Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

La drammatica emergenza di questi giorni, con continue frane, smottamenti, inondazioni, ha ancora una volta evidenziato il rischio idrogeologico nel nostro Paese e l’evidente urgente necessità di fermare la cementificazione, il consumo di territorio e l’impermeabilizzazione del suolo.

Ai vari proclami dei politici, ancora non seguono, tuttavia, scelte chiare e precise di consumo di suolo zero (obiettivo dell’Unione europea per il 2050) e di tutela ambientale.

Si è continuato come prima e più di prima, pur in presenza di un elevato numero di edifici vuoti e di un continuo decremento della popolazione, nella solita strada del costruire.

Il recente Piano casa, promosso dalla Regione Veneto, è l’esempio più evidente di questa politica miope e scellerata.

Anche i Comuni, che tanto si sono indignati per questo Piano, non sono tuttavia privi di responsabilità nella distruzione del territorio. Un ulteriore esempio ci viene dal Lido di Venezia, dove ci è stata segnalata l’approvazione di una nuova edificazione di iniziativa privata in un’area verde degli Alberoni, tra la Strada Zaffi da Barca e la Strada del Forte Alberoni. Il progetto prevede la costruzione di 7 appartamenti da 70 metri ciascuno con garage interrato. Per la sua realizzazione dovranno essere abbattute diverse alberature d’alto fusto. Da rilevare che proprio in quella zona sono stati costruiti in questi ultimi anni numerosi appartamenti, molti dei quali rimasti invenduti e proposti ora “sottocosto”, in edifici di discutibile qualità architettonica e decontestualizzati da quel pregevole ambiente. Nel caso specifico, sarebbe auspicabile un ripensamento della proprietà su un investimento così rischioso.

In un contesto più ampio, crediamo sarebbe necessario un cambio epocale d’indirizzo da parte delle istituzioni veneziane, che dovrebbero, a nostro parere, farsi promotrici di una moratoria decennale, su tutte le nuove costruzioni, così come proposto da tempo dal famoso architetto ed urbanista Pierluigi Cervellati. Una strada radicale, ma oggi, ormai, ineludibile.

Cristina Romieri – Associazione Vegan Venezia, Federico Antinori – Lipu Venezia

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui