Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

DENUNCIA – I pendolari hanno presentato un esposto contro i nuovi orari

LA POLEMICA SUI TRASPORTI

Esposto alla magistratura dei comitati di Quarto, San Donà e Legambiente: «I nuovi orari dei treni ci hanno rovinato la vita»

LE RICHIESTE – La denuncia per chiarire se sia stato rispettato il diritto alla mobilità

ATTO D’ACCUSA – Documento articolato e durissimo, e c’è chi chiede le dimissioni di Chisso

Pendolari in Procura: la Regione nel mirino

Un esposto contro la regione Veneto per i diritti violati nel trasporto ferroviario. È quello presentato ieri in Procura da parte di Legambiente e dei Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino, tutti sul piede di guerra dal dicembre scorso. Nel documento di 5 pagine vengono denunciate le violazioni ai diritti alla mobilità, al trasporto universale e all’informazione da parte della Regione che ha tenuto sotto chiave a lungo il nuovo orario cadenzato e, come spiega Maurizio Billotto di Legambiente, «è rimasta sorda alle richieste dei gruppi e le associazioni interessate al tema dei trasporti che hanno evidenziato i deficit strutturali del servizio. Dal punto di vista turistico inoltre sembra che abbiano fatto un attacco a Venezia».

Si ricorre alla Magistratura per chiarire se sia stato rispettato il diritto alla mobilità e di far luce sull’entità e sull’allocazione delle risorse stanziate. Quello ferroviario è un comparto che incide sulla qualità della vita di migliaia di persone. «Il cadenzamento – continua Billotto- ha comportato confusione e disservizi per le fasce più deboli, tagli nei giorni festivi. Il risultato sono utenti costretti ad utilizzare mezzi propri, aumento dei costi ed aumento delle emissioni di gas dei veicoli circolanti».

I Comitati dei Pendolari sottolineano i disservizi. «Dal primo giorno del cadenzamento abbiamo evidenziato grossi problemi – precisa Marco Nattella del Veneto Orientale – l’abbonamento con le ferrovie non viene rispettato e la Regione continua a prorogare l’applicazione dei rimedi, indicando prima gennaio, ora sembra maggio, con ripercussioni per tutti i pendolari».

«I treni non ci sono o non sono puntuali – aggiunge Luciano Ferro di Quarto d’Altino- Siamo stufi di fare da cavie, vogliamo anche le dimissioni dell’assessore regionale alla Mobilità Renato Chisso».

«Siamo giunti a presentare l’esposto poiché dalla Regione non sono mai arrivate risposte – conferma Luigi Lazzaro di Legambiente Veneto- Serve un’inversione di tendenza degli stanziamenti del bilancio regionale che dovrebbero passare dallo 0,31 al 5 per cento».

A sostegno Lazzaro cita i dati dell’affluenza dei pendolari in Veneto dal 2007 al 2012 passati da 150 a 160 mila, quando in Lombardia ed Emilia per la mobilità su rotaia le quote sono vicine all’1 per cento del bilancio regionale.

All’iniziativa è andato il sostegno del consigliere regionale Bruno Pigozzo. «Ora la cifra stanziata è di 1milione e 200mila euro – ha detto Pigozzo- servirebbero 5milioni per integrare i disservizi, dove si ravvisa l’interruzione del pubblico servizio. Si tratta di un banco di prova per il trasporto pubblico che finora è sempre stato considerato Cenerentola».

Davide De Bortoli

 

LA MOBILITAZIONE – Prima il volantinaggio, poi il corteo

SAN DONÀ – Sono tre le prossime iniziative di Legambiente e i Comitati dei Pendolari del Veneto Orientale e di Quarto d’Altino finalizzate all’istituzione di un Tavolo permanente della Mobilità a cui possano sedere rappresentanti dei Pendolari di tutte le province venete, sull’esempio di quanto realizzato in altre regioni. Il primo appuntamento sarà nella mattinata di lunedì 10 con il volantinaggio nelle stazioni di Quarto d’Altino, Gaggio, Meolo, Fossalta, San Donà, Ceggia, San Stino e Portogruaro per sensibilizzare tutti i viaggiatori.

