Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Approvato il piano messo a punto dall’amministratore delegato Santini

I creditori verranno soddisfatti con la vendita di alcuni immobili nel giro di 4 anni

Via libera dei principali soci (Comune di Venezia, Regione, Eni) del Parco Scientifico Tecnologico Vega Scarl di Marghera, al concordato preventivo che dovrebbe allontanare lo spettro del fallimento. Ma non dei maggiori creditori, che sono anche soci di minoranza di Vega Scarl, come la Cassa di Risparmio di Venezia e la Canal Grande srl, convocati ieri mattina in assemblea. Il concordato preventivo messo a punto dall’amministratore delegato Tommaso Santini e il presidente Daniele Moretto e stato prima approvato con voto unanime dal Consiglio di amministrazione di Vega Scarl e ha avuto poi il via libera dell’85% dell’assemblea dei soci, i restanti si sono astenuti senza nascondere la loro perplessità, per non dire contrarietà, a un piano di rientro da un “buco” in bilancio di circa 15 milioni di euro dei quali 9 milioni di euro sono debiti con le banche e per più della metà vantati dalla Cassa di Risparmio di Venezia che figura tra i soci della Scarl con una quota del 3,2 %. Successivamente si è riunito prima il Cda per l’approvazione formale del piano alla presenza del notaio come prescritto dalla legge, il piano stesso, che sarà depositato al Tribunale di Venezia nei prossimi giorni il quale dovrà dare il suo parere vincolante dopo aver sentito i creditori di Vega, compresi quelli che sono anche soci e si sono astenuti. Una nota dell’amministratore delegato Santini, spiega in sintesi che «il piano del concordato approvato prevede il pagamento integrale dei creditori chirografari, oltre ai privilegiati e la continuazione dell’attività aziendale accompagnata da un significativo processo di riorganizzazione, peraltro già avviato».

Già nei mesi scorsi, Vega ha chiuso il contratto con una società privata che gestiva la fornitura di energia (tradizionale e con fonti rinnovabili come i pannelli fotovoltaici installati sopra i parcheggi), sostituita dalla municipalizzata del Comune, Veritas spa che è diventata socia del Vega con una quota del 5%. La forniture di energia elettrica pesavano più del dovuto sulla «spese condominiali» a carico di Vega che comprendono anche la gestione della viabilità interna, la manutenzione delle aree verdi e perfino la carta igienica delle toilette. Stando alla nota stampa dell’amministratore delegato «il soddisfacimento dei creditori avverrà realizzando la vendita di alcuni immobili, appositamente destinati, in un tempo previsto di quattro anni». Un’ipotesi, quest’ultima, fin troppo ottimistica secondo gli stessi creditori di Vega che in assemblea hanno lamentato «una soppravalutazione dei prezzi di vendita» determinati da perizia affidata a caro prezzo ad un istituto specializzato e le «difficoltà del mercato immobiliare» praticamente paralizzato dopo lo scoppio della crisi del 2008 che dura tutt’ora e chissà per quanto ancora. Sui rimanenti immobili Vega dice di voler «proseguire la fornitura ad aziende innovative di spazi e di servizi Ict» compresi quelli destinati al cosiddetto «incubatore di nuove aziende per la cui gestione si attiveranno cooperazioni con altri centri di ricerca, al fine di sviluppare un adeguato know-how ed economie di scala». Non è chiaro che fine faranno i 13 dipendenti concentrati sui servizi di ricerca e innovazione del Vega, per loro, non si parla di «tagli» ma è stata prefigurata in altre sedi il ricorso a contratti di solidarietà e part-time.

Gianni Favarato

 

Un’area che si sviluppa su dieci ettari 

ll Parco Tecnologico e Scientifico Vega scarl, dett o anche Vega 1, si trova a Porto Marghera , in via delle Industrie, e si estende su un’area complessiva di 10 ettari con 70 mila metri quadrati di immobili dei quali 10 mila mp sono di del consorzio Vega Scarl – capitanato da Comune di Venezia, Regione ed Eni – e i restanti 40 mila mq venduti a privati dal gruppo Guaraldo. Vega Scarl gestise 4 grandi edifici sul waterfront lagunare – con uffici e laboratori, parcheggi, fibre ottiche, banda larga e incubatore di imprese – che ospitano 120 imprese ed enti che quasi 2 mila occupati. È previsto lo sviluppo di nuovi lotti: il Vega 2, 3 e il 4 per un totale di 25 ettari, le cui aree sono già state acquistate da privati: Condotte Immobiliare, Docks Venezia e Immobiliare Complessi.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui