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Nuova Venezia – La Regione aumenta i biglietti dei treni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

23

gen

2014

FERROVIE DEL VENETO» RINCARI A GIUGNO

Chisso: abbonamenti esclusi dai rincari, il servizio sta migliorando.

Frecciata di Trenitalia: siete in ritardo nei pagamenti

VENEZIA – Le tariffe dei treni regionali aumenteranno entro l’anno, forse già a partire da giugno: il ritocco non riguarderà gli abbonamenti per studenti e lavoratori ma i singoli biglietti, quelli acquistati dai “viaggiatori occasionali”. L’ha annunciato l’assessore alla mobilità Renato Chisso, a conclusione di una lunga seduta della commissione trasporti dedicata ai ritardi e disservizi che affliggono i pendolari delle Ferrovie. «L’adeguamento del prezzo», ha aggiunto «ci fornirà le risorse necessarie ad affrontare le criticità e i “buchi” emersi in questa fase di sperimentazione dell’orario cadenzato». Il rincaro, ancora indefinito, sarà modulato sul fabbisogno finanziario degli investimenti in agenda che riguardano in particolare l’ammodernamento di rete.

La riunione di Palazzo Ferro-Fini, presieduta da Andrea Bassi, si è aperta con l’intervento dell’ingegnere Maria Giaconìa, responsabile di Trenitalia a Nordest: «La media della puntualità dei treni regionali in Veneto è migliorata», ha affermato esibendo tabelle e istogrammi «nel gennaio 2013 risultava in orario l’88,17% dei convogli contro il 91,37% attuale. Analogamente, nelle ore di punta, l’indice di rispetto è salito dall’87,45 al 90,02%». Ancora: il 98,23% dei treni è rimasto entro la soglia (generosa, in verità) dei 15 minuti di ritardo, migliorando di un punto la performance precedente e nelle cinque settimane d’avvio cadenzato il numero delle cancellazioni è sceso del 40% rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso. Anche Chisso, pur deciso a multare Trenitalia per i ritardi di dicembre, sottolinea che il nuovo orario garantisce quasi 200 corse in più (da 600 a 780) al giorno. Ma il sistema su rotaia è a macchie di leopardo: «Il servizio è migliorato in maniera netta sull’asse centrale Venezia-Padova-Vicenza-Verona», sostiene «mentre permangono criticità sulle linee Vicenza-Schio, Portogruaro-Oderzo-Treviso, Portogruaro-Venezia, Bassano-Mestre, Calalzo Padova, Padova-Bassano, Rovigo-Verona e Monselice-Mantova». Entro aprile – la promessa – l’entrata in servizio di 20 nuovi treni consentirà di sciogliere i nodi coincidenze, velocità e capacità dei convogli.

Trenitalia, però, non ci sta a sobbarcarsi l’intero fardello delle responsabilità: «Il contratto di servizio regionale siglato nel 2013 vale 130 milioni di euro, aumentati a 140 con l’introduzione dell’orario cadenzato», scandisce Maria Giaconìa «la Regione però non ha ancora completato il pagamento del servizio 2012, mancano ancora 23 milioni, e ora deve far fronte ai costi del nuovo orario, 10 milioni, e agli investimenti in corso d’opera, altri 3 milioni.

Inoltre, attendiamo fiduciosi il saldo di 15 milioni a cofinanziamento del materiale rotabile: minuetti diesel, treni elettrici e treni ad alta frequentazione. Trenitalia, raccolte le segnalazioni dei passeggeri sta realizzando migliorie e aggiustamenti ma lo fa a spese proprie». E le manutenzioni carenti? «Dal 2008 ad oggi abbiamo investito oltre 10 milioni nelle officine di Verona e di Mestre, ora ci siamo fermati in attesa di comprendere le intenzioni del committente». L’assessore ascolta, sorride e poi chiosa: «Oggi Trenitalia si è tolta un sassolino, anzi un pieròn».

Filippo Tosatto

 

«Bene l’indagine sui treni ma i problemi restano»

Quarto. Pendolari e sindaco Conte soddisfatti per l’intervento dell’Authority

Lunedì vertice tra i sindaci della tratta Venezia-Portogruaro e l’assessore Chisso 

QUARTO D’ALTINO «Era ora, significa che almeno qualche cosa si muove». I rappresentanti dei pendolari accolgono con positività la notizia dell’avvio da parte dell’Authority dei trasporti, di un’indagine conoscitiva sulla circolazione ferroviaria in Veneto per accertare le qualità del servizio offerto dai treni regionali finiti nell’occhio del ciclone per una lunga serie di ritardi e disservizi.

«Stiamo a vedere», spiega Luciano Ferro, dei pendolari altinati, «per adesso a noi rimangono i problemi quotidiani. Un sottopassaggio della stazione che fa acqua da tutte le parti, pensiline inesistenti, oltre ai convogli e le corse soppresse e che ci costringono a prendere l’auto il sabato e la domenica».

Questa sera i pendolari si riuniranno e decideranno in merito alle due prossime iniziative dei primi giorni di febbraio: volantinaggio e presidio alla stazione di Venezia e la nuova manifestazione in Regione.

«Trovo sia un’ azione molto positiva», interviene il sindaco di Quarto, Silvia Conte, «evidentemente queste Authority create per garantire i consumatori e gli utenti alla fine qualche cosa fanno e le nostre segnalazioni erano fondate. La preoccupazione che noi abbiamo da sempre rappresentato è che, di fatto, in Veneto non viene data alternativa alla macchina, e questo per la mancanzadi un trasporto locale efficente. Anche le politiche regionali sono state orientate ad investire nelle strade e non nel trasporto. La Regione ha sempre tagliato i fondi, per il trasporto senza mettere a bilancio nulla più di quanto viene trasferito dallo Stato».

Precisa: «Evidentemente l’indagine è un atto dovuto di fronte ad una situazione di tagli al servizio che sono stati effettuati: in questo scaricabarile è bene ci sia una autorità super partes che faccia chiarezza».

Precisa: «La mancanza di trasparenza fa anche si che non ci sia modo di sapere quante persone portavano i treni soppressi. Mi domando, ad esempio, ma rispetto all’utenza di prima, oggi quali sono i numeri? La frequenza è aumentata come dovrebbe oppure no? L’orario cadenzato ha un nome ed un cognome, la Regione prima o poi, un po’ di soldi per il trasporto li deve mettere».

Nel frattempo lunedì i sindaci della tratta Venezia-Portogruaro saranno di nuovo dall’assessore regionale ai Trasporti, per discutere delle migliorie e delle possibili soluzioni. Si parlerà dei treni della sera, dei festivi, della fascia oraria più scoperta. Chiude: «Speriamo di avere risposte sulle partite più urgenti».

Marta Artico

 

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