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L’associazione chiede al sindaco di intervenire contro il progetto

MIRANO – Italia Nostra contro il nuovo piano casa: l’associazione ambientalista ora scrive al sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello per chiedere di alzare la voce. «La legge regionale del 29 novembre scorso», scrive il rappresentante Adriano Marchini, «autorizza interventi edificatori in deroga alla normativa vigente in materia ed esautora di fatto i comuni da ogni possibile pianificazione e governo del territorio, stravolgendo l’assetto urbano delle città, la loro storia e il loro paesaggio».

Italia Nostra di Mirano teme in particolare effetti speculativi in città, che possano mettere a rischio il delicato equilibrio urbano fatto di storia e ambiente.

«Diversi e importanti settori della società civile si sono espressi in questi giorni contro questa scellerata legge che la giunta regionale ha proposto per favorire lobby economiche che, a fini speculativi, hanno contribuito a trasformare il Veneto in una delle regioni più cementificate», continua Marchini, «riteniamo sia importante che la giunta di Mirano si opponga all’applicazione di questa legge e che possa esprimere con forza un progetto alternativo di città».

Italia Nostra denuncia la perdita in Veneto di 380 mila ettari di terreno agricolo solo negli ultimi dieci anni, sostituiti in gran parte da abitazioni invendute e capannoni vuoti.

«Con il nuovo piano casa», spiega l’associazione, «sono state ampliate enormemente le deroghe previste, esautorando i comuni da ogni possibile controllo o limitazione. In particolare si potrà intervenire negli edifici realizzati fino al 31 ottobre, in deroga ai regolamenti, gli strumenti urbanistici e territoriali, incrementando del 20% il volume o la superficie. Nel caso di edifici residenziali unifamiliari destinati a prima abitazione si potrà incrementare di 150 metri cubi».

(f.d.g.)

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