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Nuova Venezia – Caos evitato, ritardi e disagi restano.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

gen

2014

 

il nuovo orario cadenzato

Caos treni evitato ma restano ritardi e disagi per i pendolari

Non c’è stato il caos, ma ancora ritardi e disagi per i pendolari dei treni. Ieri è stato il primo test per il nuovo orario cadenzato dopo le festività natalizie. Attese tra i 5 e 25 minuti ai binari, qualche convoglio sovraffollato. E gli studenti di Trenitardo raccolgono molte segnalazioni sul web.

 

ORARIO CADENZATO » I TRENI REGIONALI

Ieri nuovo banco di prova nella prima giornata di presenza di lavoratori e studenti pendolari dopo le vacanze natalizie

Il caos non c’è stato: ma i ritardi e i disagi sì nel test di ieri, con lavoratori e studenti pendolari in viaggio dopo le vacanze invernali. Ritardi e treni soppressi. La giornata di ieri ha registrato nuovi ritardi ai convogli. Per quasi tre ore – dalle 7.20 alle 10 – abbiamo monitorato i treni in arrivo e in partenza dalla stazione di Mestre. Ma i ritardi accumulati da alcuni convogli in mattinata sarebbero passati quasi inosservati se non fosse stato per l’attesa di tutti – dalla Regione ai pendolari passando per i sindaci – di sapere come sarebbe andata, temendo un’altra giornata da ko tecnico. E invece: dieci minuti per il regionale 11012 delle 7.29 per Trieste (via Udine), al binario 1 cinque minuti per il regionale 2206 delle 8.10 per Venezia, quindici minuti per il regionale 5714 delle 9.08 diretto a Bassano, partito dal binario 12. Le segnalazioni arrivate dai comitati riguardano invece, sulla linea da Trieste, un ritardo di 10 minuti del treno 11110 da Portogruaro a Venezia e, a Quarto d’Altino, un ritardo di 25 minuti del treno delle 10.55 per Venezia. Da segnalare anche il sovraffollamento, con molti studenti costretti a restare in piedi già da Mestre, del regionale delle 7.54 per Bologna partito dal binario 6. Nel pomeriggio i maggiori disagi sono stati a Padova, con la soppressione del treno per Treviso delle 13.46 per «un guasto al materiale rotabile». Disagi sì, ma non il caos come accadde lo scorso 16 dicembre, quando scoppiò il caos anche a causa di un guasto – per il gelo, informò Trenitalia – alla linea elettrica, nel tratto compreso tra Dolo e Vigonza (linea Venezia-Padova). Il bilancio, a fine giornata, fu di 14 treni regionali con ritardi tra i 20 e i 60 minuti, 6 convogli cancellati, e migliaia di pendolari infuriati e sul piede di guerra. Comitati.

«È vero, ci sono stati ritardi limitati rispetto al passato» commenta Angela Stortini, del Comitato pendolari del Veneto orientale «ma il problema non sono tanto i ritardi, ma la riorganizzazione delle corse introdotta con l’orario cadenzato, che non tiene conto dei flussi delle persone negli orari di punta, e dei turni di pendolari. È su questo fronte, il più importante, che aspettiamo miglioramenti».

Ad annunciare i primi ritocchi era stato, la vigilia di Natale, l’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso, il padre politico della riorganizzazione ferroviaria. Ma mentre, come promesso, il bus di mezzanotte e venti da venti posti da Venezia a Portogruaro è già stato sostituito da un pullman da 55 posti gran turismo, non è ancora stato ripristinato il treno da Portogruaro a Venezia delle 4.13 (con l’orario cadenzato ne è stato introdotto uno alle 4.38).

«I ritardi restano però diffusi» spiega Luciano Ferro, del comitato di Quarto d’Altino «non c’è da essere soddisfatti e non possiamo certo dire che la situazione sia migliorata. I ritardi e le soppressioni sono all’ordine del giorno, vedremo come andrà nelle prossime settimane».

Incontri. Entro la fine del mese sono previsti due incontri, tra la Regione e i sindaci dei comuni della tratta Venezia-Trieste e Venezia-Bassano che serve il bacino del Miranese, l’area più popolosa del Veneziano. «Sollecitiamo Chisso a convocarci» dice il sindaco di Spinea, Silvano Checchin «e che lo faccia con lo spirito di potenziare i treni nelle fasce più usate dai pendolari che avrebbero voluto essere sentiti per la programmazione».

Francesco Furlan

link articolo

 

Trenitardo, valanga di segnalazioni sul web

La piattaforma creata dagli universitari da ieri è aperta a rimostranze e sfoghi di tutti i viaggiatori

Hanno ricevuto talmente tante richieste da parte di lavoratori e pendolari che i ragazzi di Trenitardo – il sito fondato da un gruppo di studenti degli atenei di Venezia, Padova, Treviso e associazioni studentesche venete che gioca con la somma dei ritardi di tutti i convogli in transito per arrivare a comporre una “banca del tempo perduto” – hanno deciso si aprire la loro piattaforma alle segnalazioni di tutti i viaggiatori.

