Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

L’assemblea dei soci punta al concordato preventivo e al rilancio delle attività del Parco scientifico e tecnologico

Il Vega cerca di restare a galla. E lo fa annunciando di aver approvato la richiesta di accedere al concordato preventivo. Se il Tribunale accetterà il concordato, non si andrà al fallimento. I creditori – che hanno voce in capitolo e che saranno interpellati dal Tribunale – potranno accettare il concordato oppure chiedere il fallimento. Ma Vega avverte che pagherà tutti i creditori, dal primo all’ultimo e fino all’ultimo centesimo. Quando? Entro 4 anni. 4 anni sufficienti, secondo Vega, per vendere gli immobili del Parco Scientifico Tecnologico che servono a ripianare il buco che è arrivato ad una quindicina di milioni di euro. La decisione del concordato preventivo è arrivata al termine della assemblea dei soci che si è tenuta ieri.

Una volta individuato il percorso per il pagamento dei debiti, i vertici di Vega puntano a proseguire l’attività del Parco che dovrebbe tornare a focalizzarsi sulla ricerca e sull’innovazione. E proprio questa è la parte più a rischio dal momento che le risorse a disposizione in questo momento sono ridotte sia dal “buco” sia dal fatto che i soci – a cominciare dal Comune di Venezia – non hanno un centesimo da “pompare” dentro il Vega. Quindi l’equilibrio è difficile da raggiungere anche se va dato atto a questo nuovo Consiglio di amministrazione – presidente Daniele Moretto e l’amministratore delegato Tommaso Santini – di avere intrapreso la strada giusta. I nuovi dirigenti hanno infatti deciso che bisogna scorporare le proprietà immobiliari dalle attività di ricerca. Ma è chiaro che il momento non è il migliore per vendere immobili e non è il migliore nemmeno per trovare soci privati interessati ad investire. Ecco perchè Vega si dà quattro anni di tempo per vendere gli immobili e pagare i creditori. Per fortuna dietro l’angolo c’è l’Expò 2015 che potrebbe rappresentare una nuova chance di rilancio visto che proprio il Vega ospiterà quella parte di Expò legata alla cultura dell’acqua. L’assessore allo Sviluppo economico, Alfiero Farinea ha rilasiato una dichiarazione con la quale considera «positivamente quanto approvato dal CdA perché viene garantita la continuità dell’attività di Vega Scarl».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui