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Pigozzo (Pd) anticipa l’opposizione e il possibile ricorso del Consiglio dei ministri

Il vicepresidente Zorzato: «Operazione di partito contro l’economia e le famiglie»

VENEZIA – Scintille sul Piano casa del Veneto, finito nel mirino del Governo Letta. «Il Consiglio dei ministri ha formulato una serie di puntuali osservazioni sul testo legislativo regionale, individuando le maggiori criticità proprio nei nodi che noi del Pd avevamo sollevato in sede di discussione e che ci hanno indotto a votare contro», anticipa Bruno Pigozzo, vicepresidente della commissione Urbanistica a Palazzo Ferro-Fini. In effetti, l’esecutivo di Palazzo Chigi si riunirà oggi ma il democratico ne prevede le mosse: «Il Governo punta l’indice sul fatto che il Piano consente di continuare ad edificare in deroga ai parametri urbanistici comunali, con aumento ulteriore del consumo del suolo. Contemporaneamente, una delle obiezioni centrali che vengono da Roma mette in rilievo lo svuotamento delle competenze dei Comuni in materia urbanistica, cosa che potrebbe essere valutata come violazione dell’articolo 118 della Costituzione. Non da ultimo, si osserva che questo Piano contiene norme che non garantiscono una piena tutela sul versante paesaggistico». Morale della favola: si profila un’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale che azzopperebbe il provvedimento…

«Noi non vogliamo affossarlo, resta uno strumento importante per il sistema economico veneto», commenta Pigozzo «ma l’unica via d’uscita è correggerlo con misure oculate e rispettose degli enti locali e del territorio, non basta una circolare di Zorzato per cambiare la legge, abbiamo presentato precise proposte di modifica, ci auguriamo vengano approvate rapidamente».

Irritata la reazione di Marino Zorzato, “padre” del Piano casa e vicepresidente della Regione: «Noto che il Pd è già informato su ciò che farà il Consiglio dei ministri, perciò si tratta di un’operazione di partito, magari concordata con i soliti sindaci di Venezia e Padova, non di una valutazione tecnica. Se ci sarà il ricorso alla Consulta, la sentenza arriverà tra un anno e mezzo, creando incertezza e disagi a decine di migliaia di famiglie: è questo l’obiettivo della sinistra? Il Piano, lo dicono le categorie, ha salvato 7 mila imprese edilizie e 11 mila posti di lavoro. Chi risponde del danno all’economia e ai cittadini?».

Restano i dubbi costituzionali sulla sottrazione ai sindaci delle facoltà di valutare l’impatto ambientale delle costruzioni e la loro coerenza rispetto alla programmazione comunale… «Non è così, un passaggio del Piano prevede esplicitamente la possibilità dei Comuni di opporsi ad ampliamenti incompatibili per volume, carico urbanistico o assenza di opere di urbanizzazione. L’Anci, infatti, non ha impugnato nulla. Chi danneggia il Veneto a scopi di propaganda ne risponderà ai cittadini».

Filippo Tosatto

 

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