Due gli eventi previsti dalle 10 alle 14 di sabato 15. Un sit-in si terrà nella stazione di Santa Lucia. In concomitanza nella sala San Leonardo di Cannaregio, che dista 10 min dalla stazione i Pendolari del ferro e della gomma costituiranno gli «Stati Generali dei Pendolari del Veneto», per costituire un documento unico per gli investimenti e i diritti dei Pendolari. All’iniziativa hanno già aderito il coordinamento degli Studenti e il sindacato Filt Cigil, tra gli invitati l’Associazione Consumatori, tutti i sindaci della tratta Venezia- Portogruaro, enti pubblici come Provincia di Venezia e Regione Veneto. Continua inoltre la campagna di segnalazione dei disguidi sui treni, che possono essere indicati nella sezione Veneto del sito di Trenitalia e il social network creato allo scopo dai Pendolari www.facebook.com/comitatopendolarivo».

 

L’INTERVENTO – L’orario cadenzato rappresenta la soluzione più valida per un sistema trasporti integrato

Il dibattito sull’orario cadenzato sta distogliendo l’attenzione dal fatto che si continua ad affrontare il tema del trasporto pubblico locale (Tpl) con un approccio sbagliato.
Per dotare la nostra regione – 5 milioni di abitanti, 850.000 studenti, 60 milioni di turisti annui – di un servizio pubblico adeguato, bisogna pensare ad un sistema trasporti integrato fra ferro-gomma-acqua, condiviso con tram, parcheggi ed una tariffazione che vada verso l’irrinunciabile “biglietto unico”.
Le responsabilità sono molteplici: negli ultimi 14 anni il legislatore ha modificato in continuazione le regole in materia.
Ma anche le amministrazioni locali che, per quanto attiene la gomma, risultano contestualmente Enti affidanti e proprietari delle società a cui si affida il servizio. Non ultima la Regione che, invece di fare il regista, si è sempre limitata a fare da notaio.
Ovviamente le sanzioni comminate periodicamente per il non rispetto del contratto di servizio sul fronte della puntualità, della pulizia dei convogli, le continue lamentele dei viaggiatori sottolineano una serie di responsabilità in capo a Trenitalia.
Una situazione di emergenza, nella quale, non solo l’utenza, ma soprattutto il personale ferroviario ha avuto oggettive difficoltà a svolgere il proprio lavoro. Colpa della politica aziendale delle Fs, che accentra tutte le decisioni a Roma, lasciando ai propri dirigenti periferici (alcuni anche ottimi professionisti) un ventaglio strettissimo di autonomia.
Entrando nel dettaglio del servizio ferroviario locale, è bene sgombrare il campo da equivoci: la quantità dei treni e delle di carrozze, gli orari e le varie fermate sono decise dalla Regione, che riceve i servizi per cui paga ed è quindi responsabile dell’attuale situazione.
Detto questo, l’orario cadenzato rappresenta la soluzione più valida per realizzare un vero sistema integrato, propedeutico all’Sfmr.
Certo, dobbiamo andare avanti e passare dalla situazione attuale di concorrenza e sovrapposizione treno-bus ad una strategia “hub and spoke”.
Il rodaggio ha avuto le sue criticità, ma l’orario cadenzato (si vedrà a regime) ha portato un aumento di servizi. Con i nuovi convogli in arrivo (nove entro giugno), le cose andranno meglio.
Per questo non si spiega la decisione del governatore Zaia, che non solo ha annunciato la disdetta del contratto di servizio con Trenitalia, ma anche di voler introdurre la gestione diretta da parte della Regione, per poi andare in gara, spezzettandola in tre lotti.
Si dovrebbe, invece, integrare l’intero sistema e armonizzarlo con gli orari dei servizi commerciali, pubblici, università, aziende, per ridurre l’affollamento negli orari di picco. Non siamo pregiudizialmente contrari alle gare, ma senza improvvisazioni.
Riuscirà la Regione a pagare puntualmente l’Azienda aggiudicatrice, senza incorrere nel rischio di aumentare il costo del contratto, con gli interessi di mora dovuti agli eventuali ritardi di pagamento, così come accade oggi con Trenitalia?
Si poteva ridiscutere e migliorare il contratto attuale. Per quanto riguarda le tre gare, crediamo che la frammentazione dell’unità di rete pregiudicherà la realizzazione di un sistema integrato, con la creazione di cittadini di serie A e serie B e mettendo a rischio un diritto fondamentale come quello della mobilità.

Brunero Zacchei – segretario Regionale Uil

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui