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Zaia: non solo ritardi, multe al gestore in caso di sporcizia carrozze sovraffollate e mancato comfort a chi a viaggia

VENEZIA – Sanzioni più severe e circostanziate in presenza di disservizi nei treni regionali. I criteri “punitivi” adottati finora dall’amministrazione del Veneto nei confronti di Trenitalia – calibrati sulle medie annuali dei ritardi – non hanno prodotto risultati apprezzabili. Aldilà dell’introito delle sanzioni, tradotto in uno sconto sugli abbonamenti dei pendolari, i problemi rilevati sono rimasti tali. Così, in vista della gara europea che riassegnerà il servizio di trasporto su rotaia in scadenza il 31 dicembre di quest’anno, i tecnici di Palazzo Balbi hanno iniziato a riscrivere il capitolato d’appalto introducendo nuove categorie di penalty: episodi specifici e localizzati (mancata puntualità, cancellazione di convogli); violazione delle norme di comfort (carrozze sovraffollate, sporcizia, riscaldamento e aria condizionata inefficienti); definizione più chiara delle circostanze accidentali non imputabili alla rete o al gestore. Tutto ciò richiede un monitoraggio più attento e a tal fine il governatore Luca Zaia si appella direttamente ai pendolari: «Dal 15 dicembre stiamo raccogliendo mail, lettere, telefonate di protesta, in questi giorni mi è capitato di twittare con un gruppo di ragazzi, invito chiunque sia vittima dei disservizi a segnalarceli con precisione, così potremo contestarli a Trenitalia nel comitato paritetico. La gara? Sarà internazionale e non spetterà a noi decretarne il vincitore. La Regione fissa gli obiettivi: vogliamo treni puntuali, non gremiti, puliti e confortevoli. Magari nessuno deciderà di concorrere all’appalto ma finché non si verificheranno queste condizioni sull’intera rete ferroviaria, condurremo questa battaglia giorno dopo giorno».

Le perplessità sulle adesioni alla gara riguardano al vantaggio di partenza – disponibilità delle tratte e dei materiali mobili, circuito di officine e depositi di proprietà, personale già operativo – di cui Trenitalia (costola di Rfi) gode rispetto ai virtuali concorrenti. Uno scenario che induce il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi a ipotizzare una discontinuità rispetto al passato: «A fronte dell’acclamata insoddisfazione degli utenti e di Regioni come il Veneto e la Toscana, che hanno disdetto il contratto con le Ferrovie di Stato, per evitare che le gare di appalto vadano deserte, bisogna pensare ad appalti meno estesi dei bacini regionali. Penso ad aree omogenee da due o tre milioni di passeggeri, tali da diventare appetibili anche da aziende che non arrivano alle dimensioni dei grandi competitor». È il caso della cordata costituita da Trenord (50% Trenitalia, 50% Regione Lombardia) e da Atm (l’Azienda trasporti milanesi) che Roberto Maroni candida a nuovo gestore delle linee regionali venete. Un’ipotesi accolta con forte scetticismo dall’assessore alla mobilità Renato Chisso (impegnato in questi giorni a revisionare l’attuazione dell’orario cadenzato per evitare nuove falle nel servizio) che guarda semmai ai colossi ferroviari di Austria, Germania e Svizzera; lo stesso Zaia fa sapere che «al momento non esiste alcuna proposta lombarda» e sollecita invece il Governo a separare la rete ferroviaria dalla società di servizio, così da ristabilire la par condicio tra gli aspiranti gestori.

Tale eventualità è vista come fumo negli occhi dalla Filt, la federazione trasporti della Cgil, che in una nota della segreteria regionale denuncia la «vergognosa campagna denigratoria contro il lavoro dei ferrovieri addetti alla manutenzione» e imputa esclusivamente ai tagli della Regione i disservizi delle scorse settimane.

Filippo Tosatto

 

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