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DOLO «Giuseppe Ungaretti scriveva che la morte si sconta vivendo, oggi sarebbe il caso di dire che la vita si sconta morendo. Si vive nell’età della tecnica, non è più la natura a dominare la ragione ma è la ragione che pretende di dominare la natura. Uno dei tanti esempi di questa violenza riguarda l’aria che respiriamo».

Inizia così la riflessione di Vincenzo Crisafi, medico pneumologo e consigliere comunale d’opposizione a Dolo, che si sofferma sui dati emersi dalle rilevazioni sulla qualità dell’aria fatte dalle centraline del Comune di Dolo. Queste avevano mostrato, rispetto al 2012, un aumento di biossido di azoto a Dolo e di pm 10 a Sambruson.

«Non si respira più aria limpida e tersa piena di ossigeno, ma biossido di azoto, benzene, polveri sottili e pesanti. L’analisi di una ricerca durata tredici anni in nove paesi europei è allarmante: ogni dieci microgrammi di Pm 10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 22 per cento. Percentuale che sale al 51 per cento per un particolare tipo di cancro, l’adenocarcinoma».

Crisafi si sofferma sulle rilevazioni di Dolo. «Le centraline d’analisi dell’aria che continuano a segnalare sforamenti nelle concentrazioni di Pm 10 e biossido di azoto sono come il termometro che misura la temperatura», spiega il medico pneumologo, «e Dolo ha la febbre. Facciamo gli struzzi o cerchiamo di fare qualcosa anche noi per contribuire nel nostro piccolo a migliorare l’aria che respiriamo? Eppure continuiamo a cementificare, a distruggere suolo, ad aumentare il traffico veicolare, ci consorziamo con altri comuni per questo, non per rendere omogeneo un territorio in termini di vivibilità e di sostenibilità ambientale».

(g.pir.)

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