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I dettagli del piano preparato dall’amministratore delegato Santini per evitare il fallimento

«Valorizzeremo le aree con nuove destinazioni d’uso, pronto un progetto per ottenere fondi europei»

MESTRE – Dismissioni per 20 milioni di euro in 4 anni per saldare i conti con i creditori, e una revisione delle funzioni di una parte degli immobili che nel futuro potrebbero ospitare non solo una residenza per studenti ma anche il nuovo distretto universitario del design dello Iuav. È ambizioso il percorso di risanamento che Tommaso Santini, 37enne amministratore delegato di Vega Scarl, ha disegnato ai soci della società. Ottenendo lunedì il via libera dall’85% dell’assemblea, compresi i soci principali (Comune, Regione ed Eni) con l’astensione di parte dei soci di minoranza, tra i quali la Cassa di risparmio di Venezia (che è anche nell’elenco dei creditori) al piano di concordato preventivo che dovrebbe allontanare lo spettro del fallimento, non solo della società, ma anche del grande progetto di rigenerazione urbana dell’area. C’è la fiducia che tribunale e creditori diano il via libera a un concordato che, così come è stato presentato, se pur dilazionato in quattro anni, riuscirà a tutelare i creditori meglio di quanto possa fare un fallimento.

«Dopo il via libera dei soci al piano di risanamento che prevede il soddisfacimento integrale dei creditori» dice Santini «Vega conferma il ruolo di pivot nella trasformazione della macro-isola nord di Porto Marghera».

Tra i principali immobili messi in vendita ci sono il Lybra e l’area del Vega 2. Ma riuscirà la società davvero a vendere immobili e terreni in un periodo nero del mercato immobiliare?

«Le stime per le alienazioni di immobili e terreni, che abbiamo chiesto ad una società terza, sono assolutamente prudenziali» replica l’ad di Vega Scarl «e il nostro obiettivo, nei prossimi mesi, sarà anche quello di valorizzare le aree, prevedendo anche nuove destinazioni d’uso, nell’ambito di un processo di trasformazione urbana che dovrà servire anche come leva per la riattivazione dei processi economici».

Basti pensare al ruolo che avrà, nel processo di valorizzazione dell’intera area, l’intervento previsto per l’Expo 2015. Nello specifico le aree del parco scientifico e tecnologico sviluppano un potenziale edificatorio di oltre 130 mila metri quadrati di superficie di progetto (pari a due volte quanto edificato al Vega 1) per investimenti complessivi di 200 milioni di euro. Per far fronte a una situazione finanziaria disastrosa la società prevede, oltre al recupero dei crediti, anche la cessione di quote societarie ritenute non strategiche. Il piano di risanamento elaborato da Santini prevede inoltre una revisione delle funzioni di una buona fetta di immobili che potrebbero diventare spazi universitari ospitando da uno studentato al nuovo distretto del design dello Iuav, oggi ospitato negli edifici di Cassamarca a Treviso.

«Ci sono gli spazi, e ci sono le infrastrutture, anche tecnologiche, per poterlo realizzare» dice Santini, che può contare sull’importante sponda di Amerigo Restucci, rettore dello Iuav e di recente tornato a essere consigliere del Cda della società. E le risorse? l’obiettivo è quello di recuperarle con il ricordo a fondi strutturali, come è stato sviluppato il Vega 1, i soldi della legge speciale, e investitori privati. Nei mesi scorsi la società ha già presentato un programma di interventi tecnologici e infrastrutturali, dal valore di 40 milioni di euro, per l’assegnazione di fondi europei di sviluppo regionale per il periodo 2014-2020.

Francesco Furlan

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