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Nuova Venezia – Maltempo. Battaglia sui danni.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

11

feb

2014

 

Risarcimenti, richiesta da 130 Comuni

Il Governo, privo di risorse, potrebbe suggerire l’aumento dell’accise sui carburanti in Veneto. Zaia: «Non lo faremo mai»

VENEZIA – Oltre 130 Comuni veneti colpiti da alluvioni, nevicate e frane; danni superiori al mezzo miliardo fin qui ipotizzato: l’andamento del censimento affidato ai sindaci non autorizza all’ottimismo. Tra oggi e domani scadrà il termine per segnalare alla Regione una stima sommaria dei risarcimenti richiesti e i report delle amministrazioni locali stanno tracciando uno scenario a macchia di leopardo. Montagna bellunese, Veneto orientale, Bassa Padovana, Pedemontana trevigiana e vicentina gli epicentri della calamità, con “picchi” circostanziati, già al centro delle cronache: Portogruaro e Montegrotto Terme, Carmignano di Brenta e Bovolenta, Livinallongo, Roccapietole, Cortina… «Il bilancio è parziale, non possiamo prevedere ciò che troveremo quando l’acqua sarà completamente defluita e la neve sciolta», commenta l’assessore alla Protezione civile Daniele Stival «penso alle condizioni degli argini fluviali o alle devastazioni montane, dove interi rifugi sono spariti, per non parlare della mole di detriti diretta verso le spiagge. Oltretutto l’allarme meteo non è rientrato, in molte zone piove o nevica. Il governatore Zaia ha ipotizzato 500 milioni di danni, temo che il conto finale sarà più pesante». Ma chi risarcirà le ferite provocate all’agricoltura, al turismo, alle imprese, alle famiglie, alle stesse opere pubbliche? In settimana il Consiglio dei ministri valuterà la dichiarazione di calamità naturale del Veneto: «I danni sono obiettivamente gravissimi e il presidente Letta ha avvertito che le risorse disponibili sono purtroppo scarse», osserva Giorgio Santini, capogruppo del Pd alla Commissione bilancio al Senato e relatore della Legge di stabilità «in ogni caso noi premeremo sul Governo perché decreti l’emergenza, rinviando le scadenze tributarie per i cittadini e le aziende più colpiti, escludendo dal patto di stabilità le spese sostenute dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza e realizzare le opere di prevenzione». A fronte di un Fondo di solidarietà nazionale pressoché esaurito, al ministero dell’Economia prende quota l’ipotesi di concedere alle regioni alluvionate la facoltà di aumentare l’accisa sui carburanti, nella misura di un centesimo al litro, per finanziare la ricostruzione: «L’eventualità mi vedrebbe contrario», anticipa Santini «perché graverebbe ulteriormente su territori già in difficoltà». Lapidario il governatore Luca Zaia: «Mai. Non l’ho fatto nel 2010, non lo farò ora. Qui la situazione è drammatica, Roma non può lavarsi le mani del Veneto e limitarsi a riscuotere 21 miliardi l’anno dalle nostre imprese. Altro che le accise sulla benzina, tra una settimana presenteremo il conto e non accetteremo risposte evasive». Nel frattempo, una mano la tende Banca Monte Paschi di Siena che, attraverso l’area Antonveneta, offre prestiti agevolati per 50 milioni di euro alle imprese e alle famiglie danneggiate in Veneto e Friuli-Venezia Giulia per la copertura dei danni alle abitazioni familiari, alle infrastrutture o semplicemente a compensare il calo di produzione lorda vendibile. È tutto? Quasi. La giornata riserva anche il vivace battibecco tra l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e il consigliere di Scelta civica Diego Bottacin. Quest’ultimo esorta polemicamente l’esponente leghista a garantire un’assicurazione triennale sul maltempo agli agricoltori utilizzando a questo fine fondi destinati a «iniziative estemporanee e di dubbia utilità, tipo insegnare ai veneti a bere al modico prezzo di 220 mila euro» dirottando a copertura delle polizze anche il milione e 300 mila euro erogati a Veneto Agricoltura, «un’agenzia che si è distinta negli ultimi anni per l’occupazione delle poltrone da parte della Lega». Secca replica di Manzato: «È evidente che Bottacin non conosce il sistema assicurativo in agricoltura. Per prima cosa si informi. Ma in secondo luogo questa sua proposta sembrerebbe quasi il preannuncio di una volontà di regalie alle assicurazioni stesse. Bottacin può chiosare sulle mie proposte di investimento, ma non fare campagna elettorale sulle spalle degli agricoltori».

