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Un ventaglio di ipotesi per residenti e pendolari. Dossier inviato alla Regione, da verificare la sostenibilità economica

VENEZIA—Ci vorranno dalle tre alle quattro settimane per sapere se Cav sarà in grado di applicare una qualche forma di sconto o abbonamento agli automobilisti che si muovono abitualmente lungo la Venezia-Padova. Un primo schema di lavoro è già stato inviato in Regione ma si tratta più che altro di una road map che, oltre alle intenzioni, ha poco o nulla di concreto (non solo sull’entità dell’eventuale riduzione del pedaggio ma pure sulla sua reale fattibilità).

Gli uffici di Cav sono al lavoro su un ventaglio di ipotesi di riduzione del pedaggio piuttosto ampio che va dal 10 al 50% (attualmente i residenti di Dolo, Mira,Mirano, Pianiga e Spinea godono di uno sconto in direzione Padova del 40%, da 2,8 a 1,68 euro), con perno ora il concetto di «residente» ora quello di «pendolare» ora entrambi ed un confronto con la scontistica e le tariffe applicate in altre parti d’Italia e d’Europa. Fondamentale, per le simulazioni allo studio dei tecnici, è il recupero dei flussi di traffico antecedenti all’apertura del Passante, che aiuterebbero a capire, uniti a quelli successivi, l’evoluzione della domanda e dunque gli effettivi margini di manovra nel rapporto tra gli incassi da pedaggio e i tempi della concessione, che com’è noto scade nel 2029 anche se la società nel 2015 vorrebbe negoziare col ministero dei Trasporti un allungamento fino al 2049 (in cambio della quarta corsia).

Non solo in Veneto la stangata d’inizio anno ha scatenato l’ira degli automobilisti e degli autotrasportatori, come dimostra il fatto che anche il sindaco di Gorizia Ettore Romoli ha chiesto un incontro ad Autovie per verificare se sia possibile ridurre l’impatto dei rincari sulla A4, ma forse qui più che altrove la protesta ha assunto i contorni di una vera e propria sollevazione, in grado di mettere in imbarazzo la Regione, azionista al 50% di Cav. Lo dimostra la lunga serie di comunicati piovuti anche ieri sull’argomento, mentre si attende di capire se Palazzo Balbi sia o meno disponibile a girare nelle casse della concessionaria un budget per la copertura degli sconti, partendo dal presupposto che per molti veneti l’autostrada è un «servizio pubblico» necessario per raggiungere il lavoro alla stregua di bus e treni. Oggi, durante il question time alla Camera, il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi risponderà ad un’interrogazione del Pd, primo firmatario il vice capogruppo Andrea Martella: «Il governo deve contrastare i rincari e ridurre le conseguenze dell’aumento dei pedaggi sulle imprese di trasporto, sui pendolari, sul sistema produttivo e sui consumatori – dice Martella -. E’ necessario definire un sistema di adeguamento delle tariffe autostradali vincolato agli investimenti effettivamente realizzati dai concessionari; essenziale rendere trasparenti i meccanismi di adeguamento delle tariffe e i rapporti contrattuali stipulati in passato tra lo Stato e le concessionarie; urgente garantire più stringenti controlli di gestione, in particolare per evitare ingiustificati aumenti tariffari».

Il capogruppo della Lega in Regione Federico Caner, invece, si allinea alla posizione ribellista già espressa dal governatore Luca Zaia, che nei giorni scorsi era sbottato: «Con 21 miliardi di tasse pagati a Roma ogni anno, i veneti sulle autostrade dovrebbero andarci gratis». Rincara Caner: «Mentre al Nord paghiamo per usare le strade che abbiamo costruito a servizio dei nostri cittadini, al Sud è tutto gratis. Non serve nemmeno un grande sforzo da parte del ministro Lupi: basterebbe che lo Stato decidesse di applicare al Nord sconti simili a quelli già in vigore lungo le tratte gratuite sul Gra di Roma, sulla Palermo-Mazara e sulla Palermo-Catania… In fondo con quel che paga il Veneto al Paese, Roma potrebbe pure decidere di saldare una parte del costo del Passante, rendendo così possibile un sistema di sconti mirati ai residenti ».

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