fantasia!”. E perché Venezia – senza macchine – non rimanga fori dal gioco, forse ci sarà un pedaggio per la “bella” Strada nuova e Mercerie, e su tutti i ponti. “Gratis solo a nuoto!”. Gli studiosi dicono che lo fanno, o per far camminare gli anziani in autostrada o per far andare gli italiani all’estero! Di sicuro c’è la ripresa… la ripresa in giro!

 

  1. 1 Comment

    • Ornella says:

      Io faccio tutti i giorni Quarto d’Altino/Padova Est e ritorno dal 2000, cioè da 14 anni. Dal lunedi al venerdi, a volte anche il sabato. Quindi 2 passaggi x 5 volte la settimana x 4 settimane = 40 passaggi mensili garantiti, il doppio di quello che la CAV chiede ai residenti della Riviera. Chi va in treno o in pullman puo’ usufruire dell’abbonamento, indipendentemente dal comune di residenza. Anche l’autostrada e’ un servizio pubblico: perche’ non ci sono sconti per tutti i pendolari ? perche’ questa differenza fra i residenti in Riviera e non ?

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