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I comitati riuniti a San Donà: «Le promesse dell’assessore non ci bastano più»

Dal vertice è emersa la richiesta di partecipare al tavolo della trattativa

SAN DONÀ «Abbiamo condotto tante battaglie. Ma di quello che abbiamo chiesto finora non abbiamo ottenuto nulla. I “sarà” dell’assessore Chisso non ci bastano più». Sono arrabbiati i comitati dei pendolari della tratta Venezia-Portogruaro. Ma non hanno alcuna intenzione di smettere di lottare, anzi hanno già deciso di promuovere una nuova manifestazione. Nel corso della riunione che si è tenuta al ristorante «Al Fogolar» di San Donà, il comitato del Veneto Orientale e il comitato di Quarto d’Altino hanno annunciato l’organizzazione di un sit-in di protesta, sabato 15 febbraio, alla stazione di Venezia.

Alla manifestazione saranno invitati tutti i comitati attivi nella regione e Legambiente Veneto proporrà gli «Stati generali dei Pendolari».

Il sit-in sarà preceduto da un volantinaggio in tutte le stazioni della Venezia-Portogruaro, in programma lunedì 10 febbraio.

«Abbiamo deciso di fare rete con gli altri comitati e associazioni», spiegano i rappresentanti dei comitati che operano in sinergia già da inizio dicembre. Nel corso della riunione (presente la consigliera Silvia Lasfanti in rappresentanza del comune di San Donà) è stata illustrata la gran mole di documentazione finora prodotta: richieste a breve termine («Risolvere i problemi dell’orario cadenzato, con priorità assoluta il ripristino dei treni usati dai turnisti, molti dei quali oggi vanno a lavorare in auto»), dossier ambientali e sui tempi di impiego dei convogli, il resoconto puntuale dei disservizi di gennaio.

«Delle promesse che l’assessore Chisso aveva fatto nell’incontro con i sindaci del 24 dicembre, finora si è visto solo il pullman da 50 posti per la corsa di mezzanotte. Ma spesso è insufficiente», attaccano i pendolari. Nell’incontro di lunedì scorso, Chisso ha ribadito l’anticipo alle 4.13 del primo treno per Venezia e il ripristino di alcune corse, tra cui quella delle 0.11 da Venezia.

«Se queste promesse saranno mantenute, Chisso ci ridarà solo una piccola parte di quello che ci ha tolto con l’introduzione dell’orario cadenzato», proseguono i comitati, «ma di quello che abbiamo chiesto non abbiamo ottenuto nulla».

I pendolari rivendicano il diritto di partecipare con una delegazione al tavolo della trattativa. Per questo hanno scritto anche al governatore Zaia, da cui è giunta una parziale apertura.

«Siamo stufi di non partecipare alle riunioni, di non essere ascoltati», ribadiscono. I problemi ancora aperti riguardano la penuria di treni il sabato e nei festivi, i «buchi» d’orario dovuti alle fasce di interruzione del servizio.

Ma perplessità riguardano anche i treni di cui si è annunciato il ripristino. Per i pendolari il convoglio delle 0.11, ad esempio, va effettuato tutti i giorni e previsto alle 0.21 per consentire ai lavoratori di arrivare in stazione finito il turno di lavoro.

Giovanni Monforte

 

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