Filippo Tosatto

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Piogge, Protezione civile: rispetto al 2010 un miliardo di metri cubi d’acqua in più

«Nei sei giorni dell’emergenza 2014 sul Veneto è caduto un miliardo di metri cubi d’acqua in più rispetto al 2010, cioè 3,4 miliardi contro i 2,4 precedenti. Quattro anni fa, però, le precipitazioni si erano concentrate in tre giorni, con effetti devastanti. Stavolta, si sono distribuiti in un arco temporale doppio, il che lascia presumere danni più occulti, meno vistosi del passato, anche se probabilmente non meno gravi». Parole di Roberto Tonellato, l’ingegnere a capo dell’Unità di progetto della Protezione civile in Veneto. Al centro operativo di Marghera stanno affluendo i rapporti dei sindaci che documentano i danni pubblici e privati sui territori di competenza e le conseguenti richieste di risarcimento alla Regione: «Alcune amministrazioni comunali sono già in grado di quantificare per sommi capi l’ammontare dei danni, altri no. Stiamo parlando di una situazione composita, dove si intrecciano lesioni alle abitazioni e alle proprietà domestiche, perdite nelle attività economiche, riparazioni necessarie alle opere pubbliche. Il tutto in un’area molto vasta, perché lo stato di calamità naturale investe l’intero Veneto». Il censimento continua: «Riceviamo nuove segnalazioni di ora in ora, credo che quando sarà possibile una stima completa e attendibili, gli effetti di questa alluvione ci riserveranno molte sorprese».

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CASALSERUGO, LETTERA APERTA DI ELISA VENTURINI

Il sindaco degli allagati: «Via il patto di stabilità»

CASALSERUGO (Padova) – Nel 2010 Elisa Venturini, giovane sindaco di Casalserugo, affrontò a fianco dei suoi cittadini l’alluvione che aveva sommerso il paese padovano, pernottando per settimane in municipio: un impegno strenuo e totale ricambiato dal plebiscito di consensi (oltre l’85%, un record nazionale) che un anno fa l’ha confermata nel mandato amministrativo. Stavolta Casalserugo è stata risparmiata ma Venturini non è rimasta indifferente all’emergenza in cui versano molti altri territori veneti: «L’esperienza vissuta personalmente quattro anni fa in occasione della grande alluvione che ha flagellato il Veneto, mi induce ora in qualità di membro del direttivo dell’Anci Veneto, a chiedere che quest’ultimo si faccia promotore, quale sindacato dei Comuni, di un’attività di sensibilizzazione verso il governo centrale e regionale affinché vengano stanziati fondi sufficienti per aiutare e sostenere le popolazioni dei Comuni colpiti e affinché vengano sospese e prorogate le scadenze fiscali ed erariali a favore di imprese e famiglie dei territori danneggiati, attesa la prossima scadenza del 16 febbraio», scrive al presidente veneto dell’associazione dei Comuni. Giorgio Dal Negro. L’esponente di centrodestra tocca poi un punto che sta molto a cuore agli enti locali stretti tra l’incudine dell’emergenza e il martello dei vincoli finanziari: «A mio avviso, una forte presa di posizione dev’essere assunta dall’Anci in merito all’esonero dall’applicazione del patto di stabilità in relazione ai lavori di ripristino e messa in sicurezza ai fini della salvaguardia idrogeologica ed infrastrutturale. Non è più tollerabile che si continuino, in generale, ad applicare in modo cieco ed irresponsabile i vincoli del patto di stabilità mettendo a repentaglio la sicurezza dei nostri cittadini. Questo è il momento per dire una volta in più e in modo perentorio che non è più ammissibile l’applicazione del patto di stabilità per le spese di investimento degli enti locali che nei nostri territori si traducono in sicurezza degli edifici pubblici, in sicurezza idraulica e idrogeologica, in sicurezza stradale e delle infrastrutture». «La finalità dei Comuni», conclude il sindaco padovano «si sostanzia nel creare le condizioni per far vivere i propri cittadini in sicurezza. Se questo fine viene meno non si giustifica l’esistenza stessa delle istituzioni».