«Quasi un mese è passato dall’introduzione del nuovo orario cadenzato e i forti disagi della prima settimana non si sono di certo esauriti», spiegano Davide, Francesco e Mauro. «Le promesse a seguito della decisione di sopprimere alcuni treni spezzandone la linea, come i celeberrimi Milano-Venezia, ma anche i Padova-Mantova, continuano a lasciare a piedi moltissime persone per il mancato rispetto delle coincidenze. Le tanto proclamate ?200 corse in più della Regione sono state un facile specchietto per le allodole, perché sono dovute semplicemente all’aumento delle tratte. Spesso il risultato finale è stato la riduzione delle carrozze del treni con il conseguente sovraffollamento di quelle restanti. Se si vogliono ?aumentare le corse? mantenendo sostanzialmente lo stesso parco macchine, non ci vuole un genio a capire cosa succederà».

Gli studenti passano alla loro materia preferita, l’accumulo di ritardo: «I dati raccolti (rilevati sistematicamente ogni giorno su tutti i treni veneti e friulani attraverso viaggitreno.it, il portale di Trenitalia) non sono affatto positivi: il confronto tra le registrazioni del mese precedente al cadenzato e quelle della prima settimana in cui è stato attivato, mostrano quattro punti percentuali in meno sulla ?puntualità (da 78% a 74%); più di un treno su quattro presenta un ritardo maggiore di cinque minuti. Il miglioramento registrato nelle ultime due settimane (+10% di treni in orario) rappresenta per noi un?’ulteriore nota di demerito, in quanto treni più puntuali a basso regime di presenze dovuto alle vacanze natalizie, dimostrano l’inadeguatezza del sistema in regime di utenza ordinaria causato forse da una cattiva programmazione che non tiene conto della presenza di chi usufruisce del servizio. Nonostante ciò, anche se meno affollato un treno su sei continua a superare i cinque minuti di ritardo. Non ci sono più scuse: mentre prima il progetto si limitava alle città universitarie di Padova, Venezia, Udine e Treviso, ora chiunque viaggi in Veneto e Friuli Venezia Giulia per studio, lavoro o qualsiasi altro motivo potrà unire la propria voce a quella di altre migliaia di persone che subiscono un simile trattamento, amplificandola». Concludono: «Crediamo che solo con la collaborazione di tutti ci potranno essere dei cambiamenti reali, per questo stiamo intessendo una rete di contatti nelle altre regioni per estendere il progetto in tutto il territorio nazionale, cercando di rispondere alle peculiarità di ognuna». Gli studenti hanno ricevuto, nelle scorse settimane, una diffida da parte di Trenitalia per l’utilizzo del logo del loro sito. «Abbiamo risposto a Trenitalia inviando una lettera nella quale chiediamo spiegazioni circostanziate in merito alle loro affermazioni», chiariscono Davide e Francesco, «lettera scritta da un avvocato. Per ora abbiamo oscurato il logo in attesa della risposta, che ancora non è arrivata. Chi ci segue ha capito il problema, noi crediamo che non ci siano gli estremi per impedirci di usarlo. In ogni caso una volta che ci avranno dato i dettagli, vedremo il da farsi e se continuare ad utilizzare il logo o meno».

Marta Artico

 

Maroni: maxi società ferroviaria lombarda per aggiudicarci i treni regionali del Veneto

Il trasporto regionale veneto fa gola alla Lombardia. «Se parte il progetto di fusione tra Trenord e Atm avremo un soggetto in grado di allargare la sfera d’azione anche al di fuori della nostra regione così da sfruttare la grande occasione offerta dalla Regione Veneto che ha disdetto il contratto con Trenitalia, in scadenza il 31 dicembre, e farà una gara per aggiudicare l’appalto dei treni regionali dal 1 gennaio 2015». Parole del governatore lombardo Roberto Maroni, che ha replicato così ad una domanda riguardante la possibile fusione tra le due società che attualmente gestiscono il servizio ferroviario: «Ritengo si tratti del l’unica strada utile per recuperare efficienza e spendere meglio i soldi pubblici», ha aggiunto «l’aggregazione fra Atm e Trenord sarebbe funzionale anche alla realizzazione di un sistema di trasporto pubblico macroregionale, perché le intersezioni tra i sistemi regionali ci sono, come si è visto per esempio nel problema che era sorto sui treni tra Bergamo e Verona, problema che poi abbiamo risolto». «E quella offerta dal Veneto», ha concluso Maroni fornendo un assist al collega leghista Luca Zaia «è un’occasione interessante, una prospettiva coerente con l’idea di creare un sistema macroregionale nel trasporto sia su ferro che su gomma».

 

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