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Nuova Venezia – Autostrade del mare, si parte in aprile

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

26

gen

2014

 

I primi due approdi realizzati nell’area ex Alumix, dirottando a Fusina 400 traghetti che transitavano in Bacino San Marco

Il conto alla rovescia è cominciato e ormai è dato per certo che tra poco più di due mesi il nuovo accesso delle «Autostrade del Mare» a Fusina aprirà i battenti con i primi due approdi dei quattro previsti nelle due darsene, dotate di un retroterra di ben 25 ettari raggiungibile via strada e ferrovia.

Dal prossimo mese di maggio, con l’inizio delle stagione estiva, cambieranno quindi rotta i circa 400 traghetti per passeggeri e merci che entravano in laguna dalla bocca del Lido per raggiungere la stazione Marittima a Santa Marta, percorrendo il tragitto, in centro storico, messo al bando dal decreto «Grandi Navi» di Clini e Passera.

Il nuovo Terminal sorge alla foce del Naviglio Brenta, proprio a fianco del camping Fusina, nell’area di 36 ettari della ex Alumix che si raggiunge da via dell’Elettronica. Il costo dell’intera opera, ormai in via di completamento, è di 20 milioni di euro e viene realizzata con «project financing» partecipato all’80% da società private – attraverso il concessionario Venice Ro.Port.MoS (di cui fanno parte il Gruppo Mantovani, Adria Infrastrutture, Coveco, Nuova Fusina Ingegneria, Vgt Filiera del Fresco) che lo gestirà per 40 anni – e per il 20% dall’Autorità Portuale di Venezia. I lavori fin qui eseguiti e che permettono di aprire, seppur parzialmente, il Terminal entro il mese di aprile prossimo, hanno subito qualche ritardo a causa della bonifica della grande quantità di amianto che è stata trovata sotto le aree dove sono state realizzate le prime due banchine.

Il Terminal sarà raggiungibile da via Dell’Elettronica con le corsie raddoppiate e due nuove rotonde (in ultimazione) che terranno lontano da via Malcontenta il traffico degli automezzi pesanti, come chiedono da decenni i residenti.

Le due darsene e le quattro banchine saranno in grado di ospitare contemporaneamente quattro traghetti sia Ro Pax (merci e passeggeri) che Ro Ro (solo merci caricate su camion). Di conseguenza i traghetti diretti in Grecia, Turchia e le altre destinazioni sul mare Mediterraneo, salperanno tutti da questo nuovo Terminal delle cosiddette Autostrade del Mare, a Fusina e non entreranno più dalla bocca di porto del Lido per percorrere il Canale della Giudecca per raggiungere la Marittima.

L’ingresso in laguna dei traghetti avverrà, quindi dalla bocca di Malamocco e dopo aver percorso un primo tratto del Canale dei Petroli (il Malamocco Marghera) attraccheranno al Terminal di Fusina che è anche dotato di grandi piazzali di carico e scarico merci e passeggeri, un parcheggio multipiano per auto ed uno a raso per gli autobus che non saranno più costretti ad arrivare al Tronchetto, mentre sarà realizzato un nuovo collegamento acqueo tra Fusina e il centro storico di Venezia.

Gianni Favarato

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IL LIBRO – Il futuro del porto secondo Paolo Costa

La Serenissima Repubblica è finita da secoli, ma il glorioso porto di Venezia c’è ancora e, se si faranno le cose giuste in tempo, ha un futuro ancora radioso. Lo assicura il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, che giovedì prossimo 30 gennaio presenterà a Roma – insieme al ministro Maurizio Lupi e al presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Franco Bassanini – il libro dal titolo «Il futuro europeo della portualità italiana» scritto insieme a Maurizio Maresca, con prefazioni di Romano Prodi e Luciano Violante ed edito da Marsilio. Nel libro si spiega che la sfida da affrontare oggi è quella «delle rotte che collegano i grandi mercati mondiali ma solo se capaci di trattare in modo efficiente i grandi volumi di traffico del multiporto del corridoio dell’Alto Adriatico» attraverso la competizione e cooperazione, già avviata nell’ambito del Napa, tra i porti italiani di Ravenna, Venezia e Trieste e il porto sloveno di Koper (Capodistria) e quello croato di Rijeka (Fiume). Nell’ultimo capitolo del libro si spiega che per captare i grandi volumi di traffico merci, sopratutto sui container, è previsto una piattaforma portuale integrata d’altura (off shore e on shore) del costo di quasi 3 miliardi di euro, in acque profonde (almeno 20 metri di fondale) e collocata a 8 miglia al largo di Malamocco che permetterà alle portualità dell’Alto Adriatico una capacità aggiuntiva di container di almeno un milione di teu all’anno.

 

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