 

Maltempo, prorogato lo stato d’allerta

Le onde staccano due “boe miraglio” al largo di Caorle. Il consorzio di bonifica segnala un livello stabile dei fiumi

PORTOGRUARO – Maltempo, stato d’attenzione in tutto il Veneto orientale, almeno fino a domani. Poi l’emergenza dovrebbe essere davvero conclusa. Se nel fine settimana era stato emanato un’allerta, un motivo effettivamente c’era. Anche ieri mattina, così come nel vicino Friuli, si sono presentate precipitazioni intense, che avrebbero potuto creare, più che problemi arginali, allagamenti temporanei. Nel confine più orientale del Portogruarese, nella zona di Annone Veneto, già duramente provata dagli accadimenti della scorsa settimana, gli scrosci sono stati molto intensi attorno a mezzogiorno. E il maltempo di alcuni giorni fa ha provocato danni a Caorle, resi noti solo nella giornata di ieri. Dal municipio di via Roma, infatti, è giunta una comunicazione secondo cui le recenti mareggiate e le alte onde al largo di Caorle hanno staccato dal fondo marino due “boe miraglio”, che segnalavano i corrispondenti vertici dell’Oasi Marina. Le due boe sono naturalmente andate alla deriva o, probabilmente, affondate in quanto, nonostante le ricerche, non sono ancora state ritrovate. Nei prossimi giorni, compatibilmente con le condizioni meteo marine, il gruppo sommozzatori di Caorle, gestore dell’oasi Marina, provvederà a posizionare due nuove boe ai vertici dell’area “Oasi Marina – Città di Caorle” all’interno della Z.T.B. al fine di segnalare i limiti dell’area delle “Tegnùe di Porto Falconera”. Non è nulla di così grave o eclatante, ma nuove boe di segnalazione vanno rimesse quanto prima per tenere lontani i natanti non autorizzati. Le mareggiate poi, a Caorle, hanno creato problemi di erosione; non certo alla stregua di quelli che si sono presentati a Bibione; tuttavia le zone erose dovranno essere sottoposte a opere di ripascimento. Anche il litorale di Valle Vecchia è rimasto coinvolto da questa problematica legata al maltempo. Il Consorzio di bonifica per tutta la giornata di ieri ha monitorato le precipitazioni. «Fino a domani sono previste precipitazioni non importanti, comunque, sempre sull’ordine dei 30 millimetri», ha fatto sapere il direttore del consorzio di bonifica Veneto orientale, Sergio Grego, «i terreni sono carichi d’acqua. Speriamo che questa ulteriore ondata di maltempo passi in fretta». Il livello dei fiumi resta, comunque, stabile.

Rosario Padovano

 

Protezione civile in preallarme nel Basso Piave

SAN DONÀ – Maltempo nel Basso Piave, la Protezione civile è in pre-allarme fino a tutta la giornata di oggi, ma non dovrebbero esserci disagi nel Sandonatese che è uno dei territorio “graziati” dall’ultima ondata di maltempo che si è abbattuta sul Veneto Orientale. Osservati speciali restano i canali, in primis Piavon, Piveran, Ramo, Grassaga e i volontari sono pronti a intervenire in casi di emergenza con una squadra dalla sede di viale Libertà. Non dovrebbero esserci allarmi per il Piave, rimasto comunque piuttosto alto. Assieme ai volontari della Protezione civile, i tecnici del Comune, che saranno da supporto ai vigili del fuoco, polizia locale e tutte le forze dell’ordine pronte ad essere chiamate in caso di necessità come è avvenuto nelle settimane scorse. Sul litorale si temono nuove mareggiate. Ma per il momento il mare non impensierisce gli operatori del turismo che hanno gli occhi costantemente puntati sulla spiaggia, in particolare a Jesolo.

(g.ca.)

 

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