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La mappa delle vetture in uso alle partecipate della Regione

Ma Autovie Venete: «Non siamo obbligati a rispondere»

VENEZIA – La spending review è arrivata anche nelle società a partecipazione regionale e si è appuntata sulla dotazione delle auto di servizio. Il 20 dicembre, accogliendo l’indicazione della prima commissione del Consiglio regionale, la giunta regionale ha stabilito che «le società a partecipazione regionale, entro il 31 marzo di ogni anno, inviano alla giunta regionale, pubblicano e aggiornano nel proprio sito internet aziendale, i dati e le informazioni al 31 dicembre dell’anno precedente, relativi all’utilizzo delle auto aziendali da parte del proprio personale».

E non mancano le sanzioni: «Il mancato invio alla giunta regionale o la mancata pubblicazione via web, nei termini stabiliti, delle informazioni inerenti le auto di servizio o il mancato recepimento dei criteri di utilizzo comporta la sospensione di ogni erogazione a favore dei soggetti inadempienti».

L’intera materia è stata riordinata dalla legge regionale 1 del 7 gennaio 2011 sul “trattamento indennitario dei consiglieri regionali e disposizioni sui costi degli apparati politici ed amministrativi”. In particolare, l’articolo 15 prevede che «gli organi e le strutture di vertice di enti, agenzie, aziende e società regionali, o con quota maggioritaria della Regione, non possono utilizzare in via ordinaria auto di servizio per il trasporto dall’abitazione all’ufficio o luogo di lavoro».

La normativa ha determinato l’avvio di un censimento del parco auto. In occasione della prima ricognizione, compiuta nel 2011, era emerso che per l’Autostrada di Alemagna, Autovie venete, Concessioni Autostradali Venete, College Valmarana Morosini, Finest, Insula, Rocca di Monselice, Sis e Veneto Strade la normativa non era applicabile «in quanto trattasi di organismi partecipati in misura minoritaria della Regione». Poi queste società sono state ricomprese nell’elenco. Terme di Recoaro, Rovigo Expò, Società Veneziana Edilizia Canalgrande, Veneto Innovazione e Veneto Promozione hanno fatto sapere di non detenere auto di servizio, mentre Ferrovie Venete, nel 2011 non risultava «concretamente operativa».

Tra gli enti con il garage meglio fornito figurava, alla fine del 2012, Sistemi Territoriali: cinque auto di servizio, tre autocarri, sei auto a noleggio a lungo termine. E ancora quindici autovetture e tredici autocarri in comodato d’uso, ma di proprietà della Regione . Veneto Acque dichiarava cinque auto di servizio; Veneto Strade sette autovetture. Diversa la situazione di Veneto Sviluppo, che alla fine del 2012, precisava di non essere proprietaria di auto ma di detenere un’auto di servizio ad uso non esclusivo con canone di locazione pluriennale. Nel contempo, a titolo di beneficio accessorio, era stata assegnata al vicedirettore un’autovettura in locazione a lungo termine. Nella primavera 2013 la Regione ha provveduto ad una seconda ricognizione. In particolare, Società Autovie Veneto ha comunicato «di ritenere di non essere obbligata a fornire alcuna risposta».

Concessioni Autostradali Venete ha reso noto di possedere 21 auto di servizio e 15 autocarri.

Finest possiede sei auto, Insula un’auto di servizio, Sis è proprietaria di tre auto di servizio. Ora però la scadenza del 31 marzo è istituzionalizzata: insomma si fa sul serio.

Claudio Baccarin

 

IL DISCIPLINARE DELLA GIUNTA VENETA «Usate i veicoli con parsimonia» 

VENEZIA – L’uso delle autovetture di servizio di tutte le società a partecipazione regionale «dovrà essere tassativamente limitato ai trasferimenti e ai viaggi del personale nell’espletamento delle proprie incombenze di ufficio e ai casi, debitamente dimostrabili, in cui l’uso dei normali mezzi di trasporto sia inconciliabile con gli impegni da assolvere, con la celerità dell’incarico e l’urgenza dello stesso».

Lo prevede il disciplinare che la giunta regionale del Veneto ha allegato (alla luce della normativa sulla riduzione dei costi degli apparati politici ed amministrativi, votata il 7 gennaio 2011) alla delibera sull’utilizzo delle auto di servizio. Il disciplinare precisa che «l’uso del mezzo di servizio può essere consentito per trasferte giornaliere (partenza e rientro nella giornata) o trasferte comprensive di più giornate lavorative a seconda del tipo di missione da svolgere».

L’utilizzo è autorizzato dal presidente/amministratore unico/amministratore delegato/direttore generale/direttore d’area/responsabile di riferimento o loro delegati. Se dunque l’auto di servizio va usata cum grano salis, la giunta regionale sottolinea nel contempo che «l’uso di autovettura propria, con successiva richiesta di rimborso delle spese, non può essere autorizzate».

Tuttavia «possono essere previste apposite forme di deroga al summenzionato divieto, qualora il ricorso alle altre modalità di trasporto (tramite mezzo pubblico, autovetture di servizio, car sharing, noleggio auto) pregiudichino l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa o comportino un incremento dei costi».

L’utilizzatore della vettura è tenuto a «non consentire che l’autovettura aziendale venga condotta da persone non autorizzate, anche qualora le stesse siano altri dipendenti della società». Altra sottolineatura perentoria: «È tassativamente vietato l’uso dell’autovettura aziendale in tutti i casi in cui non vi sia una precisa esigenza di servizio e, in particolare, per il trasporto di familiari e affini; per motivi privati, per il trasporto degli organi e delle strutture di vertice dal luogo di abitazione al luogo di lavoro».

Attenzione: «L’utilizzatore sarà considerato responsabile di tutti i danni che dovessero derivare dalla mancata osservanza di quanto previsto e sarà tenuto a rimborsare integralmente alla società il danno da essa subito». Inoltre, «all’atto dell’utilizzo il richiedente dovrà aver sottoscritto il regolamento impegnandosi a osservarlo». Naturalmente «l’utilizzatore si assume la responsabilità delle eventuali infrazioni al codice della strada, e sarà quindi tenuto al pagamento delle multe per tali infrazioni». Per quanto riguarda i rifornimenti di carburante, dovranno sempre essere eseguiti presso stazioni di servizio convenzionate e l’importo dovrà essere pagato utilizzato la carta carburante.

(c.bac.)

 

DOMANI UN VERTICE

Autostrade Cav dirà sì agli sconti chiesti da Lupi 

VENEZIA – Autostrade: domani l’Aiscat, associazione delle società concessionarie, si riunirà per valutare le richieste del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che sollecita sconti del 20% sui pedaggi per i pendolari.

La Cav, che gestisce il tratto Padova-Venezia ed è finita nell’occhio del ciclone per l’anomalo aumento nel segmento Mirano-Mestre (da 0,20 a 2,80 euro) dirà sì alle riduzioni di tariffa. «Siamo favorevoli», anticipa Luca Zaia, governatore della Regione che controlla il 50% della società (l’altra metà è dell’Anas) «purché Lupi, che è persona affidabile, ci fornisca gli strumenti giuridici per agire in questo senso, noi gestiamo soldi pubblici e quindi abbiamo il problema di giustificare le nostre azioni con la Corte dei conti, per evitare il danno erariale. In ogni caso, so che il presidente di Cav, Stefano Bembo, sta lavorando a una scontistica compatibile con il piano finanziario dell’azienda».

 

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